Monday, February 21, 2005
#1
Un silenzio innaturale avvolge il mio risveglio.
Bootylicious è come al solito incollato con le unghie e la tigna alla finestra della camera da letto, per giocare a Chivalà, ma è stranamente zitto.
Ancora assonnato mi attacco anche io con il nasorosa alla finestra, lasciando un'impronta sghemba vicino a quella triangolare di Booty.
Sant'Alò.
Il colore trendy del giorno sembra essere il bianco, declinato in tutte le sue sfumature: biancogrigio l'orizzonte, coperto di neve, biancofarina il giardino, sepolto dalla neve, biancosporco la strada, inzuppata di neve.
Bootylicious mi squadra ridendo poiché, fino ad ora, non sembrano esserci passaggi praticabili per uscire dal cancello e arrivare alla macchina, anche grazie al fatto che il SimpaticoSpazzaneve ha creato una collina di neve davanti alla nostra abitazione ispirandosi probabilmente al Kilimangiaro. Sopra la collinetta il cartello "Questo l'ho fatto io!" e la foto del sorridente Spazzaneve con il pollice rivolto all'insù.
Dopo essermi vestito in OnionMode apro circospetto la porta d'ingresso: uno spiraglio di dodici millimetri risulta sufficiente a far uscire Bootylicious e a far entrare i selvaggi improperi di NonèAncoraMiaMoglie, abbigliata come una zarina e imbestialita come un mugik.
La nostra casa è completamente sommersa e dalla porta di casa sembra snodarsi un tunnel scavato nella neve che si spinge in strada e più in là non so.
"Pensa te! Ma vuoi dire che? No, perché poi uno..."
"Eh?"
"Oh, eccoti! Aiutami un secondo, devo portare di là i divani..."
"Portare...di là...i divani...?"
"Se vuoi te lo scrivo, magari ti aiuta vedere tutti quei begli scarabocchietti neri, sai, le lettere dell'alfabeto..."
"No, no...era una domanda! Dove devi portare i divani? In casa a me piacevano, era comodo sedercisi sopra talvolta..."
"Sì sì, non li vendo mica! Voglio portarli nella Sala Grande, di là..." e con un guanto peloso NonèAncoraMiaMoglie indica un punto dietro alle sue spalle, da cui sento provenire i miagolii finalmente soddisfatti di Booty_fuggitivo.
Scruto ancora finché NonèAncoraMiaMoglie mi infila in mano una pala, mi afferra per il bavero e mi trascina nel tunnel, probabilmente in direzione di questa fantomatica Sala Grande.
Ogni due metri una torcia incastonata nelle pareti di ghiaccio del tunnel rischiara il cammino e permette di vedere in volto le vigliacchissime stalattiti che sgocciolano direttamente nei nostri colletti. La nostra passeggiata si conclude in un'ampia stanza scavata nella neve e illuminata da finestrelle rotonde come oblò.
Da questa stanza partono cinque tunnel, compreso quello da cui stiamo sbucando adesso.
"Eccoci qui...uh, aspetta aspetta...BOOTY! Se ti becco a pisciare in giro ti faccio scavare un palazzetto dello sport a unghie! Veh che ti vedo! t'attentattè! Oh, io qui ci metterei i divani mentre là in fondo non mi dispiacerebbe un tappeto o comunque dei cuscini, non so..."
Le pareti sono arrotondate, lisce e lucide, il pavimento scivoloso ma quasi pari.
Improvviso un rombo riempie lo spazio altrimenti silenzioso, facendo sobbalzare me e scattare NonèAncoraMiaMoglie.
"Figlio di...vuoi vedere che è ritornato??"
"Ma ma...chi? Chi è ritornato? E da dove?"
Ma le mie domanda cadono in terra ghiacciate, come gli sbuffi di respiro che emetto, mentre NonèAncoraMiaMoglie afferra una pala appoggiata lì vicino e si precipita verso uno dei tunnel correndo.
"Maledeeeettoooo...guai a teeeee..." la sua voce imprecante si smorza lungo il tunnel mentre io rimango da solo al centro della Sala Grande.
