Wednesday, June 16, 2004

#1

I have a dream…

La scuola è nuova, prima votavo nella Bassa ma adesso sono ufficialmente un cittadino di TettiRossi e dunque avrò bisogno della carta d’identità per fare le mie crocette qua e là.
Bootylicious invece è abituato alla zona e gira con un’insopportabile arietta di superiorità, salutando gli altri gatti che incontriamo strada facendo.
Vengo improvvisamente colto da sudori freddi alla vista dei circa trecento cartelli con il numero delle sezioni, da me c’era scritto solo “entrare qui e andare fino in fondo”. Tiro fuori la tessera elettorale per leggere il numero della sezione e Booty ne approfitta per attaccarci sopra di straforo due o tre bollini del Mago della Pizza, buoni per una bibita gratis a mezzogiorno se studenti fuori sede.

165. Centosessantacinque. Uno, sei, cinque. Uno, sei, cinque. Uno, sei, cinque…

Adatto il passo alla filastrocca mnemonica, pur sentendomi un perfetto coglione saltellante, e Booty mi attraversa le gambe sfrecciando, per farmi perdere il ritmo.

165. centoses…porc!...centosessantacin…uè!...que. Uno…daaai Booty !...ehm…uno…sei…piantala!

I carabinieri all’entrata ci guardano strano ma Booty sorride amichevole e si ferma a cazzeggiare un po’ con loro, offrendo sigari cubani e bottigliette di integratori minerali al gusto di maracuja.
NonèAncoraMiaMoglie sfoggia la faccia di una persona sofferente di attacchi di diarrea, tra il preoccupato, lo spazientito e il chivalà, come se fosse in cerca di una siepe dove tuffarsi a breve. Entrando, mi dice che SembraMortoMaNonE’ è partito una settimana fa per raggiungere il seggio in tempo utile, accompagnato dal costante abbaiarestolto di RigidoBastardo che se dio vuole sarà ormai privo di corde vocali.

La nostra sezione è intrappolata in un muro di cartongesso tirato su al volo per dei lavori di ristrutturazione della scuola per cui entrare a votare ci appare difficile come uscire dalla Viridian Room. Siamo costretti a percorrere lo strettissimo corridoio in fila indiana, di taglio, e la mia burza porta via con sè metà delle simpatiche scritte adolescenziali apposte sul fintomuro mentre Booty strascina l’altra metà con il pelozozzo.
La fila davanti alla porta si snoda statica e lunghissima e per un attimo vengo colto da profondo sconforto poiché non ho portato con me l’utilissimo tavolino pieghevole da mah-jong. Booty viene accolto gioiosamente da una moltitudine di bidelle di età variabile dai 55 ai 65 anni, tutte in grembiule blu e tutte provviste di napoletana e cornetto preso dal bar qui sotto.
NonèAncoraMiaMoglie ne approfitta per leggere i sedicimetrivirgolaquattro di cartelloni con i nomi dei candidati mentre io realizzo che, quando vado a votare, la mente mi si svuota non appena ricevo in mano le schede multicolor così, per evitare il solito panico da chisonocosavoto, mi dedico anche io alla lettura murale.
Dopo un po’ comincio a pensare che le scritte sulla mia maglietta, provenienti dal muro di cartongesso, sono decisamente più appassionanti e decido di votare per una certa Chicca81 che con il suo perentorio slogan abbassate il prezzo delle paglie per zeus! mi ha conquistato. NonèAncoraMiaMoglie invece, mentre la fila si accorcia, assume sempre più le sembianze di JackTorrance e chiede incessantemente dove sta il bambino con il triciclo, venendo zittita a borsettate da una nonnina, coetanea di SembraMortoMaNonE’, con lo stemma degli Hellowen appuntato sul petto.

