Thursday, November 25, 2004

#1

NonèAncoraMiaMoglie ha sempre avuto uno strano rapporto con i palloncini, fin dall'infanzia.
Come per gli oggetti che luccicano, è sempre stata attirata in maniera morbosa dai palloncini colorati e, ancora oggi, rimane ipnotizzata quando vede quei banchetti che li vendono.

La sua vita d'infante ha una netta cesura che risale al giorno in cui scoprì che esistevano due razze di palloncini: quelli Veri e quelli Finti.
Quelli Veri erano i palloncini gonfiati a elio, sempre pronti a scappare dalla mano e per questo legati con il classico "nodo cotechino" attorno al polso ciucciuto di bambina. NonèAncoraMiaMoglie_baby sarebbe morta per un palloncino Vero, preferibilmente rosso, per guardarci attraverso e parlarci dentro facendosi solleticare le labbra dalle vibrazioni.
Molte foto dell'album mostrano una minuscola e sorridente al limite della paresi NonèAncoraMiaMoglie, leggermente sollevata da terra poiché ancorata a palloncini di varie fogge e colori. Il mio preferito è un palloncino a forma di coniglio, della stessa altezza della baby, con un'indecifrabile espressione dipinta sul muso rivolto alla bambina che lo guarda con espressione adorante tipo apparizione dei Re Magi.

Un giorno dalla cartolaia NonèAncoraMiaMoglie scoprì che era possibile acquistare addirittura interi sacchetti di palloncini e anche una simpatica pompetta per gonfiarseli. A quella scoperta la fede nell'intelligenza dei propri genitori vacillò pesantemente: perché acquistare un palloncino alla volta quando invece era possibile appropriarsi di un'intero sacchetto senza dover scegliere prima il colore?
Perché averne uno solo quando l'opportunità era di avere almeno 25 palloncini svulazzanti tutt'intorno?
Su questo problema NonèAncoraMiaMoglie rimase bloccata per circa due giorni nei quali rivolse ai genitori tutte le domande di rito ("come sono nata?", "esistono gli angeli?", "perché devo lavarmi tutti i santi giorni??", "chi controlla le spese di questa casa?"). Dopo aver capito di essere in mano a due adulti senza usta in ambito di palloncini, si scosse e decise di attorniarsi di gonfi compagni e nella settimana successiva, svenendo spesso e volentieri o barcollando come un'ubriaca precoce a causa dell'iperossigenazione, gonfiò tutti i palloncini del sacchetto.
E fu così che scoprì la seconda razza ovvero i palloncini Falsi, quei palloncini che non volavano da soli a meno di prenderli a calcetti ripetuti. Falsi perché non c'era mai bisogno di legarli a qualcosa per evitare che scomparissero volandosene via dalla prima finestra aperta. Falsi perché dopo poco erano già mosci in un angolo, come quei cretini che dopo un'ora di festa sono già in bagno a vomitarsi l'anima.

NonèAncoraMiaMoglie dovette rivedere tutte le sue scale di valori e una parte della sua anima si indurì proprio in quel frangente.
Discuteva spesso e volentieri con i cartolai della zona, pretendendo che sulla confezione fosse chiaramente esplicitato che quelli erano palloncini Falsi e portava avanti una forte campagna d'informazione tra i compagni di scuola durante l'intervallo.

Un giorno d'estate comprò un palloncino. Rosso.
Lo legò a una delle due bacchette per suonare lo xilofono di legno del Fratello e si addormentò nella canicola pomeridiana.
Al risveglio non trovò più palloncino e bacchetta ma soltanto la finestra aperta con le tende ferme e un enigmatico biglietto inneggiante alla libertà.
Da allora quando vede un venditore di palloncini NonèAncoraMiaMoglie si scurisce in volto e diventa sospettosa. Interroga uno a uno i palloncini, cercando di capire se caratterialmente sono provati dalla prigionia e se nutrono velleità di fuga. Cerca anche di capire se tra le loro ascendenze ci siano palloncini Falsi, che fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio.
Dopo aver sfiancato il venditore e ammosciato metà dei palloncini, ne sceglie uno che si lega da sola e con estrema cura al polso sottile e comincia a parlargli. Per i due giorni successivi non ha occhi che per lui, lo lega al letto, alla coda di Booty, alla mia caviglia sinistra, al mouse. Poi, preferibilmente di mattina, li saluta affettuosa, li slega e li libera stando attenta a farlo lontana dagli alberi con aghi appuntiti o dalle antenne pungenti e li guarda scomparire in alto alto alto.

Ascoltandola sussurrare al palloncino, ho scoperto che promette la liberazione in cambio di informazioni sulla bacchetta scomparsa anni fa. A questo punto avrà ormai una rete infinita di informatori sparsi sopra il cielo di TettiRossi e dintorni.
Irriducibile NonèAncoraMiaMoglie.

Comments:
bellissima la storia dei palloncini veri e di quelli falsi!!!!
Ciao dinottenote
 
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