Thursday, April 19, 2007
Mi sono sposata in Banca, firmando in calce a un conto cointestato.
Ho divorziato al Pra, autografando l'atto di vendita de LaVespa acquistata per ben 1 euro.
Ho sognato per tanto tempo il mio abito da sposa, i colori, la stoffa, le scarpe, i suoni di fondo.
La stagione, il luogo, il mio umore di quel giorno. Il modo in cui me l'avrebbero chiesto, la mia faccia, l'anello.
Poi mi sono addormentata sui miei sogni e non ci ho pensato più.
Sono giorni sovrappensiero.
Facendo manovra ho cozzato contro a un palo, fermo peraltro, in un parcheggio grande come una piazza d'armi. Il giorno dopo ho ricaricato un numero di cellulare che non è il mio. So però con certezza che non sbaglierò a nutrire il mio gatto perché Bootylicious è difficilmente confondibile con qualsiasi altro felino, causa pelozozzo e cicatrice di famiglia sul nasorosa.
Per dipanare i miei densi pensieri usavo l'immagine di un serpente che srotolavo man mano districando le sue spire. Ora ho cominciato a usare un mattarello che spiana una sfoglia, che la stende e la rende sottile, appianando i grumi e lisciando le asperità.
Funziona.
Ragiono i miei giorni in termine di funziona e nonfunziona ma attendo mio malgrado i giorni dell'Onda, quella che verrà a travolgere la mia immobilità apparente.
Struggente, oh quanto.
Ho divorziato al Pra, autografando l'atto di vendita de LaVespa acquistata per ben 1 euro.
Ho sognato per tanto tempo il mio abito da sposa, i colori, la stoffa, le scarpe, i suoni di fondo.
La stagione, il luogo, il mio umore di quel giorno. Il modo in cui me l'avrebbero chiesto, la mia faccia, l'anello.
Poi mi sono addormentata sui miei sogni e non ci ho pensato più.
Sono giorni sovrappensiero.
Facendo manovra ho cozzato contro a un palo, fermo peraltro, in un parcheggio grande come una piazza d'armi. Il giorno dopo ho ricaricato un numero di cellulare che non è il mio. So però con certezza che non sbaglierò a nutrire il mio gatto perché Bootylicious è difficilmente confondibile con qualsiasi altro felino, causa pelozozzo e cicatrice di famiglia sul nasorosa.
Per dipanare i miei densi pensieri usavo l'immagine di un serpente che srotolavo man mano districando le sue spire. Ora ho cominciato a usare un mattarello che spiana una sfoglia, che la stende e la rende sottile, appianando i grumi e lisciando le asperità.
Funziona.
Ragiono i miei giorni in termine di funziona e nonfunziona ma attendo mio malgrado i giorni dell'Onda, quella che verrà a travolgere la mia immobilità apparente.
Struggente, oh quanto.
Comments:
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dato che "spire" e "serpente" mi ricordano sempre la teoria dell'eterno ritorno di Nietsche, preferisco di gran lunga il mattarello e la pasta, specie pregustanto un invito per una buona lasagna comelesapetefaresolovoi! (utopistico sogno, ma la besciamella con il ragù han già invaso il mio subconscio tipo blob)
Per l'Onda ti trascrivo un pezzo di una canzone
"Mai quest'onda, mai mi affonderà, gli squali non mi avranno mai..."
Essenziale oserei dire perchè se stai sulla spiaggia ad aspettare l'onda ma non preparato, quando arriva può solo portarti via e non è bello...
...Yum...onde di bescimella e ragù....
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Per l'Onda ti trascrivo un pezzo di una canzone
"Mai quest'onda, mai mi affonderà, gli squali non mi avranno mai..."
Essenziale oserei dire perchè se stai sulla spiaggia ad aspettare l'onda ma non preparato, quando arriva può solo portarti via e non è bello...
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