Monday, May 02, 2005

#1

Il turbinio di polvere iridescente ormai non fa più effetto sulle mie pupille assuefatte, tanto più che indosso occhiali antiriflesso all'ultima moda.
La mia vettura, un surrogato di antica vespa accattato per pochi crediti da un robivecchi del centro, solca l'aria con sicurezza dirigendosi senza esitazioni verso la sua mèta abituale al termine della giornata di lavoro: casa.
Intravedo la mia zona riservata di parcheggio e con un gesto perentorio mi riapproprio dei comandi, sottraendoli al pur funzionale pilota automatico, e mi dirigo in una pseudopicchiata al suo centro esatto.
Ad atterraggio avvenuto rispunta fuori con occhi curiosi Manekineko, il mio animale da compagnia, l'unico che l'esiguo stipendio da Cacciatore di Taglie mi permette a tutt'oggi. NonèAncoraMiaMoglie insiste per averne uno vero ma il Catalogo che consulto ogni giorno non reca buone nuove: gli esemplari di animali veri, rimasti ormai un numero irrisoriamente piccolo, non sono alla nostra portata. Aggiungendoci anche la gratifica pasquale, la quattordicesima e il bottino di una rapina ai danni di una banca potremmo forse arrivare all'acquisto di piccoli esemplari come rane, insetti o uccellini.
NonèAncoraMiaMoglie invece desidera un gatto di pelo e artigli, baffi e pelo veri e non sintetici e autopulenti. Io le ho assicurato che nessuno dei nostri vicini si accorgerà mai che Manekineko è finto ma su questo NonèAncoraMiaMoglie è molto scettica. In effetti la camminata caracollante, l'urtare gli oggetti in mezzo al suo cammino e quell'espressione assolutamente beota che porta dipinta in faccia non aiutano. Anche ora che lo guardo venirmi incontro alla vespamobile non posso fare a meno di fingere che non sia mio, proprio come la prima volta che l'ho visto nel negozio.
E' proprio mentre rifletto sul mio animale da compagnia che sento arrivare alle mie orecchie un fastidiosissimo sciame di vanterie, tutte emesse ad alto numero di decibel dal mio odioso vicino di parcheggio, LesoCerebro.
Costui, ogni volta che mi vede atterrare a casa, si lancia in lodi sperticate e melassosi complimenti vantandosi del suo animale da compagnia, un orrendo cane indubbiamente vero, considerando le quantità di dirigibilini marroni che lascia al suo passaggio.
"Salta...bravo! Afferra...bravo! Chinati...bravo! Braaaaavo il mio vero cagnetto vero, di pelo vero, denti veri e zampe vere! Tu sì che sei...vero!"
Diobò, quando fa così lo strangolerei, lui e quell'ammasso di pelo e denti che si ostina a mostrarmi in tutta la sua pidocchieria!
"Manekineko, vieni qui...bravo! Ora salta...ehm, dicevo: salta!...senti, non è difficile, guarda come faccio io, op! op! op! vedi? prova tu adesso...mhhhhh..."
La risata di LesoCerebro mi segue fin dentro l'ascensore.

Quando apro la porta NonèAncoraMiaMoglie mi si avvinghia ai polpacci.
"Guarda guarda guarda guarda guarda guarda qui!"
Per l'ansia che mi mette sono tentato di smontarmi i bulbi oculari e consegnarglieli sulla fiducia.
"Un'offerta speciale! Vedi? Leggi...hai letto? Eh?"
"Amoruccio, un attimo! Non ho nemmeno fatto in tempo a...che cosa sarebbe questo catalogo animali? Non è quello regolamentare!"
"No, certo che no! Solo tu puoi ancora pensare che il tuo misero stipendio da Cacciatore di Taglie ti consenta di acquistare per la nostra famiglia più di uno stupido facsimile come Manekineko o un contentino della dimensione di una mosca o una rana! Giusto stamattina, dopo il mio solito ciclo neuronale di positività assortita, sono andata in centro e"
"Ah, ora mi spiego...Amorina, quante volte ti ho detto di tenere basso il livello di onde neuronali positive? Altrimenti dopo sei un po'...uhm, come dire...ecco, rispetto alla tua solita depressione aggressiva sembri un po'...carica."
"Non preoccuparti: nel pomeriggio ho anche fatto un ciclo di onde negative ansiolizzanti quindi ho riequilibrato perfettamente il mio status abituale..."
Ormai dovrei saperlo che NonèAncoraMiaMoglie ci sa fare più di me con il Trasmettitore di Onde, dopotutto chi meglio di una come lei?
"E dunque...mentre gironzolavo per il centro ho notato questo piccolo negozietto un po' decadente, con una vetrina piccola e sporca, appannata..."
"E ovviamente non hai saputo resistere, vero?"
"Ovvio che no! Come potevo tornarmene a casa senza sapere che cosa vendesse quel negozio? Tra l'altro sai anche tu come vanno le cose con gli Acquisti Coatti da parte dello Stato...magari tornando lì domani non avrei trovato nulla..."
"Aspetta aspetta! Hai portato a casa soltanto un catalogo, vero?"
"E va beh...se non mi fai finire però!"
Mi siedo inquieto, cominciando a scrutarmi intorno con occhi ansiosi.

