Monday, March 14, 2005

#1

Notte e giorno trascorrono senza che i nostri ritmi di luci artificiali vengano scossi.
Per questo, quando mi sveglio, non realizzo compiutamente dove sto.
Dalla mia cuccetta sento i soliti rumori mattutini di caffè che viene messo sul fuoco e di pestaggio del molestissimo Bootylicious, pertanto mi sento autorizzato a girarmi dall'altra parte e riaddormentar

TUMP!
La mia testa sbatte contro la parete dell'astronave e io sono costretto a emergere dalla cuccetta con ancora il sonno incastrato tra le palpebre a mezz'asta e una mano nei boxer decorati con una fila di paperette giallolimone.
Guardando il casino che regna sovrano nella Sala Principale realizzo che siamo sull'astronave e che questa ha sbattuto contro qualcosa di solido ma allo stesso tempo cedevole.
Tutti sono appiccicati agli oblò, Bootylicious compreso poiché aveva lasciato il posto di comando per rimpinzare le sensibili orecchie mattutine di NonèAncoraMiaMoglie di miagolii multitono di notevole intensità.

Abbiamo cozzato contro un Pianeta che a una prima occhiata risulta trasparente, come una gelatina verdemarrone contenente un cuore pulsante rossovivo.
Bootylicious corre al pannello di controllo e innesta la marcia indietro ma il ruggito a vuoto dei potenti motori ci suggerisce che l'astronave possa essere incastrata e pertanto non possa ripartire sulla sua rotta.
"Uhm...beh ragazzi, bisognerà proprio che qualcuno di noi esca e vada a controllare gli eventuali danni...", butta lì NonèAncoraMiaMoglie raccogliendo da terra la caffettiera che stava approntando prima dell'urto.
Immediatamente alcuni scompaiono nei più vicini anfratti disponibili, altri fischiettano girando attorno lo sguardo ingenuo. Lo stesso SembraMortoMaNonE' fluttua lentamente verso i suoi cachi, già nascosti nel buio rassicurante della cuccetta loro riservata.
In mezzo alla sala rimango io, con i miei capelli spavugliati e lo sguardo perso e vagamente divertito dello spinellomane.
Quando me ne accorgo estraggo immediatamente la mano dai boxer, provocando il sollievo della fila di papere, ma ormai è tardi, NonèAncoraMiaMoglie mi sta già porgendo la tuta e il casco. Mannaggia.

Qui fuori è tutto molto buio e il casco ha un odore stantio di sigarette fumate a mezzo. Purtroppo il microfono funziona perfettamente e mentre mi accingo ad avvicinarmi al JellyPlanet sono guidato dalla voce sicura e incessante di NonèAncoraMiaMoglie, perfettamente a suo agio nel ruolo di Esploratore Spaziale Per Procura.
In attesa, nella camera di decompressione, sta Manekineko, già vestito di tutto punto, pronto ad intervenire qualora si presentasse un problema. Dopo aver saputo che sarebbe stato lui ad accorrere in mio aiuto ho cominciato a pregare fervidamente perché tutto vada bene.

"Vai avanti...così...ci sei quasi, procedi..."
"Ehm...sono pronto, sto toccando il JellyPlanet...è morbido...oh, è gelatina davvero! Ne prelevo un campione per analizzarlo poi a bordo..."
Quando appoggio i piedi sul pianeta comincio a ballonzolare allegramente qua e là e così, ancora decisamente assonnato, mi lascio trasportare dai bounce casuali, cominciando a russare poco dopo.
TUMP!
Ho urtato qualcosa di solido eppure cedevole. Questo qualcosa ha circa la mia altezza, metà della mia larghezza e un sorriso sorpreso ma piacevole sulla faccia di caramella.
"Ottiottiottio..."
"Camillo? Camillo?! Ci sei? Rispondi Camillo! Booty, vieni qui! Com'era pure che dovevo dire, passo?, pronto?, alpha o bravo?..."
"Ah...ehm...eee...io Camillo...tu?"
"Ommadonna, pensare che abbiamo lasciato il compito di socializzare con nuove forme di vita a un bifolco del genere..."
"Allora scendi tu! Mi senti, vigliacca?"
"Ehm...fzzzzzr...prrrrrrrrrt...frrrnon...sento....interfecrrrfzzzzzz"
"Seeee seeee, paraculi..."
La caramellona mi scruta sempre sorridendo e china la sua morbida massa verticale verso di me, facendo luccicare il suo incarto colorato.
"Ciao Camillo, come va?"
"Ma...ma...tu mi capisci (a differenza della mia famiglia intera!)...ehm, avrai notato che con la nostra astronave ci siamo incastrati nel tuo pianeta. Ora vorremmo ripartire ma vorremmo anche aiutarti a riparare eventuali danni..."
"Ah, danni...no, non credo che ce ne siano, qui è tutto molto morbido e quindi la nostra stessa conformazione fisica ci protegge dai danni provocati dagli attriti o dagli impatti."
Mentre la caramellona parla, con voce dolce che colgo forte e chiara persino da dentro il casco, non posso fare a meno di osservarla rapito. Dopotutto è ora di colazione per me e la pancia brontola imperterrita da quando ha compreso la natura edibile del terreno su cui cammino.
"Io sono uno degli Anziani, sono una confezione multigusto, contengo oltre dodici gusti diversi di frutta e quasi nessun colorante!" afferma fiera la caramellona, notando il mio sguardo lubrico.
"E tu, Camillo, di che gusto sei?"
Orpo. Di che gusto sono io? Questa cosa non me l'aveva mai chiesta nessuno.
"Io...aehm...credo...forse sono...uhm...non lo so." dico mestamente, invidiando la varietà della caramellona che mi sta davanti.
"Come? Oh, non è possibile che tu non sappia di niente...non è fisicamente possibile! Se lo desideri posso portarti al nostro Centro di Degustazione, per stabilire in maniera scientifica di che gusti sei composto."
Uhm, perché no? Abbasso deciso il volume del microfono del casco, mediante il quale il perfido Bootylicious sta tentando di suggerirmi (in modo molto volgare e francamente infantile) possibili gusti per la mia persona, e mi accingo a seguire la caramellona.
Ballonzoliamo entrambi verso il centro del JellyPlanet.

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