Wednesday, September 15, 2004

#1

tic
tuc
tic tuc
tic tuc
tictuctictutitutitutitutitutitutituti' !

NonèAncoraMiaMoglie mi si para davanti all'improvviso, pencolando su due irrisorie ciabattine di legno.
Con enorme gioia estraggo le pupille dalle palpebre saldate e la guardo, diomè.
Ella appare agghindata con uno chignon che infrange tutte le leggi fisiche conosciute, avvolta in vestito da maitresse rosso fuoco sfregiato da una fantasia di ideogrammi densi di oscuri significati, come "carro di fiori spumeggianti su ruote di pietra" o "cane senza coda ma con orecchie di lapislazzuolo".
Mi sorride attraverso un ventaglio che fa sventolare allusiva, spazzando via nel contempo me, due scaffali di libreria e il divano a lei più vicino.

"AmoLe?"
Noooo. Giassò.
"Ehm, sì?"
"AndaLe ListoLante Cinese, sì?"

Bootylicious (idiota) compare serafico dallo chignon, mugolando un'antica melodia sanscrita che decanta la bellezza della frittura quando accompagnata dai panini di pasta di riso a forma di toporagno.

Andare al RistoranteCinese è per me forma di grave imbarazzo poiché, quand'ero piccolo & magro, non possedevo assolutamente l'uso della lettera R che sostituivo con la lettera L. Ho superato, non senza problemi, l'arguzia dei miei coetanei nel commentare questo mio lievissimo difetto ma non sono mai riuscito a superare del tutto la vergogna di recarmi in un ristorante cinese dove Licado nell'antica abitudine. Ecco. Appunto.

Booty si è laccato le unghie di un sanguedipiccione notevolissimo e la savia NonèAncoraMiaMoglie ha allungato i suoi occhi con linee di mascara e cerottoni agli angoli, fino ad assomigliare in maniera insana a JoanCollins. Non posso deluderli...
"Mhhhh, ok. Mi pLepaLo e aLLivo..."

Il nostro RistoranteCinese preferito giace sotto il livello del suolo.
Entriamo in una porticina a lato di una statua, voltiamo quasi subito di là, poi dritto (uhm) cento metri, scendiamo una scaletta a pioli e...vualà!
Mi sento raspare sui polpacci e, guardando verso il basso, trovo una graziosissima cameriera che cerca di farci accomodare in un tavolo vicino che ha la tovaglia piena di brina e i bicchieri ghiacciati, segno che è completamente esposto alle intemperie dell'aria condizionata a manetta.
Bootylicious tenta di annusare la cameriera ma riceve il menù in pieno muso, così si siede senza fare commenti.
Lei, in compenso, continua a guardarlo curiosa e, mentre serve i trenta tavoli adiacenti, trova il tempo per chiacchierare con me.
"Tuo gatto?", butta lì.
"Sì, vuoi?", sussurro nascosto.
Gli occhi le scintillano per un attimo e la punta della lingua compare sulle labbra, golosa.
"Tu vende?"
"No, Legàla"
All'ultima frase vengo guardato con disapprovazione, ma i tentativi di spiegare la mia disfunzione vengono interrotti da altri due avventori che rotolano miseramente dalla scala a pioli, piombando sul pechinese di giada che da il benvenuto all'entrata.
Il cuoco si affaccia per un attimo dal suo sgabuzzino-cucina di 2 metriquadri, seguito da un'anatra laccata molto snob e un vitello dal fianco alla piastra con cipolla, suoi animali di compagnia. Tutti e tre ritornano dentro ridendo come pazzi.

Ormai avvezzo al menù ordino direttamente con i numeri, gesto che mi guadagna sempre la stima e la felicità della cameriera che ci serve, solitamente cronometrata dall'icona buddista che siede alla cassa.
"Oh dunque...due porzioni di 34, una di 12 e una di 14, due 55, un 15, un 18, un..."
"Embè??" NonèAncoraMiaMoglie socchiude gli occhi in fessure stile bancomat.
"Uh, sto esagerando eh? Ok, tolga pure il 18." ecchemmenefregammè dell'acqua naturale?
NonèAncoraMiaMoglie chiede un barile di soia della quale è ormai dipendente da anni, anche se solo della Kikkoman poiché schifa quella della LucyWong, e attende impaziente il momento di recarsi alla cassa e tentare per l'ennesima volta di ottenere, mediante i punti della TesseraFiducia, la riproduzione a grandezza naturale del Manekineko.
Tutto il resto, cena in primis, è corollario di questo suo ormai insaziabile desiderio di possesso del Manekineko che peraltro, quando la scorge in sala, ha preso l'abitudine di celarsi sotto il bancone o di truccare il suo cartellino aumentandosi il valore di 15.000 punti.
Bootylicious la guata come Otello ma lei, di solito, lo frusta con il tovagliolo ridendo a gola spiegata e la cosa finisce lì.