"Dentro il negozio era ancora più sporco di come immaginavo da fuori...praticamente una copia di casa nostra! Mi sono subito sentita a mio agio e così ho dato un'occhiata in giro: c'erano gabbie di tutte le forme e grandezze, alcune appese al muro, altre grandi come voliere, tutte piene di"
"Animali veri!"
"No. Macché. Piene di cachi."
"Cachi? E che cacchio sarebbero i cachi?"
"Oh sì, un'antica specie di frutta ma non è questo il punto! Nel retrobottega ho scoperto questo vecchino (in realtà lui dice di avere appena 96 anni ma sono convinta che stia mentendo o che con lui le radiazioni siano state davvero impietose!) che mi ha passato questo Catalogo abusivo...sì, proprio quello che tieni in mano tu adesso...guarda che prezzi e che animali!"
"Ma ma...come fai ad essere sicura che siano veri per davvero? E se poi alla prima malattia scopri che vanno ricaricati o che un circuito è andato a ramengo? Eh? Mi darai ragione, allora?"
"Uh, sì, adesso smettila un secondo, trovo che la veste di marito redarguiscimoglie non ti doni affatto! Ho fatto una telefonatina veloce al tuo superiore e gli ho chiesto se per caso fosse possibile affidarti qualche replicante in più rispetto al tuo solito...capisce, gli ho detto, giusto per fare qualche credito in più, arrotondare il tuo miserevole stipendio. Lui ha capito, è sposato pure lui, e mi ha spedito questa lista di replicanti da catturare entro la fine della settimana. Ho fatto accuratissimi calcoli e ho trovato che con queste taglie inaspettate, vendendo la tua vespa, rinunciando all'abbonamento annuale del TettiRossi e smerciando i tuoi vestiti nuovi potremo estinguere il nostro debito con il simpatico vecchietto entro l'anno prossimo!"
La mandibola mi cala lenta sul pavimento.
"Cioè...tu...no, forse non ho capito, riproviamo: tu hai già acquistato un animale?"
"Beh, tecnicamente non è acquistato poiché ho potuto versare solo un piccolo acconto
al simpatico vecchietto...figurati che insisteva a dirmi di pagare tutto insieme ma sono stata io a impuntarmi, ci tenevo che avesse di che sfamare i suoi cachi! E lui a ringraziarmi...cereeeello ceeereeello...dovevi vedere che carino, mi ha quasi commosso! Almeno...non so che parole abbia effettivamente detto ma sembravano ringraziamenti, ecco..."
"Ok, posso sperare che tu abbia esagerato con le pillole quotidiane di vitamine e sia pertanto fatta come un copertone?"
"Uhm, no, purtroppo per te sono perfettamente normale e tutto quel che ti sto raccontando è la pura e semplice verità."
"Peccato, per un attimo quando parlavi delle rate e hai cominciato a sollevare nervosamente l'angolo della bocca ho sperato ardentemente in un'overdose di ricostituenti..."
"Naaaa, tutto vero. Ma...non sei curioso di sapere quale animale possediamo?"
"Ahem...non so...fa cra?"
"No no! Ti dò un indizio: ha il vello."
"Ommiodd...tu hai...hai compra...comprato l'animale che più desidero...più di qualsiasi altro...e tu l'hai comprato, ci sei riuscita...anche ci fossero rate per diecimila anni...tu sei riuscita! una pecora! Mi hai comprato una pecora viva!"
"Una pecora? Ma no, ti sbagli di grosso! Non vorrei mai e poi mai una pecora! Poi ci vai tu a pulire quelle cacchine a oliva che smollerebbe dovunque? Per non parlare della lana...con tutte le impurità atmosferiche diventerebbe nera nel giro di una mattinata! No, niente pecora ma poi...chi lo sapeva che volessi un animale così insulso come una..pecora? sei ben strano anche tu eh..."
"Ah. Niente pecora. Sì. Ho capito, niente pecora. certo, la desidero da quando ero piccolo ma vabbè, fa lo stesso. Sì..."
"Su su! Quel che ora possediamo è MOLTO più bello di una pecora! Aspetta, ora lo chiamo...BOOTYYYY! Bootylicious vieni qui!"
"Come...Bootylicious?! Ma che nome è??"
"Il suo, però se vuoi potete discuterne e cambiarlo se trovate un accordo. Io dal canto mio trovo che gli si attagli alla perfezione...ah Booty, eccoti!"

