Monday, June 20, 2005
#1
"Alla prossima si cambiaaaaa!" dice una voce altoparlata e io, ancora immerso nelle pieghe del mio cuscino, comincio ardentemente a sperare.
"Scusi Signore...scusi, dico a lei... biglietto?" chiede la stessa voce, questa volta a misura umana, mentre una mano mi scuote gentilmente il gomito, chiedendo attenzione.
Tento di sottrarmi a questo ingrato destino ma quando il peso del VilFelino mi piomba addosso suddiviso su quattro stolte zampe sono costretto, mio malgrado, ad aprire gli occhi.
Disteso sotto le lenzuola osservo la massa pigiata di persone riunite nella nostra camera da letto, affollata come uno scompartimento.
"Ehi Signore...biglietto, prego!" domanda ancora una volta la voce e io mi sento almeno in dovere di fingere di cercarmi in tasca, nonostante tutti sappiano che come Marilyn io dormo solo con qualche goccia di Chanel N°5.
"Ahem...no, non ho con me il biglietto..."
"Tsk tsk tsk. Male, molto male. Adesso il mio collega, il baldo giovinotto con imponenti orecchie a punta, sarà costretto a chiederle gli estremi di identificazione. Sa, dovremo stilare un rapporto..."
Bootylicious_controllore sorride incombente e agita in aria l'obliteratrice, facendole fare snap snap.
"Ma sì, certo, voi state facendo il vostro lavoro, dopotutto..." consento io, alzandomi su un gomito e tirando su il lenzuolo fino al mento.
"Già. Ah, fossero tutti come lei, Signore! Anche se lei è stato colto in evidente trasgressione le auguro una buona giornata!"
Bootylicious fa il segno della stecca.
A stento riesco ad alzarmi e a farmi largo fino alla porta per uscire dalla camera da letto. Sul mio tragitto vengo schiaffeggiato da anonimi coppini di gente alla quale ho pestato piedi o intralciato la discesa. Quando sbuco nel corridoio scopro che la situazione di affollamento è la medesima e così mi risolvo a chiedere informazioni a una gentile signora a forma di LaMucca che siede composta sul mobile dell'ingresso.
"Scusi Signora, sa mica qual è la prossima fermata?"
LaMucca si ritrae, pudica, e si volta a guardare ostentatamente il muro opposto.
"Bella scusa...già." NonèAncoraMiaMoglie interviene a gamba tesa.
"Come scusi?"
"Dicevo, bella scusa per attaccare bottone. Nel senso: mi vuole raccontare che quando è salito non sapeva dove sarebbe poi sceso?"
"Ahem...no. Cioè, la discesa è il mio problema minore...mi chiedevo dove sono salito più che altro."
"Ehhh, certo. Come no? Anche noi, qui pigiati, abbiamo lo stesso problema. Qualcuno durante il sonno ci ha prelevato e fatto salire qui sopra e noi ora ovviamente non sappiamo come scendere. Certo, roba che succede tutti i giorni..."
"Ah, meno male! Credevo di essere l'unico! Che sollievo."
NonèAncoraMiaMoglie scambia uno sguardo di sbieco con LaMucca in cui le comunica che il mio prossimo passo, viste le evidentissime turbe psichiche, sarà quello di appoggiarle quasi per caso la mano sulla carnosa coscia pezzata.
Prima di essere malmenato cerco rifugio nella stanza accanto.
In sala è tutto più calmo. Le persone sono tante ma appaiono meglio disposte, più spaziate tra loro. Un whitecollar a testa china legge con toni funerei e preteschi la Gazza e i suoi colleghi, in perfetta litania, enumerano gli ormai inutili meriti del TettiRossi FC 1909, purtroppo sdrucciolato sulla via della permanenza nella serie maggiore. Da loro emanano pianto e stridor di denti.
Manekineko, molto urbano come sempre, si alza per cedere il posto al millenario SembraMortoMaNonE' che per l'occasione ha deciso di abbigliarsi come un facoltoso capitano d'industria, sigaro oversize e gessato anni '30.
SembraMorto ridacchia arioso prima di accettare. Purtroppo i suoi tempi di reazione sono talmente lunghi che PupazzONE, sbarbato di fresco, gli fotte il posto da sotto il naso, stendendo poi tutte quante le sue zampe sul tavolino di fronte.
SembraMorto rimane appannato ma è solo un attimo: dopo una frazione di secondo la stanza si riempie di uno strano brusio che si rivela essere la voceunica di una masnada di feroci Cachi_BodyGuard, appositamente addestrati. Costoro piombano sul malcapitato PupazzONE che si vede costretto non solo a restituire il sedile malamente sottratto ma anche a profondersi in scuse genuflesse. Sempre con tutte le zampe, ovviamente.
L'UvaTurca, pettinata da poco, si finge decorazione liberty per non dover pagare il biglietto mentre io stringo meglio in vita il lenzuolo che mi copre e avanzo a gomitate verso la cucina.