Uhm. Come esploratore sono sempre stato una pippa, non ho briciole o bussole con me, ma ciononostante le cinque porte che vedo girando lo sguardo mi attirano tutte indistintamente. Quale scegliere?
Chiudo gli occhi, punto l'indice e comincio a vorticare su me stesso, come un derviscio praticante. Di là.
Questo tunnel è stretto e mi costringe a contrarre la burza per passare indenne senza incastrarmi tra le pareti. Lo percorro circospetto, chinandomi talvolta e procedendo cauto verso le luci che vedo brillare in fondo.
Nella stanza in cui sbuco, dopo aver finalmente capito come sta la sfoglia nella macchina per tirarla, ci sono SembraMortoMaNonE' e i suoi cachi, riuniti attorno a un tavolo di neve rotondo su cui qualcuno ha inciso dei numeri. SembraMortoMaNonE' lancia con indubbia destrezza un caco attorno al tavolo e il caco, con insospettabile caparbietà, ci ruota intorno finché, rallentando progressivamente, non si adagia su uno dei numeri incisi. E' uscito il 5, alcuni cachi accolgono la notizia con gioia e si abbandonano a una danza della vittoria, altri tentano di autosfracellarsi contro le pareti di ghiaccio, altri ancora si strusciano affettuosi alle caviglie di SembraMortoMaNonE' che fa il croupier.
Rimango per un attimo indeciso se tentare anche io la sorte e puntare due brustulli sul 16 ma il rombo sentito prima mi distoglie dalle attività ludiche. Devo trovare NonèAncoraMiaMoglie! Ripercorro all'indietro lo stretto passaggio, beandomi del fatto che da oggi potrò affermare senza paura di smentita che sono uscito dal tunnel del gioco d'azzardo, e mi butto nella prima porta che vedo.
Tunnel basso e grasso. Le pareti sono incise di oscuri messaggi tra i quali vedo anche impresse diverse orme di felino, di grandezza decisamente notevole.
Sbuco in una stanzetta angusta in cui fluttuano pigri ciuffi di pelo mentre SaccoDelRusco, sdraiato su un triclinio di ghiaccio scolpito artisticamente, si fa imboccare di granite multicolore da Roscione e Tubolare. Quest'ultimo porta addosso una ridicolissima tuta imbottita che però giurerei facesse parte del corredo di RigidoBastardo.
Al mio apparire tutti e 3 i gatti mi guatano male, riconoscendo in me il coinquilino di Booty, e pertanto decido in men che non si dica di ripercorrere all'indietro il tunnel e tentare un'altra strada.
Il terzo tunnel è squadrato e ben puntellato e ogni cinque passi ci sono pupazzi di neve raffiguranti enormi gatti obesi con una zampa sollevata, come a salutare l'eventuale visitatore. La stanza nella quale arrivo è anch'essa perfettamente quadrata e arredata di tutto punto con mobili scolpiti con ghiaccio e neve.
Mi accoglie il sorridente Manekineko che, caracollando verso di me, indica sorridendo i mobili alternando zampa destra-zampa sinistra. Da quel che mi racconta apprendo che Bootylicious-fuggitivo si è rifugiato qui con LaPersiana per coronare il loro travagliatissimo amore dentro una nicchia squadrata appositamente come alcova. I sordidi gnaulii che giungono talvolta sembrano confermare questa versione e io, d'altronde, non ho lo stomaco per verificarla di persona.
Il sorridente Manekineko tenta di trattenermi per mostrarmi tutte le sue stoviglie certosinamente plasmate con neve ancora fresca ma dopo aver visto il servizio da caffè sono già annoiato (comincio a capire Booty quando vorrebbe garrotarlo...) e mi defilo per la strada dalla quale sono giunto, tappandomi le orecchie per non sentire Booty in lontananza.
L'ultimo tunnel ha le pareti segnate dai colpi di pala. Da lì proviene il rombo, più intenso mano a mano che vado avanti, e le urla di NonèAncoraMiaMoglie, inframezzate da coloritissime espressioni scioglineve.
