Thursday, February 16, 2006
#1
Bootylicious segue sempre le Olimpiadi per poter intonare, assieme agli atleti che vincono medaglie, le canzoni che sentiva sempre a lu mare.
La sua preferita è la canzone in cui ricorrono coorti, elmi e fluenti capigliature offerte qua e là. Questo da quando NonèAncoraMiaMoglie un giorno l'ha fatto sistemare sulle sue ginocchia e gli ha raccontato la storia di un zuvnot, un giovanottino con una barba lunga tanto e dei bei baffoni diritti e appuntiti.
"Te immagina questo ragazzetto, all'epoca aveva giusto giusto vent'anni, pieno fino al collo di ormoni e ideali...non fare lo spiritoso, saranno anche passati anni ma ricordo ancora perfettamente il dolce marasma di quell'età, cafone che non sei altro! Immaginalo romantico, convinto, coinvolto. Pensalo che si prende un caffè con Mazzini e si beve l'amaro a bancone con Garibaldi mentre tutto intorno impazzano le battaglie e ogni giorno si contano gli amici morti. Oh, però non pensare mica che stesse sempre a cazzeggiare al bar o a scrivere il suo diario come Camillo, tutt'altro! Era uno che battagliava parecchio lui, anche con la febbre, andava in prima linea e si spostava nelle zone calde. Tu però, quando ti viene da ridere pensando a come suonano pomposi i suoi versi, ricordalo così, come un ragazzo appassionato che a 22 anni è morto per una stupida infezione: era stato colpito inavvertitamente dalla baionetta di un compagno, la ferita si era infettata ed era stato necessario amputargli una gamba. Nonostante tutto ciò, è morto una mattina di luglio che non erano ancora le otto. Non so a te, che sei un cinico pelozozzo, ma a me fa tenerezza, perché era di sangue e ossa, perché non ha fatto in tempo a vedere nulla di quello per cui stava lottando, perché a quelle cose lì, lui, ci credeva davvero senza retorica o cosa...ha detto siam pronti alla morte e per lui così è stato. Mica come i cinni di adesso che gli togli il telefonino e vanno in paranoia emotiva e non mi mangiano e non mi dormono...Cioè, qui parliamo di sudore e passione mica di avvenimenti polverosi e battaglie da imparare a memoria...che oltretutto, se così fosse, saresti spacciato in partenza visto che non ricordi nemmeno di che razza sei."
Bootylicious, che durante il racconto ha progressivamente assunto la forma di ciambella, non reagisce neppure alla molestia verbale gratuita perpetratagli da NonèAncoraMiaMoglie. Ha gli occhi chiusi e dal tremolio del nasorosa capisco che sta sognando, così come gli ha suggerito la mia puntuta Signora.
"Sì ma...come la mettiamo con il ritmo da marcetta di paese?" intervengo io a bassa voce, per non svegliare il volo di Bootylicious.
"Novaro lo faccio domani, mi pare che per oggi i neuroni di Booty siano stati già troppo sollecitati e non vorrei consumarglieli."
Bootylicious annuisce nel sogno, irrigidendo i baffi come quelli del dipinto di un zuvnot esistito proprio per sul serio.
Bootylicious segue sempre le Olimpiadi per poter intonare, assieme agli atleti che vincono medaglie, le canzoni che sentiva sempre a lu mare.
La sua preferita è la canzone in cui ricorrono coorti, elmi e fluenti capigliature offerte qua e là. Questo da quando NonèAncoraMiaMoglie un giorno l'ha fatto sistemare sulle sue ginocchia e gli ha raccontato la storia di un zuvnot, un giovanottino con una barba lunga tanto e dei bei baffoni diritti e appuntiti.
"Te immagina questo ragazzetto, all'epoca aveva giusto giusto vent'anni, pieno fino al collo di ormoni e ideali...non fare lo spiritoso, saranno anche passati anni ma ricordo ancora perfettamente il dolce marasma di quell'età, cafone che non sei altro! Immaginalo romantico, convinto, coinvolto. Pensalo che si prende un caffè con Mazzini e si beve l'amaro a bancone con Garibaldi mentre tutto intorno impazzano le battaglie e ogni giorno si contano gli amici morti. Oh, però non pensare mica che stesse sempre a cazzeggiare al bar o a scrivere il suo diario come Camillo, tutt'altro! Era uno che battagliava parecchio lui, anche con la febbre, andava in prima linea e si spostava nelle zone calde. Tu però, quando ti viene da ridere pensando a come suonano pomposi i suoi versi, ricordalo così, come un ragazzo appassionato che a 22 anni è morto per una stupida infezione: era stato colpito inavvertitamente dalla baionetta di un compagno, la ferita si era infettata ed era stato necessario amputargli una gamba. Nonostante tutto ciò, è morto una mattina di luglio che non erano ancora le otto. Non so a te, che sei un cinico pelozozzo, ma a me fa tenerezza, perché era di sangue e ossa, perché non ha fatto in tempo a vedere nulla di quello per cui stava lottando, perché a quelle cose lì, lui, ci credeva davvero senza retorica o cosa...ha detto siam pronti alla morte e per lui così è stato. Mica come i cinni di adesso che gli togli il telefonino e vanno in paranoia emotiva e non mi mangiano e non mi dormono...Cioè, qui parliamo di sudore e passione mica di avvenimenti polverosi e battaglie da imparare a memoria...che oltretutto, se così fosse, saresti spacciato in partenza visto che non ricordi nemmeno di che razza sei."
Bootylicious, che durante il racconto ha progressivamente assunto la forma di ciambella, non reagisce neppure alla molestia verbale gratuita perpetratagli da NonèAncoraMiaMoglie. Ha gli occhi chiusi e dal tremolio del nasorosa capisco che sta sognando, così come gli ha suggerito la mia puntuta Signora.
"Sì ma...come la mettiamo con il ritmo da marcetta di paese?" intervengo io a bassa voce, per non svegliare il volo di Bootylicious.
"Novaro lo faccio domani, mi pare che per oggi i neuroni di Booty siano stati già troppo sollecitati e non vorrei consumarglieli."
Bootylicious annuisce nel sogno, irrigidendo i baffi come quelli del dipinto di un zuvnot esistito proprio per sul serio.

