Friday, October 07, 2005

#1

Ho il culo a forma di schiena di cavallo.
Sono giorni, ormai, che vago alla ricerca della mia agognata méta e comincio a disperare di trovare quel che sto cercando. Bono sarebbe d'accordo con me, per dire.
Devo però annotare che la barba lunga dona sia a me che al cavallo, soprattutto quando ci fumiamo una paglia davanti al fuoco serale, come veri pionieri.
Il nobile destriero, equipaggiato di satellitare, percorre le strade a pettine, senza scordarne neanche una, mentre io consulto la Lista Delle Giovani Pulzelle Nubili della Contea, osservando i nomi già depennati.
Tra le Pulzelle esaminate fino ad ora nessuna, in un modo o nell'altro, corrisponde ai requisiti che cerco: alcune sono risultate già coniugate da anni, altre non rispecchiano i miei canoni estetici, altre ancora erano in compagnia di intere squadre di prestanti giuovinotti ai quali spiegavano con dovizia di particolari la faccenda delle api e dei fiori. In due o tre casi perfino il mio cavallo ha trovato giusto coprirsi gli occhi o voltare il muso dall'altra parte.
Le mie speranze, sotto questo cielo plumbeo e questa pioggerella finefine che non smette, sono tutte rivolte alla Pulzella che abita in fondo a questa via, nella casa d'angolo che scorgo spuntare da una nube di verdi foglie e grappoli fucsia.

Scendo dal destriero, che ne approfitta per sgranchirsi la schiena sedendosi sul marciapiede, e con una mano liscio l'armatura spiegazzata mentre passo l'altra tra i capelli, tutti schiacciati dall'elmo.
Sul campanello campeggia il cartellino che sto cercando, Monna NonèAncoraMiaMoglie, e così con il mio miglior sorriso da seduttore mi accingo ad annunciarmi, suonando.
DIN DON
Nessuna risposta ma solo un movimento sospetto dietro le grate della finestra che mi sta di fronte, al di là di questo cancello-levatoio.
DIN DON
"Chi cazz'è?" esclama, probabilmente spaventata, una femminea voce dal citofono.
"Ahem, salve! Scusi il disturbo Monna ma sono un Principe, venuto a portarla via sul"
"suo cavallo bianco immagino. Sì, beh...senta ma, scusi l'ardire...è una specie di gioco di ruolo questa cosa dei principi e delle pulzelle? No, perché lei è il sedicesimo che arriva qui, ultimamente, e se devo proprio essere sincera comincio a stufarmi."
"Ehhh, oddio...no, che io sappia non è un giuoco ma una cosa estremamente seria!"
"Ah vabbè, anche se credevo che la stagione degli amori dei Cavalieri fosse finita qualche settimana fa, con l'avvento dell'autunno. Si imparano cose nuove ogni giorno...beh, non stia lì fuori ad arrugginirsi, aspetti che la faccio entrare!"
Sento risatine in sottofondo, così mi ergo in tutto il mio metroesettanta di muscoli per far risaltare la mia fantastica burza, ottenuta dopo anni e anni di inattività e aperitivi serali.
"Grazie mia Signora, sono ansioso di conoscervi!"
Un sonoro clack! mi spalanca le porte della felicità e io metto finalmente piede entro l'augusta dimora di questa pulzella. Il cavallo mi strizza l'occhio e si produce in un per me beneaugurante segno sconcio con lo zoccolo che non starò qui a riportare.

"Permesso?" dico timidamente, facendo risuonare le mie metalliche calzature sul pavimento.
Mi accoglie sulla soglia una fanciulla velata della quale riesco solo a intravedere la bizzarra acconciatura (con due strane sporgenze triangolari sulla sommità del capo) sotto la stoffa che la avvolge. Tutto sommato non sembra male nonostante la statura non eccelsa, pertanto mi inchino al suo cospetto prendendole la manina per baciargliela. I suoi guanti, probabilmente di pelo di martora, mi solleticano sotto il naso ma ciononostante riesco a mantenere la posizione del Perfetto Cavaliere Inginocchiato Davanti a Una Pulzella Interessante.
Almeno finché non scorgo quella che con tutta certezza è una coda che spunta da sotto l'abitino di broccato.
"Ehm...Monna NonèAncoraMiaMoglie...scusate se mi permetto ma..."
Vengo interrotto da un'altra fanciulla, ben più imponente di quella che mi sta di fronte, che entra nella stanza anch'essa velata. Di lei riesco solo a intravedere due corte braccine e vedo baluginare una notevole dentatura, molto affilata.
Mentre ricontrollo al volo la mia Lista, dalla quale risulterebbe che in quella casa abita una e una sola fanciulla papabile, fa il suo ingresso una terza figliola altrettanto velata che non smette di ridacchiare neanche per un attimo, sbuffando volute di fumo che mi avvolgono girandomi intorno.
"Ahem...bene...chi di voi dunque è Monna NonèAncoraMiaMoglie?"
Le tre grazie davanti a me cominciano a girarmi sotto il naso i loro aggraziati indici, per invitarmi a giocare indovinando quale tra loro sia la mia futura sposa.
Escludo subito quella con i guanti di pelo che sicuramente nasconde una qualche tara fisica. La lotta è dunque tra l'ultima entrata e la seconda che però mi trovo costretto a scartare causa mia incompatibilità pregressa con le fanciulle dotate di braccine corte e che, oltretutto, mi superano in altezza di più di mezzo metro.
Indico dunque la fumante fanciulla dalle forme mediterranee che arrotondano golosamente i veli.
"Bella lì, Principe!" esclama la pulzella, facendo il segno della stecca alle sue due compagne che chinano la testa, umiliate per essere state scartate.
"Monna, se fosse possibile mi piacerebbe visitare la casa e conversare un po' con voi, per conoscerci meglio."
"Eccerto, come no? Seguitemi..."
Proprio mentre mi avvio dietro la mia promessa sposa vengo sgambettato a tradimento da una delle due scartate ma non mi è dato di sapere quale, anche se i miei sospetti cadono su quella con la pettinatura strana.

