Wednesday, December 10, 2003

#1

Quando Booty e' arrivato qui, era un piccolo gatto.
Ben piantato e tendente alla pinguedine, si', ma pur sempre un piccolo gatto.
Per tutta la prima infanzia l'abbiamo tenuto in casa con noi senza farlo uscire, incuranti delle volte che si metteva davanti alla portafinestra e mimava il suo suicidio.
O delle volte che prendeva la rincorsa dal divano e tirava le craniate ai vetri...TUM!...TUM!...finche' NonèAncoraMiaMoglie lo abbatteva in volo con una ciabatta (sempre avuto mira, lei)
O delle volte che dovevamo entrare in casa a turno infilandoci in uno spiraglio di porta misurante dai 3 ai 12 cm per evitare che Bootylicious sguillasse fuori nel MondoCattivo.

Proprio in una di queste occasioni, ritornando da una spesa mastodontica della mole di 20 sacchettoni, NonèAncoraMiaMoglie pose seriamente la questione ferma davanti all'ormai familiare spiraglio:

- "Mi spieghi?"
- "Uh...che cosa scusa?"
- "Perche' questo animale non lo facciamo uscire?"

[...rapide passano nella mia testa le reprimende di NonèAncoraMiaMoglie davanti alle mie timide proposte di far uscire il gatto per un pochetto: "Ma sei pazzo?? Non e' castrato, te lo sei scordato?? Questo scappa in venti secondi netti e si spalma sotto le ruote del gipponazzo della VicinaFighessa! Tse'...ma tu abiti qui o cosa??"...]

Recito le formazioni del TettiRossi dal 1909 ad oggi per prendere tempo e mi volto gentile:
- "ehm...ti ricordi?...non è castrato...il territorio...le macchine..."
NonèAncoraMiaMoglie, sbrigativa, infila uno sfollagente nello spiraglio della porta e mena alla cieca l'aria vicino all'entrata.
TUMP!
MOEOWR!
- "Ok, entriamo. Senti...io credo che sino ad ora siamo stati troppo possessivi. Bisogna che Bootylicious - gli rivolge uno sguardo distratto scavalcandone il corpo accasciato vicino alla porta - faccia le sue esperienze e cominci a vivere la Vita vera!"

AhVaBeh.

Primo giorno - ore 12.00
Bootylicious fibrilla vicino alla porta, ha capito che qualcosa sta cambiando.
Per l'ansia ha gia' mangiato tutte le crocchette e ostenta nonchalance masticando un cottonfiocc a mo' di stuzzicadenti.
NonèAncoraMiaMoglie gli porge una pianta del circondario con una efficace legenda e allunga la mano verso la porta.
Bootylicious la scavalca e in 12 millesimi di secondo e' gia' fuori vista.
NonèAncoraMiaMoglie sorride soddisfatta, io rimango perplesso a guardare il giardino.

Secondo giorno - ore 10.00
Bootylicious non e' tornato. Ne' a cena, ieri, ne' a colazione oggi.
NonèAncoraMiaMoglie finge indifferenza ma la preoccupazione la rende ispida. Io ogni ora esco a fare il cucu' sulla terrazza: la giro tutta scuotendo i croccantini come un patito delle maracas e poi ritorno in casa sculettando come Carmen Miranda.
Niente di niente.

Terzo giorno - ore 9.00
NonèAncoraMiaMoglie si aggira per casa vestita di nero come una prefica. Quando mi incrocia mi getta sguardi d'odio puro: dopotutto non sono stato forse io a voler fare uscire Bootylicious?
Per calmarla un po' mangio io le crocchette e la chiamo in cucina a guardare la ciotola magicamente vuota.
Per un attimo NonèAncoraMiaMoglie ci crede, poi mi si avvicina e mi annusa. Scopre che so di manzo e verdure e mi manda a cagare.
Qualche giorno fa avevamo un gatto.

Quarto giorno - Campane a festa, striscioni, tric-e-trac!
Habemus Bootylicious.
Stavo facendo una flebo a una fievole NonèAncoraMiaMoglie quando abbiamo sentito rumore di mascelle in cucina.
Siamo accorsi tremanti e abbiamo trovato Bootylicious immerso dentro al sacchetto da due chili delle crocchette. La ciotola splende vuota li' di fianco.
NonèAncoraMiaMoglie scoppia in un pianto liberatorio e immediatamente sbarra la porta con due assi incrociate e un como' di mogano.
Io osservo bene Bootylicious: sembra dimagrito, sciupato e sporco, ha una barbetta preadolescenziale commovente e due occhiaie da biassanotte consumato.
La paglia all'angolo della bocca poi, aggiunge quel tocco maschio che fa tanto tanto denimaftersceiv.

E ora nulla sara' piu' come prima.

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