Toccammè! Evvai!
Booty è già seduto comodamente vicino alla Presidente della sezione e sembra che si conoscano da anni a giudicare da come lei ride e gli passa crocchette del colore delle schede.
Entro con il solito timore reverenziale e gli scrutatori mi salutano con la solita afonia disinteressata. La Presidentessa invece si volta a guardarmi ostile e fa uno strano cenno alla ragazza che controlla i documenti. Essa chiude il registro con i nomi dei votanti e appone un cartello “Chiuso per pausa” davanti al banchetto che occupa, lasciandomi lì come un gnucco, cartadidentità alla mano.
NonèAncoraMiaMoglie, fuori, si accapiglia con il marito della nonnina, un aitante marinaio slavo di circa ventidue anni.

Dai seggi di questa circoscrizione escono azzimati professionisti con il braccio teso e io, ancora una volta, rimpiango la Bassa e la domenica dopo lo scrutinio, con la piazza piena di compaesani tirati a lucido, le guance color vino e il pugno alzato a cantare, breschi marci.

La Presidentessa consegna le mie schede a Booty che, diligentemente, si reca nella Cabina 3 a votare. Si narra che la Cabina 1 contenga da circa sei ore una temibile SignoraIndecisa e che la Cabina 2 invece nasconda SaccoDelRusco, colto da raptus patriottico mentre era intento a delimitare il territorio a pisciatine. Prova ne è il fatto che ogni tanto fanno capolino le code inquiete di Roscione e Tubolare, preoccupati dall’analfabetismo appurato del loro boss.
Booty esce dopo pochi minuti con uno strano sorriso e la Presidentessa, complice, gli strizza l’occhio e la sacca scrotale, ottenendo per tutta risposta una sgummata a unghie sguainate sulla mano ancora tesa.
NonèAncoraMiaMoglie, ancora impegnata a scrostarsi la nonnina dalla schiena, viene superata in dirittura d’arrivo da un accaldato SembraMortoMaNonE’ che al grido di ceereello entra trascinandosi baldanzosamente nel seggio. Con dei gnicchi che non si capisce se vengano dalle sue giunture o dal suo portafoglio, tira fuori una copia dell’editto di Costantino nella quale appare come firmatario testimone e la consegna come documento d’identità alla dispettosa scrutatrice, riapparsa come per magia.
Quando riceve le schede e la matita comincia a decorare con mano inaspettatamente leggera il grembiule della bidella più vicina e a disegnare sopracciglia alla Bergomi a tutto ciò che gli passa vicino.
Bootylicious finge ostentatamente di non conoscerlo.
NonèAncoraMiaMoglie entra a fatica nella Cabina 2 con la nonnina saldamente abbarbicata a una coscia mentre il marinaio, nella Cabina 1, approfitta per farsi tatuare sul petto un cuore con le iniziali della sua bella.
Bootylicious cerca di togliersi le mani della PresidentessaKalì di dosso mentre io mi concentro sulle percentuali dei votanti, scritte sulla lavagna da una mano più incerta di quella di SembraMortoMaNonE’ e alternate ad appassionanti partite di impiccato.

La Presidentessa si rifugia dietro la cattedra a piangere e io capisco che è giunto il momento di tornare verso casa che il nostro dovere l’abbiamo fatto tutti.

[…però…no, non ce l’ho fatta a votare quell’uomo lì…anche se il soprannome mi piace…ho votato la coalizione, verrò punito dal cielo per questo?]

Uscendo dalla scuola NonèAncoraMiaMoglie scambia indirizzi e baci con la nonnina e il marinaio, SembraMortoMaNonE’ riparte per intortare una giovane bidella sessantenne (arrivo previsto: 2gg), Booty mi aggiunge nuove scritte ingiuriose alla maglietta, con la matita copiativa sottratta dal seggio. Con il culo che ho porterò dei bestemmioni tatuati sulla burza per le prossime trenta docce.
Annuso l’aria e sa d’estate, i tigli ci sono pure qui anche se tossiscono e sono biancoisabella. Leggo la mia tessera elettorale e continuo a stupirmi che mi qualifichi come cittadino di TettiRossi, a me, proprio a me che ogni giorno per tornare a casa uso una strada diversa perché ancora mi perdo.

I had a dream...
Poi mi sono svegliato con il letto pieno di Booty, NonèAncoraMiaMoglie e giornali rossi, neri, verdi e azzurri. Dicevano tutti la stessa cosa: “Abbiamo vinto!”

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