Mi guardo attorno, sperando di trovare un piccolo spazio libero nel quale appoggiare l'elmo ma più esamino la stanza e più mi rendo conto che sarà difficile: ogni angolo, mensola, sedia, tavolo, scaffale sembra pieno di cose affastellate.
Per togliermi dall'imbarazzo Monna NonèAncoraMiaMoglie mi strappa l'elmo dalle mani e lo getta a casaccio là, per buttarsi poi su un divano e accendersi una sigaretta.
"Allora, Principe, che si dice? E' un po' che non lascio il castello, precisamente da quando ho scoperto che proprio qui vicino hanno aperto una Locanda take away..."
Prima di rispondere tento inutilmente di togliermi dalla faccia gli striscioni di ragnatele che si sono attaccate al mio passaggio.
"Ehm...Monna NonèAncoraMiaMoglie...se fosse possibile mi farebbe piacere poter contemplare, anche solo per un attimo, le vostre sicuramente bellissime fattezze. Dopo tutto voi state ammirando le mie, no?"
"Beh, ammirando son parole grosse ma credo che abbiate ragione, quel che è giusto è giusto. Direi però di partire, come nei migliori tornei di gnocca che si rispettino, dalle mie compagne, quelle che avete scartato."
La fanciulla pelosa mi fa ditoaculo e quella con i braccini corti ci prova.
"Ecco dunque la prima fanciulla, Monna...ehm...Monna Bootylicious, detta Monna Booty!"
Osservo la fanciulla pelosa sfilarmi davanti e non riesco proprio a togliere gli occhi dall'escrescenza, anch'essa pelosa, che le tiene l'abito sollevato.
"Ammirate la sua camminata piena di grazia, felina oserei dire, e toccate con mano la morbidezza della sua pelle, quasi angora al tatto!"
Gulp! Non erano guanti, dunque.
La fanciulla pelosa si sfila lentamente il velo che la copre e devo dire che il musorosa che mi appare non è poi così ripugnate come temevo. Certo però, le sue unghie affilatissime, comparse d'improvviso, non mi tentano minimamente.
"E ora...la seconda fanciulla: Monna TRex, detta Monna TRex!"
La figliola mi si para davanti, travolgendo tavolo, sedie e Monna Booty.
"Osservate la grana della sua pelle, molto utile per accendere fiammiferi nel bosco o grattarsi in posti altrimenti irraggiungibili. Viene buona anche per grattugiare formaggi laddove non si possedesse l'attrezzo giusto e per scartavetrare mobili."
La fanciulla dai braccini corti inghiotte, con un rumore peraltro disdicevole, il sottile velo che la copre, per mettere in mostra la fornita dentatura che già prima mi era parso di intravedere. Non so, saranno le braccine, sarà quella sfumatura di verde, ma mi ritrovo a congratularmi con me stesso per la scelta fatta, anche se fortunosa.
Monna TRex, dopo aver sculettato due o tre volte al mio cospetto, e aver così straziato due terzi dei mobili della stanza, si reca servizievole nelle cucine per preparare un caffè ristoratore. Io, in realtà, ipotizzo che voglia affacciarsi alla finestra per lanciare occhiate lubriche al mio cavallo, ancora parcheggiato fuori.
"E ora...Monna NonèAncoraMiaMoglie...rimanete soltanto voi."
"Giàggià...Voi, piuttosto, mi sembrate ben pasciuto. La vostra burza vi precede, al contrario della vostra fama..."
"Ho avuto i miei natali nel Reame delle Terre d'Acqua che rimane a poca distanza da qui, un luogo idilliaco nel quale il rapporto di bar e abitanti è di 1:1 e in cui qualsiasi villico sa preparare un negroni che si rispetti!" affermo con fierezza malcelata.
"Uhm, sì, ne ho sentito parlare, la solita accozzaglia di bifolchi della Bassa. Spero che abbiate altre frecce al vostro arco per conquistare una fanciulla di nobili origini urbane come me..." ribatte Monna NonèAncoraMiaMoglie, apparentemente annoiata mentre si sventola con il suo velo "cioè...non penserete che io sia disposta a lasciare questa centralissima magione cittadina per piombare nel fango e nella noia della provincia, vero? Si racconta che nella Bassa, dove vivete, i film arrivino con un anno di ritardo e che, in certe zone particolarmente arretrate, non arrivi nemmeno l'adsl!"
