Sunday, January 27, 2008

Expect poison from the standing water
[W.Blake]

Le parole che non dico mi avvelenano, mi ammalano, mi indeboliscono.
Mi scorrono dentro in frasi perfette di grammatica, ortografia e senso compiuto, le vedo scriversi nella mia mente come sotto dettatura e posarsi apparentemente innocue sui miei gangli vitali, ammorbandoli.
Sanno di marcio, di rabbia, di schifo, sono livore verdastro che schizza le pareti bianche della mia volontà di vivere bene.
Macchiano le mie labbra come vino tinto e greve, mi imputridiscono dentro finché la puzza diventa insopportabile. Bloccano le mie dita che ne scriverebbero per liberarsene, chiudendole dentro un foglio bianco da Salvare con Nome il più volgare possibile.
Ho lamette sulla lingua e mando giù sangue, non restare lontano proprio adesso che è il Tuo Turno, vieni a prendere quel che ti spetta, quel che mi hai chiesto, vieni ad ascoltare quel che voglio vomitarti in faccia.
E' roba tua, non mia.

Comments:
niente di piu' facile nell'era della comunicazione totale odierna...una mail, una telefonata, perfino una raffica di sms...lascia che il marciume invada altri, non te...tu sei la prima persona da tutelare, difenditi e dai cio' che spetta a chi ne ha...diritto... ;o)

PS: grazie...ricevuto il tuo messaggio sul mio blog...
 
Post a Comment

<< Home

This page is powered by Blogger. Isn't yours?