Tuesday, November 22, 2005

#1

Stay Hungry
Stay Foolish


Nel mezzo del cammin verso la porta di casa mi ritrovo in una nube di UvaTurca che la diritta via è smarrita.
Tre animali tre mi vengono incontro per ricordarmi dettagliatamente i miei errori e le mie mancanze e io mi dispongo ad ascoltarle benevolo.
"'zzo vuoi?" chiedo alla prima fiera, quella con coda e vibrisse.
L'animale si torce su se stesso, cercando di mordersi disperatamente il posteriore su cui alcune colonie di operose Pulci hanno ricreato una copia perfetta della Riviera Romagnola, completa di alberghi, discoteche e piadinerie abusive.
"Tu e la tua epa rappresentate forse la mia ingordigia? Siete qui per ricordarmi che nella vita di un essere dotato d'intelletto cibarsi di prelibatezze non è tutto?"
La domanda retorica cade nel silenzio, interrotto solo dai fitti ciompciomp emessi dalla bestia infilata fino alla vita in una ciotola pantagruelica ricolma di ogni ben di dio felino.
Questa rappresentazione della mia vita gastronomica fin qui mi colpisce profondamente poiché mi accorgo di quanto all'atto pratico siano del tutto inutili le posate durante un pasto completo e mi ripropongo di non utilizzarle mai più.
Delle altre due bestie non saprei dire: l'una, dall'aspetto di tirannosauro, si limita a sbavare sul coppino di quella che mangia e l'altra, di preziosa ceramica, non fa altro che sbattere su tutti gli spigoli che trova tra sè e il mondo attorno.
Per un attimo mi concentro guardandole, nella speranza che un'attenta osservazione disveli il loro messaggio recondito, ma è tutto inutile.
Riprendo il mio cammino verso la porta di casa, sperando che la selva di UvaTurca non mi fagociti al passaggio.

Ma ecco: una Guida!
Un nobile anziano piegato a portafoglio sopraggiunge all'orizzonte con la lentezza del fermoimmagine. Calcolo a braccio che per coprire la distanza tra noi ci metterà circa due anni e mi dispongo ad avanzare privo di un cicerone e perfino di un virgilio.
Cachi rossofuoco come lapilli di lava ricoprono la strada al mio incedere.

Davanti alla porta lignea sta affisso un cartello eloquente: dagliela su!.
Ma io non m'arrendo, in quanto individuo affamato di Sapere e Minestrone della Nonna, e busso con insistenza usando dapprima il solo battente, poi le mie mani, infine la bestia codata afferrandola appunto per la sua propaggine e roteandola sopra il capo.
La porta si spalanca d'improvviso mostrando un vestibolo alquanto affollato: il disordine di mobili e oggetti regna infatti sovrano e penetrare è difficile senza scorgere un solo punto di pavimento libero.
Una femmina dai capelli di serpente mi accoglie in questo atrio, spostando a possenti spallate tutti coloro che si frappongono tra noi.
"Permeeeesso, scusa, togliti!, permesso graaazie, levatimbecille, devo passare, ma ciaaaao ti telefono appena posso!, scusi, fate largo, ma insomma....VOLETE TOGLIERVI DAI PIEDI?!"
Scalpiccìo di piedi, qualche urletto, il vuoto.
La donna lancia uno sguardo d'intesa con la bestia codata e mi stringe la mano, pratica e imperiosa.
"Salve BelGiovine! Sono qui per accoglierla e spiegarle il Senso Della Vita, a grandi linee ovviamente ché sennò toccherebbe di rimanere qui per il resto della vita stessa e lei capisce, che paradosso sarebbe capire tutto proprio alla fine del tutto! Uh, che cos'è che ho detto?"
Io e la bestia codata ci guardiamo.
"Sì, infatti non mi aspettavo che voi poteste aver colto l'alto singificato della mia breve introduzione spirituale. Di Booty, quella cosa con la coda che la segue, non mi fido da secoli ormai. Speravo nella sua_di_lei_Camillo prontezza intellettuale ma vedo che devo ripiegare su altri concetti di minor spessore. Andiamo dunque a mangiare qualcosa?"
Le mie mascelle, con pronto riflesso pavloviano, cominciano autarchiche un movimento masticatorio e la mia testa, senza controllo alcuno, annuisce vigorosamente.
Scurreggiando altezzosa si presenta una Vespa modello Caronte che, a sentire la pubblicità, dovrebbe essere in grado di traghettare chiunque ovunque.
Alla vista della mia prominente burza però la VespaCaronte si ritrae inorridita rifiutandosi di portarmi anche solo un metro più in là.
"Scusi un secondo - mi dice sorridente la femmina - devo conferire con il nostro mezzo di locomozione, torno subito..."
Dalla stanza attigua, in cui spariscono donna e vespa, giungono preoccupanti rumori meccanici, qualche scoppiettìo e degli ululati selvaggi tanto che io e Booty ci stringiamo l'uno all'altro pieni di terrore. Ovviamente, non appena la fanciulla si ripresenta al nostro cospetto, provvediamo ad allontanarci prontamente l'uno dall'altro, evitando di guardarci e fischiettando ostentatamente.
"Ecco. Tutto a posto. La VespaCaronte si sta registrando i freni ma sarà subito qui per condurc"
L'improvvisa entrata trionfale della bestia a forma di tirannosauro divelle la pesante porta lignea dai cardini e la fa piombare con precisione demoniaca esattamente sulla mia nuca indifesa.
Mentre gli occhi si chiudono e il corpo si lascia crollare inanimato posso sentire la terra tremare ancora sotto di me.