"No, tutto questo è assolutamente falso, io stesso ho potuto assistere quest'anno all'anteprima del kolossal della stagione, il monumentale Metropolis, tsè! Quelle che avete udito sono soltanto fandonie messe in giro, per l'appunto, dai vostri concittadini, al fine di screditare la sana vita rurale. Quanto all'adsl siamo molto contenti che malattie di tale virulenza non siano ancora giunte a decimarci!"
Nonostante il velo, colgo uno sguardo perplesso di NonèAncoraMiaMoglie e capisco che devo tentare il tutto per tutto ora, prima che la pulzella perda interesse.
"Io, Camillo, desidero prendervi in sposa o perlomeno tentare con voi una convivenza sulla base di alti principi come l'aperitivo del Venerdì e il Cazzeggio Sfrenato, augurandomi che possiate condividerli con me al più presto."
Monna NonèAncoraMiaMoglie mi porge con noncuranza un cartiglio lunghissimo.
"Mettete una firma qui, per cortesia, e il nostro accordo sarà fatto, messere..."
"Ma...che cosa dice questo cartiglio?"
"Uh, nulla...una formalità. E' che il nostro leguleio, il dirimpettaio SembraMorto, aveva bisogno di esercitare la sua calligrafia e così si è vagamente dilungato in questo documento che, stringi stringi, è un accordo prematrimoniale. Niente di che, le solite cose...la divisione dei compiti e dei beni, chi fa cosa, robe così."
Una voce alla ZackDeLaRocha nella mia testa mi ammonisce, intimandomi di non firmare alcunché senza prima averlo sottoposto all'attenzione del mio cavallo, ma la mia insopprimibile cavalleria ha la meglio e mi ritrovo così chinato ad apporre l'inconfondibile X in calce al cartiglio.
Non appena lo restituisco all'organizzatissima Monna NonèAncoraMiaMoglie, essa scambia un cinque volante con Monna Booty e rotola a lei avvinghiata sul tappeto, che deve aver conosciuto tempi migliori, cantando inni di vittoria alcuni dei quali contenenti termini molto audaci per due signorine.
"Ahem. Signore. Scusate. Pulzelle...fanciulle...donnini...insomma! Posso vedere finalmente la mia futura sposa?!"
Le due si bloccano così come sono, l'una con le zampe in faccia all'altra, si scambiano uno sguardo e si ricompongono, rialzandosi a vicenda da terra.
"Certo, perché no. Dopo tutto vi siete impegnato a mantenermi in cazzeggio totale e assoluto per il resto della mia esistenza, quindi...eccomi a voi, in tutto il mio aberrante splendore!"
Delle tre è sicuramente la più bella, non ha pelo (sempre che quelle calze che indossa siano effettivamente di lana merinos) e le sue braccia mi sembrano della giusta misura (perlomeno arriva a metterle nella tasca dove tiene le sigarette).
"Ahhhh! Ora che finalmente anche io ho un futuro marito posso rilassarmi e disdire l'abbonamento a Bravo Castello e non ritirare più l'allegato del quotidiano ResPublica, Monna. Che poi, mica mi piacevano! erano pieni di pubblicità di destrieri e di insulsi articoli sulle nuove tendenze per i prossimi tornei di primavera...dupalle, se posso dirla con un francesismo."
Monna Booty mi si avvicina e in qualche decimo di secondo, con l'aiuto della sue prodigiose unghie, apre la mia armatura come se fosse una scatoletta e si crea un copricapo stile belle époque con le variopinte piume del mio elmo. Dal giardino invece mi giungono i nitriti allarmati del mio destriero che tenta fieramente di liberarsi della stretta assassina di Monna TRex che sta cercando di farsi dare un bacino da circa mezz'ora. Il cancello fuori si è richiuso, a quanto pare ermeticamente, e una fitta vegetazione ha già ricoperto la casa come se qui non fosse mai passato nessuno.
Monna NonéAncoraMiaMoglie, con un sorriso strano come quello di una certa Lisa che conoscevo un tempo, mi porge un calice di una bevanda che odora di assenzio e VenerdìSera e con un ammiccante gesto del capo mi invita a buttarlo giù tutto d'un fiato.

When she wants
She wants the sun instead of the moon
When she sees
She sees the stars inside of her room
I've waited for her for so long
I've wondered if I could hang on



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