Friday, November 05, 2004
#2
Credo nell'importanza di avere un'astronave, per usarla quando serve.
Si può dire a qualcuno di mettere due cose in tasca e seguirci oppure si può fare un giretto solitario, in compagnia del proprio battito del cuore.
C'era un Coniglio.
Ogni notte saliva sulla collina a guardare la sua innamorata crescere e salire, a volte paffuta, a volte no.
La sua innamorata occhieggiava splendente e il Coniglio sospirava, rapito dalla sua bellezza lontana.
Una notte decise che voleva rimanere per sempre con la sua innamorata e lei, la Luna, lo accontentò. Chiamò a raccolta tutte le stelle che conosceva e al suono di una filastrocca senza senso le fece mettere una vicina all'altra.
Così riuscì a costruire una scala d'amore su cui il Coniglio si arrampicò veloce, senza mai voltarsi indietro a guardare la collina.
Ogni notte, da allora, è possibile vedere il Coniglio in braccio alla Luna.
O un Uomo, ma questa è tutta un'altra storia.
Bootylicious guarda fuori dall'oblò. Sta seduto dritto, con le orecchie alzate e la coda nervosa. Vede passare oggetti scintillanti, stelle, vecchi razzi, stazioni orbitali abbandonate, astronavi come la nostra, e non può afferrarne neanche uno.
Booty guarda fuori e rimpiange le sue lucertole e i suoi uccellini, molto normali, è vero, ma molto più utilizzabili.
La coda frusta per terra, Booty sospira e appoggia una zampa sul vetro, come per fermare il pianeta che sta arrivando, fatto di materia gassosa che permette di vedere le stelle racchiuse al suo interno.
Appoggia il naso sull'oblò e lascia la sua impronta bagnata, segno che nonostante tutto sta bene. Un Pupazzino, sfuggito ai controlli della Dogana Intergalattica, spunta timoroso da dietro una poltrona. Bootylicious sorride e ferma gli scatti della coda, per non spaventare ulteriormente il Pupazzino.
Dopo qualche minuto di conoscenza visiva Booty insegue il Pupazzino per l'astronave, compiendo facili paraboliche volanti, aggrappandosi alle sue ragnatele estemporanee, miagolando di soddisfazione.
Così non vede il Pianeta Ripieno di Stelle passare proprio accanto all'oblò che porta ancora l'impronta del suo nasorosa.
Ma lui e il Pupazzino si divertono come pazzi a inseguirsi in questo spazio di ferro largo pochi metri e il Pianeta, al nostro passaggio, appiccica al portellone dell'astronave un post-it con le sue coordinate stellari e l'amichevole esortazione tornate presto a trovarmi!
Seduti sul nulla volteggiamo delicati senza trattenerci. Forse qui riusciremo a ballare insieme, che ne pensi AmorMio, tu che sostieni di essere una cosa pesante e rigida? E il nostro abbraccio sarà più avvolgente e completo senza barriere a tenerci lontani. Se non fosse così freddo e strano, uscirei con te per guardare da fuori questo oblò, per stupirci insieme di quanto buio e quanta luce possano esserci nello stesso luogo, nello stesso tempo. Anche se lo sapevamo già, non è vero? Ma qui si capisce meglio e poi lo sai che fin da piccolo ho passato le notti a guardare il cielo. Mi piaceva soprattutto l'alone luminoso attorno a ciò che inquadravo nel telescopio, mi ha sempre fatto pensare che anche i pianeti e le stelle possiedono un'aura, come me e te. E Bootylicious, ovviamente.
Credo nell'importanza di avere un'astronave, per usarla quando serve.
Si può dire a qualcuno di mettere due cose in tasca e seguirci oppure si può fare un giretto solitario, in compagnia del proprio battito del cuore.
C'era un Coniglio.
Ogni notte saliva sulla collina a guardare la sua innamorata crescere e salire, a volte paffuta, a volte no.
La sua innamorata occhieggiava splendente e il Coniglio sospirava, rapito dalla sua bellezza lontana.
Una notte decise che voleva rimanere per sempre con la sua innamorata e lei, la Luna, lo accontentò. Chiamò a raccolta tutte le stelle che conosceva e al suono di una filastrocca senza senso le fece mettere una vicina all'altra.
Così riuscì a costruire una scala d'amore su cui il Coniglio si arrampicò veloce, senza mai voltarsi indietro a guardare la collina.
Ogni notte, da allora, è possibile vedere il Coniglio in braccio alla Luna.
O un Uomo, ma questa è tutta un'altra storia.
Bootylicious guarda fuori dall'oblò. Sta seduto dritto, con le orecchie alzate e la coda nervosa. Vede passare oggetti scintillanti, stelle, vecchi razzi, stazioni orbitali abbandonate, astronavi come la nostra, e non può afferrarne neanche uno.
Booty guarda fuori e rimpiange le sue lucertole e i suoi uccellini, molto normali, è vero, ma molto più utilizzabili.
La coda frusta per terra, Booty sospira e appoggia una zampa sul vetro, come per fermare il pianeta che sta arrivando, fatto di materia gassosa che permette di vedere le stelle racchiuse al suo interno.
Appoggia il naso sull'oblò e lascia la sua impronta bagnata, segno che nonostante tutto sta bene. Un Pupazzino, sfuggito ai controlli della Dogana Intergalattica, spunta timoroso da dietro una poltrona. Bootylicious sorride e ferma gli scatti della coda, per non spaventare ulteriormente il Pupazzino.
Dopo qualche minuto di conoscenza visiva Booty insegue il Pupazzino per l'astronave, compiendo facili paraboliche volanti, aggrappandosi alle sue ragnatele estemporanee, miagolando di soddisfazione.
Così non vede il Pianeta Ripieno di Stelle passare proprio accanto all'oblò che porta ancora l'impronta del suo nasorosa.
Ma lui e il Pupazzino si divertono come pazzi a inseguirsi in questo spazio di ferro largo pochi metri e il Pianeta, al nostro passaggio, appiccica al portellone dell'astronave un post-it con le sue coordinate stellari e l'amichevole esortazione tornate presto a trovarmi!
Seduti sul nulla volteggiamo delicati senza trattenerci. Forse qui riusciremo a ballare insieme, che ne pensi AmorMio, tu che sostieni di essere una cosa pesante e rigida? E il nostro abbraccio sarà più avvolgente e completo senza barriere a tenerci lontani. Se non fosse così freddo e strano, uscirei con te per guardare da fuori questo oblò, per stupirci insieme di quanto buio e quanta luce possano esserci nello stesso luogo, nello stesso tempo. Anche se lo sapevamo già, non è vero? Ma qui si capisce meglio e poi lo sai che fin da piccolo ho passato le notti a guardare il cielo. Mi piaceva soprattutto l'alone luminoso attorno a ciò che inquadravo nel telescopio, mi ha sempre fatto pensare che anche i pianeti e le stelle possiedono un'aura, come me e te. E Bootylicious, ovviamente.
Comments:
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è veramente un piacere leggerti, veramente, lo ribadisco benchè ormai non abbia più parole per dirlo. il tuo quotidiano surreale e vellutato: irrinunciabile.
stima, redroofs, stima grande!
Alessandra
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stima, redroofs, stima grande!
Alessandra
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