Il tunnel si impenna all'improvviso, la pendenza della salita alla quale mi trovo sottoposto mi sega le gambe, ancora addormentate, e mi conduce evidentemente verso la superficie. Così magari oggi riuscirò a vedere fuori che tempo fa.
Come una talpa sbuco da quello che risulta essere un foro e la prima cosa che vedo sbirciando è un groviglio di indumenti invernali che si contorcono in terra, poco lontano da me.
Nel groviglio, come due bambini indemoniati, girano e prillano NonèAncoraMiaMoglie e colui che riconosco subito come il malvagio Spazzaneve che, a ogni nevicata, raduna la neve dell'intera TettiRossi davanti a casa nostra. NonèAncoraMiaMoglie, a onesti pattoni in faccia, sta tentando di insegnare allo Spazzaneve un luogo migliore per impilare ettari di neve che gelerà inesorabile, chiudendoci coattamente in casa fino a primavera ma lo stoico Spazzaneve, con disinvolte prese di tae-kwon-do, tenta di ribadire la praticabilità della sua scelta. Ogni tanto dal groviglio viene scagliato fuori RigidoBastardo che, dopo essere rotolato qualche metro più in là, si ributta sogghignando nella bagarre con plastici voli d'angelo.
Mi rituffo nel mio foro e mi ridirigo mesto verso la Sala Grande.
Nella Sala Grande trovo la mia macchina che, stanca di aspettare sepolta, ha scavato da sola un pratico passaggio, il sesto, per venirmi a chiamare a casa.
Vicino a lei la Vespa, spenta e comodamente appoggiata al cavalletto, che si beve una latta di antigelo e chiacchiera allegramente delle autostrade bloccate e delle targhe alterne.
In effetti qui un divano non starebbe affatto male, penso accendendomi una sigaretta.
Magari dopo mi faccio aiutare dall'UvaTurca e ne trascino qui uno, tanto in mezzo a tutto questo bianco non capisco nemmeno più che giorno è.
Un silenzio innaturale avvolge il mio risveglio.
Bootylicious è come al solito incollato con le unghie e la tigna alla finestra della camera da letto, per giocare a Chivalà, ma è stranamente zitto.
Ancora assonnato mi attacco anche io con il nasorosa alla finestra, lasciando un'impronta sghemba vicino a quella triangolare di Booty.
Sant'Alò.
Il colore trendy del giorno sembra essere il bianco, declinato in tutte le sue sfumature: biancogrigio l'orizzonte, coperto di neve, biancofarina il giardino, sepolto dalla neve, biancosporco la strada, inzuppata di neve.
Bootylicious mi squadra ridendo poiché, fino ad ora, non sembrano esserci passaggi praticabili per uscire dal cancello e arrivare alla macchina, anche grazie al fatto che il SimpaticoSpazzaneve ha creato una collina di neve davanti alla nostra abitazione ispirandosi probabilmente al Kilimangiaro. Sopra la collinetta il cartello "Questo l'ho fatto io!" e la foto del sorridente Spazzaneve con il pollice rivolto all'insù.
Dopo essermi vestito in OnionMode apro circospetto la porta d'ingresso: uno spiraglio di dodici millimetri risulta sufficiente a far uscire Bootylicious e a far entrare i selvaggi improperi di NonèAncoraMiaMoglie, abbigliata come una zarina e imbestialita come un mugik.
La nostra casa è completamente sommersa e dalla porta di casa sembra snodarsi un tunnel scavato nella neve che si spinge in strada e più in là non so.
"Pensa te! Ma vuoi dire che? No, perché poi uno..."
"Eh?"
"Oh, eccoti! Aiutami un secondo, devo portare di là i divani..."
"Portare...di là...i divani...?"
"Se vuoi te lo scrivo, magari ti aiuta vedere tutti quei begli scarabocchietti neri, sai, le lettere dell'alfabeto..."
"No, no...era una domanda! Dove devi portare i divani? In casa a me piacevano, era comodo sedercisi sopra talvolta..."
