Friday, June 18, 2004

#1

Sono giorni difficili per il mio stomaco che continua a ingastrirsi senza avvertire prima e mi dona una delicata sfumatura verde, nascosta per mia fortuna dall'ombra blu della barba non fatta.

Suona la sveglia e la spengo.
Risuona e la rispengo.
Suona ancora ma stavolta la sento da lontano, come immersa in una bruma che rende tutto rarefatto e onirico. Non la spengo.

Bootylicious siede nel cortile con SembraMortoMaNonE', impegnato a tagliare con le forbicine da unghie il prato del suo guardino.
Visto che il buongiorno si vede dal mattino, mi compro una stecca di sigarette e incrocio le dita sperando che mi duri almeno fino a sera. I miei polmoni mi si sfilano di dosso urlando e fuggono arrancando dalla porta del tabaccaio.

A volte vorrei avere il telecomando e poter abbassare il volume di quel che mi circonda, NonèAncoraMiaMoglie al primo posto.

Faccio training autogeno pensando che oggi è venerdì e che la settimana è pressoché finita ma la voglia di pensare a come risolvere la stampa degli insoluti non mi affascina neanche un pochino. Che strano.
Fortunatamente Booty mi scrive su un foglio come risolvere il problema e, quando esco di casa, sono leggermente rinfrancato.
C'è qualcosa di strano certi giorni, qualcosa che sovrasta perfino questo profumo dei tigli che la sera, quando tutto si fa rosa e tranquillo, dà alla testa come un negroni a stomaco vuoto.

Cammino su un filo sottile e tutti guardano la mia passeggiata ondeggiante e malferma.
C'è chi ride. C'è chi tiene le mani sulla bocca, preoccupato. C'è chi scommette su una mia caduta a breve.
Vedono le luci, il sorriso, il cilindro sulle ventitre.
Voglio contare fino a 3 e percorrere con passo sicuro e veloce questo filo di seta per arrivare di là.
Che poi non so mica ancora dov'è.

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