Friday, April 06, 2007

Marito è sposato con Moglie e io sono sposata a loro.
"Sei il nostro gioiello" mi dice sempre, facendomi arrotondare di gioia e d'affetto.

Marito mi ha chiamato Umeboshi il giorno che gli ho detto che sono una PrugnaSecca, mora e sottile.
Ha suggerito, visto il mio carattere accomodante, che fossi sì una prugna secca ma salata.
A me è piaciuto molto, sono salata in effetti: lo è il mio avambraccio, adesso che lo lecco per assaggiarmi, e lo è la mia faccia.
S(aporita)alata

Marito ha parole precise e decise ma sempre rispettose e affettuose, ci intendiamo al volo ma ci divertiamo a spiegarci in lunghissimi giri e discorsi ché logorroici lo siamo entrambi per passione e per malattia. Ci punzecchiamo la testa, a cena sediamo vicini perché lui possa frustarmi con il tovagliolo mentre io gli rubo le patatine fritte che non ordino mai, disegnamo di fronte sotto la stessa luce ascoltando Corelli e Bach. Condividiamo una stessa laurea inutile, con lo stesso relatore, e ovviamente la stessa Moglie, ex compagna di classe di entrambi seppure in momenti diversi. La nostra è un'unione bianca perché, come spesso ci ripetiamo, il matrimonio è la tomba del sesso e visto che siamo ormai sposati non se ne fa più nulla.
Io Marito e Moglie li risposerei anche domani.
Marito mi osserva e mi scopre sorridendo, dice che vivo come in un romanzo, con la stessa spinta, e dice che spera che non stia riscrivendo una nuova Anna Karenina.
Dice che se cadrò dalle scale, visto che spesso mi ci butto, lui cercherà di essere lì.
A prendermi, perché non mi faccia troppo male.

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