"Sì sì, non li vendo mica! Voglio portarli nella Sala Grande, di là..." e con un guanto peloso NonèAncoraMiaMoglie indica un punto dietro alle sue spalle, da cui sento provenire i miagolii finalmente soddisfatti di Booty_fuggitivo.
Scruto ancora finché NonèAncoraMiaMoglie mi infila in mano una pala, mi afferra per il bavero e mi trascina nel tunnel, probabilmente in direzione di questa fantomatica Sala Grande.
Ogni due metri una torcia incastonata nelle pareti di ghiaccio del tunnel rischiara il cammino e permette di vedere in volto le vigliacchissime stalattiti che sgocciolano direttamente nei nostri colletti. La nostra passeggiata si conclude in un'ampia stanza scavata nella neve e illuminata da finestrelle rotonde come oblò.
Da questa stanza partono cinque tunnel, compreso quello da cui stiamo sbucando adesso.
"Eccoci qui...uh, aspetta aspetta...BOOTY! Se ti becco a pisciare in giro ti faccio scavare un palazzetto dello sport a unghie! Veh che ti vedo! t'attentattè! Oh, io qui ci metterei i divani mentre là in fondo non mi dispiacerebbe un tappeto o comunque dei cuscini, non so..."
Le pareti sono arrotondate, lisce e lucide, il pavimento scivoloso ma quasi pari.
Improvviso un rombo riempie lo spazio altrimenti silenzioso, facendo sobbalzare me e scattare NonèAncoraMiaMoglie.
"Figlio di...vuoi vedere che è ritornato??"
"Ma ma...chi? Chi è ritornato? E da dove?"
Ma le mie domanda cadono in terra ghiacciate, come gli sbuffi di respiro che emetto, mentre NonèAncoraMiaMoglie afferra una pala appoggiata lì vicino e si precipita verso uno dei tunnel correndo.
"Maledeeeettoooo...guai a teeeee..." la sua voce imprecante si smorza lungo il tunnel mentre io rimango da solo al centro della Sala Grande.
Uhm. Come esploratore sono sempre stato una pippa, non ho briciole o bussole con me, ma ciononostante le cinque porte che vedo girando lo sguardo mi attirano tutte indistintamente. Quale scegliere?
Chiudo gli occhi, punto l'indice e comincio a vorticare su me stesso, come un derviscio praticante. Di là.
Questo tunnel è stretto e mi costringe a contrarre la burza per passare indenne senza incastrarmi tra le pareti. Lo percorro circospetto, chinandomi talvolta e procedendo cauto verso le luci che vedo brillare in fondo.
Nella stanza in cui sbuco, dopo aver finalmente capito come sta la sfoglia nella macchina per tirarla, ci sono SembraMortoMaNonE' e i suoi cachi, riuniti attorno a un tavolo di neve rotondo su cui qualcuno ha inciso dei numeri. SembraMortoMaNonE' lancia con indubbia destrezza un caco attorno al tavolo e il caco, con insospettabile caparbietà, ci ruota intorno finché, rallentando progressivamente, non si adagia su uno dei numeri incisi. E' uscito il 5, alcuni cachi accolgono la notizia con gioia e si abbandonano a una danza della vittoria, altri tentano di autosfracellarsi contro le pareti di ghiaccio, altri ancora si strusciano affettuosi alle caviglie di SembraMortoMaNonE' che fa il croupier.
Rimango per un attimo indeciso se tentare anche io la sorte e puntare due brustulli sul 16 ma il rombo sentito prima mi distoglie dalle attività ludiche. Devo trovare NonèAncoraMiaMoglie! Ripercorro all'indietro lo stretto passaggio, beandomi del fatto che da oggi potrò affermare senza paura di smentita che sono uscito dal tunnel del gioco d'azzardo, e mi butto nella prima porta che vedo.
Tunnel basso e grasso. Le pareti sono incise di oscuri messaggi tra i quali vedo anche impresse diverse orme di felino, di grandezza decisamente notevole.