Mi risveglio nel buio più totale.
Nulla scorgo, odo soltanto voci sussurrate che si intersecano intorno a me.
"Apri gli occhi, deficiente." mi consiglia premurosa la femmina che m'accompagna e levando le palpebre mi accorgo che sì, in effetti in questo modo si vede molto meglio.
Booty si è sistemato come cappa d'agnellino attorno al nerboruto collo del tirannosauro e la VespaCaronte è già scomparsa nei meandri di questa oscurità così simile a borotalco, profumata e palpabile.
"do do dove siamo?"
"si si siamo nel Limbo. A proposito, non credevo t'intendessi di solfeggio, potremmo praticarlo insieme con grandi e reciproche soddisfazioni!" butta lì la procace femmina con aria tentatrice e sguardo lubrico.
"mi mi mi piacerebbe ma non so...ho già promesso la mia virtù a questa bestia di nome Booty e non so come potrebbe vivere un mio improvviso ripensamente a riguardo..."
"fa fa fa lo stesso, vamolà. Ti renderai conto in seguito di quali giardini di delizie rifiuti respingendo me!" precisa la femmina da combattimento, con un malevolo brilluccichio negli occhi scuri.
Bootylicious socchiude appena gli occhi furbi e, dall'alto del collo attorno al quale giace avvoltolato, si produce in una sonora stecca del soldato.
Sfortunatamente il pavido tirannosauro nell'udire questo rumore a lui ancora sconosciuto, causa giovine età, si spaventa terribilmente e cerca di farlo cessare scaraventandosi contro i muri del Limbo nel tentativo di schiacciare l'animale fonte del rumore.
Li vediamo allontanarsi tra sbruffi d'intonaco e ciuffi di pelo felino.
"Sei mio?"
"Non sai che la proprietà è un furto?"
"Ach! Ne sai una più di Lucignolo!"
"Quello di Pinocchio?"
"Macché, quello di Mario Giordano. Piuttosto, diveniamo amici?"
"Uhm...sì, perché no? Che devo fare?"
"Sopportare che ti marchi a fuoco con il mio stemma, niente di che...ecco, se adesso volessi scoprirti la parte sulla quale vuoi essere marchiato..."
"Non non non"
"Mi spiace per te ma non esiste alcuna nota con quel nome, adesso chiudi gli occhi, mordi questa cintura di cuoio e sta' sereno che it's only rock&roll..."
"Uè no no no aspettaaaaaaaaaaaaaaah!"

"Visto che non fa male?"
"Taci."
"No dai, è come un tatuaggio, un segno d'appartenenza, un messaggio che...però devi togliere le dita dalle orecchie mentre parlo altrimenti mi sa che tu non possa sentirmi!"
"Làllàllàllàllàllà!"
Un discreto bussare alla porta (accasciata a terra) interrompe la nostra discussione: è l'anziana Guida, finalmente giunta a mostrarmi la via.
"Con della calma eh?!" lo apostrofo io mentre la femmina ammira estasiata il perfetto marchio stampato sulle mie chiappe ospitali.
La guida ridacchia svanita mentre mostra il polso e mi indica il suo orologio, un'antica cipolla del tutto priva di lancette e numeri.
In lontananza, il rumore della stecca.

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