Tuesday, July 31, 2007

There is no harm in falling down
Only in not picking yourself up again

La prima volta che mi chiami micia ti esplodo a ridere in faccia e tu, un po', ti ritrai.
Hai l'espressione dubbiosa, non hai ben capito che cos'è che mi fa sghignazzare greve.
"Uè...micia!" scimmiotto con improbabile accento similmilanese e scoppio nuovamente a ridere.
Tu mi guardi perplesso, te l'ho spiegato prima, trequarti di quel che dico son cazzate, non diventare serio quando rido o quando devi rispondere a una domanda che ti ho fatto.
Pigliala dolce.
Quando mi dici che mi porterai in vacanza con te tra una settimana, quando mi dici che domani andremo in piscina, o al mare, o dovunque io voglia andare, quando dici che mi regalerai una cintura. Io cerco di mettere a fuoco quella che porti e ti chiedo:"Spero uscendo dai tuoi soliti gusti" e gniafaccio, mi rimetto a ridere, penserai che sono scema.
Dopo avermi scrutato di sottecchi per un po' mi dici che sono strana. Non so, detto da uno con la cintura turchese con borchie smaltate bianche mi fa tornare da ridere.

Non crederò a una beneamata fava di quel che mi dirai per cui divertiti, rilassati, reinventati, fingi di essere quel che ti senti, vediamo se fa pendant con il come mi sento io, spara.
Perfetto, facevi il modello ma poi hai seguito interessi diversi e ora lavori in quell'azienda di vernici, 6 uomini e 58 donne. Fico!
Tua madre ha vinto sette volte MissRegione e tre volte MissProvincia, questo lo dici tutto d'un fiato con fierezza e poi ti intrippi dieci minuti a cercare nel cellulare una sua foto da farmi vedere.
Faccio in tempo a scorrere una teoria di frame della tua vita che mi inchiodano lì, senza riuscire a staccare gli occhi, ipnotizzata: tu in palestra, tu a Torremolinos, tu in Puglia, tu a casa, tu in garage, tu con inserireunosfondoqualsiasiapiacere dietro. E poi, certo, la tua cagnolina.
A parte il naso assomiglia al Piccolo Assistente di Babbo Natale dei Simpson.

In macchina penso che forse sei un po' disturbato, spiegami altrimenti perché un cristiano deve tenere nel bracciolo dell'auto una scorta di chicles come la tua. Ci saranno stati almeno sei pacchetti diversi tutti ordinatamente riposti con l'apertura dalla stessa parte. Tu addirittura ne scegli uno per me come un sommelier di sticazzi. Tiri fuori dal cruscotto una foto grande di tuo padre e tua madre da mostrarmi e io ritorno improvvisamente lucida , comincio ad appuntarmi maniacalmente quasiasi particolare da poter poi riferire a Marito. Credo che mi prenderà molto in giro. Guardo la foto per un po', diventi contento quando ti dico che sei tutto tua madre e poi aggiungi che micia non l'avevi mai detto prima se non a lei. Invischiata come sono nel mio di edipo, quando sento questa frase mi viene su un risolino isterico.

Ma poi.
Quando ci baciamo sento rumore bianco e non penso a niente, sei solo schiena, braccia, culotondo.

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