Sbuco in una stanzetta angusta in cui fluttuano pigri ciuffi di pelo mentre SaccoDelRusco, sdraiato su un triclinio di ghiaccio scolpito artisticamente, si fa imboccare di granite multicolore da Roscione e Tubolare. Quest'ultimo porta addosso una ridicolissima tuta imbottita che però giurerei facesse parte del corredo di RigidoBastardo.
Al mio apparire tutti e 3 i gatti mi guatano male, riconoscendo in me il coinquilino di Booty, e pertanto decido in men che non si dica di ripercorrere all'indietro il tunnel e tentare un'altra strada.
Il terzo tunnel è squadrato e ben puntellato e ogni cinque passi ci sono pupazzi di neve raffiguranti enormi gatti obesi con una zampa sollevata, come a salutare l'eventuale visitatore. La stanza nella quale arrivo è anch'essa perfettamente quadrata e arredata di tutto punto con mobili scolpiti con ghiaccio e neve.
Mi accoglie il sorridente Manekineko che, caracollando verso di me, indica sorridendo i mobili alternando zampa destra-zampa sinistra. Da quel che mi racconta apprendo che Bootylicious-fuggitivo si è rifugiato qui con LaPersiana per coronare il loro travagliatissimo amore dentro una nicchia squadrata appositamente come alcova. I sordidi gnaulii che giungono talvolta sembrano confermare questa versione e io, d'altronde, non ho lo stomaco per verificarla di persona.
Il sorridente Manekineko tenta di trattenermi per mostrarmi tutte le sue stoviglie certosinamente plasmate con neve ancora fresca ma dopo aver visto il servizio da caffè sono già annoiato (comincio a capire Booty quando vorrebbe garrotarlo...) e mi defilo per la strada dalla quale sono giunto, tappandomi le orecchie per non sentire Booty in lontananza.
L'ultimo tunnel ha le pareti segnate dai colpi di pala. Da lì proviene il rombo, più intenso mano a mano che vado avanti, e le urla di NonèAncoraMiaMoglie, inframezzate da coloritissime espressioni scioglineve.
Il tunnel si impenna all'improvviso, la pendenza della salita alla quale mi trovo sottoposto mi sega le gambe, ancora addormentate, e mi conduce evidentemente verso la superficie. Così magari oggi riuscirò a vedere fuori che tempo fa.
Come una talpa sbuco da quello che risulta essere un foro e la prima cosa che vedo sbirciando è un groviglio di indumenti invernali che si contorcono in terra, poco lontano da me.
Nel groviglio, come due bambini indemoniati, girano e prillano NonèAncoraMiaMoglie e colui che riconosco subito come il malvagio Spazzaneve che, a ogni nevicata, raduna la neve dell'intera TettiRossi davanti a casa nostra. NonèAncoraMiaMoglie, a onesti pattoni in faccia, sta tentando di insegnare allo Spazzaneve un luogo migliore per impilare ettari di neve che gelerà inesorabile, chiudendoci coattamente in casa fino a primavera ma lo stoico Spazzaneve, con disinvolte prese di tae-kwon-do, tenta di ribadire la praticabilità della sua scelta. Ogni tanto dal groviglio viene scagliato fuori RigidoBastardo che, dopo essere rotolato qualche metro più in là, si ributta sogghignando nella bagarre con plastici voli d'angelo.
Mi rituffo nel mio foro e mi ridirigo mesto verso la Sala Grande.
Nella Sala Grande trovo la mia macchina che, stanca di aspettare sepolta, ha scavato da sola un pratico passaggio, il sesto, per venirmi a chiamare a casa.
Vicino a lei la Vespa, spenta e comodamente appoggiata al cavalletto, che si beve una latta di antigelo e chiacchiera allegramente delle autostrade bloccate e delle targhe alterne.
In effetti qui un divano non starebbe affatto male, penso accendendomi una sigaretta.
Magari dopo mi faccio aiutare dall'UvaTurca e ne trascino qui uno, tanto in mezzo a tutto questo bianco non capisco nemmeno più che giorno è.


