Thursday, November 04, 2004
#1
Uva Turca, che passione!
L'UvaTurca si chiama così per le grida di entusiasmo che di solito scatena in coloro che assistono alla sua presa di possesso progressiva del territorio che la circonda (mamma li turchi!)
Nasce quando lo dice lei e cresce quanto dice lei. A tutt'oggi non esistono manuali che spieghino come addomesticarla pertanto si consiglia di farsi annusare prima di intrattenere rapporti con la suddetta.
L'UvaTurca prospera preferibilmente nel mio giardino e sembra che le stagioni le siano completamente indifferenti. Ingrassa a vista d'occhio sotto il sole, battuta dalla pioggia e sferzata dai venti poiché è vegetale previdente e, anche nelle sue versioni più spartane, possiede un corredo di ombrellini parasole e k-way che usa alla bisogna.
Va però precisato che il suo colore risulta estremamente attraente soprattutto dopo una giornata di pioggia.
L'UvaTurca ama: avviticchiarsi, espandersi conquistando, rubare sigarette accese dalla bocca dei giardinieri, ischerzare felini, competere con IlGlicine, stare vicino a rose e ortensie, e leggere Il Maestro e Margherita a ripetizione.
L'UvaTurca odia: essere controllata nelle sue mire espansionistiche, essere curata, le persone che si mettono le dita nel naso, le reti, i gatti che le pisciano sopra, i giardinieri che la estirpano, esssere chiamata parassita.
L'UvaTurca ascolta: le chiacchiere dei vicini, il chiocciare di SembraMortoMaNonE', gli improperi di NonèAncoraMiaMoglie, i canti d'amore notturni di Bootylicious versione LatinLover, lo scureggìo della vespa la mattina, il gnicchìo del cancello quando si chiude.
L'UvaTurca crede: nella dignità di ogni vegetale a prescindere da aspetto e credo, nella potenza del verde della sue foglie e del colore rosashocking del suo sugo, nella felicità senza confini, nella condivisione degli spazi.
L'UvaTurca è uno degli esseri più realizzati che io conosca.
Lunga vita all'UvaTurca.
Uva Turca, che passione!
L'UvaTurca si chiama così per le grida di entusiasmo che di solito scatena in coloro che assistono alla sua presa di possesso progressiva del territorio che la circonda (mamma li turchi!)
Nasce quando lo dice lei e cresce quanto dice lei. A tutt'oggi non esistono manuali che spieghino come addomesticarla pertanto si consiglia di farsi annusare prima di intrattenere rapporti con la suddetta.
L'UvaTurca prospera preferibilmente nel mio giardino e sembra che le stagioni le siano completamente indifferenti. Ingrassa a vista d'occhio sotto il sole, battuta dalla pioggia e sferzata dai venti poiché è vegetale previdente e, anche nelle sue versioni più spartane, possiede un corredo di ombrellini parasole e k-way che usa alla bisogna.
Va però precisato che il suo colore risulta estremamente attraente soprattutto dopo una giornata di pioggia.
L'UvaTurca ama: avviticchiarsi, espandersi conquistando, rubare sigarette accese dalla bocca dei giardinieri, ischerzare felini, competere con IlGlicine, stare vicino a rose e ortensie, e leggere Il Maestro e Margherita a ripetizione.
L'UvaTurca odia: essere controllata nelle sue mire espansionistiche, essere curata, le persone che si mettono le dita nel naso, le reti, i gatti che le pisciano sopra, i giardinieri che la estirpano, esssere chiamata parassita.
L'UvaTurca ascolta: le chiacchiere dei vicini, il chiocciare di SembraMortoMaNonE', gli improperi di NonèAncoraMiaMoglie, i canti d'amore notturni di Bootylicious versione LatinLover, lo scureggìo della vespa la mattina, il gnicchìo del cancello quando si chiude.
L'UvaTurca crede: nella dignità di ogni vegetale a prescindere da aspetto e credo, nella potenza del verde della sue foglie e del colore rosashocking del suo sugo, nella felicità senza confini, nella condivisione degli spazi.
L'UvaTurca è uno degli esseri più realizzati che io conosca.
Lunga vita all'UvaTurca.
Comments:
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vero che sì Ale, a volte addirittura mi viene da invidiare un pochino anche Booty...
un abbraccio anche a te
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un abbraccio anche a te
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