Un potentissimo senso di dèjavu si insinua come onda antropofaga nella mia testa già sbocconcellata dalle radiazioni, lo stress e la voce di NonèAncoraMiaMoglie.
Eppure io quell'animale lì...
Manekineko si ritrae mogio in un angolo, perfettamente conscio del suo stato di animale sintetico, e guarda con la bocca spalancata il nuovo entrato che NonèAncoraMiaMoglie cova con gli occhi con espressione materna.
L'animale chiamato Bootylicious è un gatto.
Il pelo è sporco come il parabrezza della vespamobile, il muso istoriato di cicatrici di età e lunghezza diverse, l'espressione furbetta.
Booty ignora bellamente la mano che gli tendo per fare amicizia e si dirige deciso verso il nostro frigidaire sottovuoto dal quale estrae, come fosse il padrone di casa, una boccia di champagne che conservo per le migliori occasioni.
Io lo afferro a tradimento e mentre tento di tenerlo schiacciato a terra con tutto il mio peso lo tasto ovunque per cercare il pulsante che aprirà la scatola dei comandi. Deve esserci, deve averla! Dove stanno le maledette pile??
Vengo staccato da NonèAncoraMiaMoglie che mi scarica addosso una provvidenziale (per ilgatto imbestialito) scarica di elettricità con il dispositivo antiaggressione.
"Piantala dunque! Sei impazzito o sei un lubrico...come si dice...un uhm...amante degli animali? Che cosa pensavi di fare?"
"Stavo cercando i comandi, no? Un gatto vero costa una follia e soprattutto non è disponibile su nessun catalogo! Perché quel vecchietto ne aveva uno e te l'ha venduto? Deve essere per forza farlocco! Sintetico..."
"Si da il caso che il vecchietto mi abbia assicurato che l'animale è vero, in tutto e per tutto, e che fosse disponibile per pura casualità. In effetti è...ehm...usato. Non proprio di primo pelo, insomma..."
"Ah, sì, l'avevo intuito guardandolo...ma ma...CHE COSA STA FACENDO??"
"Ohhhh caaaaro! Ma guardalo, non è un amore? Sta marcando il territorio e ha deciso di partire proprio dai tuoi vestiti nell'armadio! Checcariiiino!"
E di nuovo il fulminante dèjavu, pecora o non pecora, mi assale.
Io quel gatto l'ho già visto da qualche parte...

Mi verso un abbondante bicchiere del mio succo nutriente preferito, il Negroni, e mi siedo a guardare fuori dall'ampia finestra del salotto, fingendo di non sentire NonèAncoraMiaMoglie che si sdilinquisce davanti a ogni nuova marachella di Booty ("fai la caccona nelle mie scarpe? braaaavo! riduci a stricioline le tende? originaaaale! ti rifai le unghie sul mio tappeto preferito? Steeelliiina! SIGH!")
Sarà che ieri era domenica e quindi per forza di cose oggi è...vabbè, sarà meglio concentrarsi sulle Taglie, vamolà.

Comments:
Sono troppo felice d'aver letto questo prima di fiondarmi a letto!
Un abbraccio a te che spargi freschezza e sorrisi!
A Presto!
dinottenote
 
come finale di giornata è veramente bello.
mi ha fatto ridere un bel pò.

TA&BG
 
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