Monday, February 11, 2008
One must ask children and birds how cherries and strawberries taste.
[J.W. Goethe]
Me li mangerei tutti quanti questi bimbi, altro che UomoNero.
Piuttosto state attenti alla DonnaNera che si ciba delle vostre risate, dei vostri mocci, delle manine sporche e dei vostri inoppugnabili ragionamenti.
E' tutto perfettamente logico, sicuro, fondato, è tutto solido e inconfutabile, l'ha detto mia mamma, l'ha detto mio papà, l'ha detto mio cugino quello grande che ne ho anche uno piccolo che ha la mia età ma è più basso.
Quindi?
Quindi niente, lui non vale.
Ah.
Miriam che prima non voleva gioca sempre molto vicina alla maestra ed è sempre svelta a nascondere il sorriso che le spunta più spesso di prima. Le sono cresciuti i capelli e anche la voce.
Alice non parla ma tira pugni e testate per poi guardarti innocente con gli occhioni blu sgranati che ricordavo. La maestra mi dice che la preoccupa, mi spiega che non disegna volentieri e mi mostra qualcosa di suo. Alice non fa case allampanate, mammeppapà o cani plurizamputi, lei disegna spazi geometrici in cui i colori, scarabocchiati con rabbia impressa nel tratto, si fondono armonici come sfumature volute e ricercate.
Non so cosa significhi e non riesco a captarci una patologia: è semplicemente il disegno di una bambina di 4 anni più bello che abbia mai visto.
Ma sarà che invidio chi usa bene i colori visto che io disegno quasi sempre in bianco e nero.
Giorgia è violenta, manesca e petulante. Insopportabile nello strattonarmi, strapparmi le cose di mano, picchiare gli altri bambini e chiedere amore in questa maniera allucinante.
Oggi teneva sollevati i capelli per farsi allacciare la Maschera del Fuoco che ha voluto per bruciare tutti però te per prima, e il suo collo sottile, implume e fragile mi ha ricondotto alla velocità del lampo ai suoi cinque anni scarsi.
Com'era avere 5 anni?
A me sembrava di avere dentro tutti i pensieri del mondo, di aver afferrato il senso della vita.
E se questi piccoli scrigni contengono anche loro queste gioie di assoluto?
Che ne so io che prima insegnavo agli adulti e in questo universo di abiti minuscoli che non so nemmeno slacciare ho sempre paura di dire o fare qualcosa che non si può?
Loro, pazienti, ogni volta mi ripetono la stessa risposta: qui non c'è nulla che non si possa dire o fare. Gioca.
[J.W. Goethe]
Me li mangerei tutti quanti questi bimbi, altro che UomoNero.
Piuttosto state attenti alla DonnaNera che si ciba delle vostre risate, dei vostri mocci, delle manine sporche e dei vostri inoppugnabili ragionamenti.
E' tutto perfettamente logico, sicuro, fondato, è tutto solido e inconfutabile, l'ha detto mia mamma, l'ha detto mio papà, l'ha detto mio cugino quello grande che ne ho anche uno piccolo che ha la mia età ma è più basso.
Quindi?
Quindi niente, lui non vale.
Ah.
Miriam che prima non voleva gioca sempre molto vicina alla maestra ed è sempre svelta a nascondere il sorriso che le spunta più spesso di prima. Le sono cresciuti i capelli e anche la voce.
Alice non parla ma tira pugni e testate per poi guardarti innocente con gli occhioni blu sgranati che ricordavo. La maestra mi dice che la preoccupa, mi spiega che non disegna volentieri e mi mostra qualcosa di suo. Alice non fa case allampanate, mammeppapà o cani plurizamputi, lei disegna spazi geometrici in cui i colori, scarabocchiati con rabbia impressa nel tratto, si fondono armonici come sfumature volute e ricercate.
Non so cosa significhi e non riesco a captarci una patologia: è semplicemente il disegno di una bambina di 4 anni più bello che abbia mai visto.
Ma sarà che invidio chi usa bene i colori visto che io disegno quasi sempre in bianco e nero.
Giorgia è violenta, manesca e petulante. Insopportabile nello strattonarmi, strapparmi le cose di mano, picchiare gli altri bambini e chiedere amore in questa maniera allucinante.
Oggi teneva sollevati i capelli per farsi allacciare la Maschera del Fuoco che ha voluto per bruciare tutti però te per prima, e il suo collo sottile, implume e fragile mi ha ricondotto alla velocità del lampo ai suoi cinque anni scarsi.
Com'era avere 5 anni?
A me sembrava di avere dentro tutti i pensieri del mondo, di aver afferrato il senso della vita.
E se questi piccoli scrigni contengono anche loro queste gioie di assoluto?
Che ne so io che prima insegnavo agli adulti e in questo universo di abiti minuscoli che non so nemmeno slacciare ho sempre paura di dire o fare qualcosa che non si può?
Loro, pazienti, ogni volta mi ripetono la stessa risposta: qui non c'è nulla che non si possa dire o fare. Gioca.
Comments:
<< Home
ahah!
che scemi che siamo noi adulti...passiamo tutta la vita a cercare d'imparare qualcosa che in fondo, guardando i bambini, scopriamo di aver gia' saputo...e' dimenticato.
Fa nascere un sorriso ed insieme e' avvilente...non trovi?
un abbraccio.
che scemi che siamo noi adulti...passiamo tutta la vita a cercare d'imparare qualcosa che in fondo, guardando i bambini, scopriamo di aver gia' saputo...e' dimenticato.
Fa nascere un sorriso ed insieme e' avvilente...non trovi?
un abbraccio.
a me fa molto sorridere in realtà, mi fa pensare che non tutto è perduto ma solo nascosto in fondo in fondo :)
un abbraccio a te.
Post a Comment
un abbraccio a te.
<< Home


