Wednesday, May 23, 2007

Terrazza incastonata.
Mentre parliamo di tuttunpo' mi mostri la tua Quercia, piccola ma già riconoscibile, e altrettanto fiero mi indichi l' Acacia di Moglie. Mi tolgo le ballerine rosse per sedermi più comoda, a gambe incrociate su queste piastrelle scaldate dalla giornata afosa che scende piano, accendiamo l'ennesima sigaretta.
Io ti dico, tu mi dici, noi parliamo.

Bootylicious miagola forte per farsi aprire, come ieri notte, da quando si sente vecchio non usa più le vie atletiche tipo la finestra o IlGlicine. Miagola e io gli apro.
Poi mi conduce in cucina, facendomi lo slalom tra i piedi, fermandosi di botto senza motivi apparenti, mi traghetta fino alla ciotola e miagola, ancora più forte.
Ci guardiamo per un po', gli ripeto che è grassoticcio e che se vuole avere un pelo più bello deve rivedere i suoi orari di nutrizione, lui finge di non capire e miagola, ancora e ancora più forte.
Mi segue quando mi sposto altrove, tediata dall'adorazione della ciotola, miagola, miagola e miagola forte.
Così gli riapro la porta e lui si infila dritto come un fuso nella notte di ortensie e uvaturca.

Mi hanno chiesto: hai fatto un incidente?
No, la fiancata de LaVespa è rientrata e ammaccata dalla forma dei miei piedi, con anfibi o no.
Le mattine in cui la uso indulgo nel piacere infantile ma catartico di calciarla senza pietà alcuna quando dopo settanta colpi di pedale non si decide a partire. O parte e si spegne subito. O parte, sta accesa finché non infilo casco, sciarpina, musica, per spegnersi non appena sente il peso del mio culo sul sellino.

Mi dicono: ti voglio bene.
Orpo. Son spiazzata, lo ammetto, non c'ero più abituata.
Posso rispondere senza parole, semplicemente continuando a cucinare per voi?

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