Nel regno del delirio c'è tutto sommato abbastanza spazio per muoversi.
Sarà la muffa che fiorisce dal frigo, sarà questa cappa incombente che odora di pappa con l'etichetta gialla (diarrea, sì), saranno le pile di piatti simili a una Babele de noantri, fatto sta che in pochi hanno deciso di farsi il viaggio in questa stanza.
Poiché la multa l'ho già presa e sono quindi un viaggiatore bigliettato a tutti gli effetti, decido di prendermi un caffè ma le spoglie mortali de IlGlicine, da poco abbattuto, mi ostacolano pesantemente.
La nostra lotta dura qualche minuto, lui mi avvolge con stralci e fiori, io lo annodo a tutto quel che trovo a portata di mano finché non arriva un Bootylicious trafelato a mettersi in mezzo.
Dopo aver severamente ammonito uno per uno i rami arricciolati de IlGlicine, Booty si dedica a me, facendomi vergognare del mio infantilismo. Per di più mi appioppa un'altra multa per schiamazzi diurni e incitazione alla lotta pre-lavorativa che mina seriamente la mia autostima.
Molto nipponicamente abbasso il capo, concludo con uno svolazzo la mia firma Monsieur De Lapalisse e pago immediatamente a Booty porgendogli tre banconote del Monopoli, due tappi di birra Moretti e una paglia rotta che conservavo dietro l'orecchio per migliori occasioni.
Bootylicious, soddisfatto del peso della sua autorità, diveiene magnanimo e mentre si accende la paglia rotta mi restituisce parte delle banconote e un tappo di Moretti.
IlGlicine intanto molesta Bootylicious infilandogli tralci in ogniddove, con grande disappunto del felino che schiaffeggia risentito ogni verde rampino che vede avvicinarglisi.
La Vespa sale poco dopo, sfanagliando aggressiva a tutti gli sguardi perplessi che assistono alla sua entrata mentre RigidoBastardo, evidentemente in ritardo, ci corre dietro per un po', abbaiando talmente da doversi fermare con il fiatone qualche migliaio di chilometri dopo.
Le mutande stese fuori svulazzano allegre e si asciugano alla velocità della luce mentre io mi origamizzo addosso il lenzuolo, riuscendo a ottenere uno splendido abito da passeggio comprensivo anche di bastone.
Finalmente la massa lavorativa scende e io ho tutto il tempo e lo spazio per sedermi e accavallare le gambe, senza chiedermi che giorno sia oggi.
"Alla prossima si cambiaaaaa!" dice una voce altoparlata e io, ancora immerso nelle pieghe del mio cuscino, comincio ardentemente a sperare.
"Scusi Signore...scusi, dico a lei... biglietto?" chiede la stessa voce, questa volta a misura umana, mentre una mano mi scuote gentilmente il gomito, chiedendo attenzione.
Tento di sottrarmi a questo ingrato destino ma quando il peso del VilFelino mi piomba addosso suddiviso su quattro stolte zampe sono costretto, mio malgrado, ad aprire gli occhi.
Disteso sotto le lenzuola osservo la massa pigiata di persone riunite nella nostra camera da letto, affollata come uno scompartimento.
"Ehi Signore...biglietto, prego!" domanda ancora una volta la voce e io mi sento almeno in dovere di fingere di cercarmi in tasca, nonostante tutti sappiano che come Marilyn io dormo solo con qualche goccia di Chanel N°5.
"Ahem...no, non ho con me il biglietto..."
"Tsk tsk tsk. Male, molto male. Adesso il mio collega, il baldo giovinotto con imponenti orecchie a punta, sarà costretto a chiederle gli estremi di identificazione. Sa, dovremo stilare un rapporto..."
Bootylicious_controllore sorride incombente e agita in aria l'obliteratrice, facendole fare snap snap.
"Ma sì, certo, voi state facendo il vostro lavoro, dopotutto..." consento io, alzandomi su un gomito e tirando su il lenzuolo fino al mento.
"Già. Ah, fossero tutti come lei, Signore! Anche se lei è stato colto in evidente trasgressione le auguro una buona giornata!"
Bootylicious fa il segno della stecca.
A stento riesco ad alzarmi e a farmi largo fino alla porta per uscire dalla camera da letto. Sul mio tragitto vengo schiaffeggiato da anonimi coppini di gente alla quale ho pestato piedi o intralciato la discesa. Quando sbuco nel corridoio scopro che la situazione di affollamento è la medesima e così mi risolvo a chiedere informazioni a una gentile signora a forma di LaMucca che siede composta sul mobile dell'ingresso.
"Scusi Signora, sa mica qual è la prossima fermata?"
LaMucca si ritrae, pudica, e si volta a guardare ostentatamente il muro opposto.
"Bella scusa...già." NonèAncoraMiaMoglie interviene a gamba tesa.
"Come scusi?"