Appena finisco di ordinare, le vivande, al ritmo di una al minuto, arrivano in processione sulla nostra tavola, mischiandosi autonomamente alla soia e alla salsa ketchup assassina, quella così piccante che Bootylicious, dopo essersene sgargarozzato un barattolino, ha sofferto di emorroidi per un mese.
Come sempre mi provoco un ustione di terzo grado afferrando impaziente il piatto a forma di maiale alla temperatura di fusione del ferro mentre NonèAncoraMiaMoglie viene pubblicamente ischerzata da tutti i 60 camerieri quando prova a mangiare con le bacchette.
Booty sembra sempre più agitato poiché i cinesi passano, lo guardano e commentano, additandolo vistosamente cosicché lui viene a finire i suoi ravioli di gamberi seduto sulla mia coscia sinistra. E' talmente inquieto che non si lamenta nemmeno quando, mangiando, gli sbavozzo gocce di soia sul coppino.
In dieci minuti circa finiamo tutto quel che ho ordinato poiché le vivande hanno un altissimo tasso di raffreddamente e dal calor bianco passano in dodici secondi al freddosiberia. Me ne accorgo cercando di finire i mie succulenti spaghetti di soia: quando tento di sollevarne una forchettata, mi ritrovo con un intero covone infilzato sui rebbi. Per sdrammatizzare li metto in testa a Booty a mò di parrucchino, suscitando l'ilarità generale e una bottiglia di grappa di rose in omaggio al nostro tavolo.
NonèAncoraMiaMoglie boccheggia burpeggiando discretamente dietro al ventaglio, Bootylicious si guarda attorno spaventato.

Alla prima grappa NonèAncoraMiaMoglie digerisce con un boato, tipo camion che scarica ghiaia.
Alla seconda grappa NonèAncoraMiaMoglie fa il balletto dei panini infilando due involtini primavera con le bacchette.
Alla terza grappa NonèAncoraMiaMoglie apre uno spacco laterale nel suo vestitino, si siede sullla cassa e, supportata dai 60 camerieri tutti in lacrime, canta commossa "Fiori di Pesco, dove siete?", triste ballata che narra la vicenda di una giovane cinese alla quale rubano gli alberi in giardino mentre lei è impegnata foderare di rosso i libri di scuola.
Perfino il Manekineko fa capolino da sotto il banco per unirsi a noi ma si vede benissimo che non sa le parole poiché, leggendogli il labiale, lo vedo distintamente pronunciare alcune strofe dell'inno di Mameli.

Ci abbracciamo e baciamo tutti quanti e NonèAncoraMiaMoglie deve fare una pausa tra il 34° e il 35° cameriere ma, a parte questo, c'è grande affetto tra di noi, provato anche dal fatto che, dopo anni di attesa e desiderio, è lo stesso Manekineko a offrircisi, nonostante la Tessera ci consenta appena di avere in regalo un peraltro prestigioso cavallo di giada collassato su un fianco.
Quando arriviamo in superficie, noto con disappunto che di Booty non c'è traccia.

Il Manekineko, arrivati a casa, si precipita a sondare le ciotole di Booty poi, già che c'è, si sdraia sul divano mettendo i piedi sul tavolino e inizia a fare zapping.
NonèAncoraMiaMoglie non protesta poiché giace in un angolo priva di senso, ricoperta dai suoi amati omaggi post-cena: campanelline anti sfiga, tazzine da grappa, bacchette multicolori, ideogrammi di legno, portachiavi di segni zodiacali astrusi come tigre, armadillo e batrace, mini-katana in plastica e buddha breschi di cera perduta, tutto trafugato per amore, solo per amore.

Nonostante mi sia tornata una fame atavica appena dopo aver rischiato di vomitare la cena imbizzarrita, osservo con attenzione Manekineko.
Sembra non avere unghie.
Domani controllerò e se dovesse essere vero...quasi quasi tengo lui.

Comments:
che è un Manekineko???
lananni
 
anche io non so cosa sia una Manekineko...ma rivoglio Booty!
le tue storie, poi, non posso più perdermele!
Sodapop
 
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