"Dicevo, bella scusa per attaccare bottone. Nel senso: mi vuole raccontare che quando è salito non sapeva dove sarebbe poi sceso?"
"Ahem...no. Cioè, la discesa è il mio problema minore...mi chiedevo dove sono salito più che altro."
"Ehhh, certo. Come no? Anche noi, qui pigiati, abbiamo lo stesso problema. Qualcuno durante il sonno ci ha prelevato e fatto salire qui sopra e noi ora ovviamente non sappiamo come scendere. Certo, roba che succede tutti i giorni..."
"Ah, meno male! Credevo di essere l'unico! Che sollievo."
NonèAncoraMiaMoglie scambia uno sguardo di sbieco con LaMucca in cui le comunica che il mio prossimo passo, viste le evidentissime turbe psichiche, sarà quello di appoggiarle quasi per caso la mano sulla carnosa coscia pezzata.
Prima di essere malmenato cerco rifugio nella stanza accanto.
In sala è tutto più calmo. Le persone sono tante ma appaiono meglio disposte, più spaziate tra loro. Un whitecollar a testa china legge con toni funerei e preteschi la Gazza e i suoi colleghi, in perfetta litania, enumerano gli ormai inutili meriti del TettiRossi FC 1909, purtroppo sdrucciolato sulla via della permanenza nella serie maggiore. Da loro emanano pianto e stridor di denti.
Manekineko, molto urbano come sempre, si alza per cedere il posto al millenario SembraMortoMaNonE' che per l'occasione ha deciso di abbigliarsi come un facoltoso capitano d'industria, sigaro oversize e gessato anni '30.
SembraMorto ridacchia arioso prima di accettare. Purtroppo i suoi tempi di reazione sono talmente lunghi che PupazzONE, sbarbato di fresco, gli fotte il posto da sotto il naso, stendendo poi tutte quante le sue zampe sul tavolino di fronte.
SembraMorto rimane appannato ma è solo un attimo: dopo una frazione di secondo la stanza si riempie di uno strano brusio che si rivela essere la voceunica di una masnada di feroci Cachi_BodyGuard, appositamente addestrati. Costoro piombano sul malcapitato PupazzONE che si vede costretto non solo a restituire il sedile malamente sottratto ma anche a profondersi in scuse genuflesse. Sempre con tutte le zampe, ovviamente.
L'UvaTurca, pettinata da poco, si finge decorazione liberty per non dover pagare il biglietto mentre io stringo meglio in vita il lenzuolo che mi copre e avanzo a gomitate verso la cucina.
Nel regno del delirio c'è tutto sommato abbastanza spazio per muoversi.
Sarà la muffa che fiorisce dal frigo, sarà questa cappa incombente che odora di pappa con l'etichetta gialla (diarrea, sì), saranno le pile di piatti simili a una Babele de noantri, fatto sta che in pochi hanno deciso di farsi il viaggio in questa stanza.
Poiché la multa l'ho già presa e sono quindi un viaggiatore bigliettato a tutti gli effetti, decido di prendermi un caffè ma le spoglie mortali de IlGlicine, da poco abbattuto, mi ostacolano pesantemente.
La nostra lotta dura qualche minuto, lui mi avvolge con stralci e fiori, io lo annodo a tutto quel che trovo a portata di mano finché non arriva un Bootylicious trafelato a mettersi in mezzo.
Dopo aver severamente ammonito uno per uno i rami arricciolati de IlGlicine, Booty si dedica a me, facendomi vergognare del mio infantilismo. Per di più mi appioppa un'altra multa per schiamazzi diurni e incitazione alla lotta pre-lavorativa che mina seriamente la mia autostima.
Molto nipponicamente abbasso il capo, concludo con uno svolazzo la mia firma Monsieur De Lapalisse e pago immediatamente a Booty porgendogli tre banconote del Monopoli, due tappi di birra Moretti e una paglia rotta che conservavo dietro l'orecchio per migliori occasioni.
Bootylicious, soddisfatto del peso della sua autorità, diveiene magnanimo e mentre si accende la paglia rotta mi restituisce parte delle banconote e un tappo di Moretti.
IlGlicine intanto molesta Bootylicious infilandogli tralci in ogniddove, con grande disappunto del felino che schiaffeggia risentito ogni verde rampino che vede avvicinarglisi.
La Vespa sale poco dopo, sfanagliando aggressiva a tutti gli sguardi perplessi che assistono alla sua entrata mentre RigidoBastardo, evidentemente in ritardo, ci corre dietro per un po', abbaiando talmente da doversi fermare con il fiatone qualche migliaio di chilometri dopo.
Le mutande stese fuori svulazzano allegre e si asciugano alla velocità della luce mentre io mi origamizzo addosso il lenzuolo, riuscendo a ottenere uno splendido abito da passeggio comprensivo anche di bastone.
Finalmente la massa lavorativa scende e io ho tutto il tempo e lo spazio per sedermi e accavallare le gambe, senza chiedermi che giorno sia oggi.

