Wednesday, April 02, 2008

In three words I can sum up everything I've learned about life: "It goes on"
[R.Frost]

Prima è il sole che tramonta ad aggredirmi gli occhi in autostrada rendendo tutto confuso ed estivo, poi è il vento che mi investe di petali come manciate di coriandoli, bianchi e in seguito rosa ché qui non si bada a spese.
Una volta a casa Il ConiglioDelCilindro, in combutta con l'Irriverente Booty, mi accoglie sulla porta picchiettando sull'orologio e facendo una smorfietta come di rimprovero.
Sono in ritardo, lo so, arrivo sempre luuunga, so anche questo ma fingo che no, magari funziona.
Booty non mangia più alcun tipo di pappa morbida, non gli interessa il gusto, la marca, l'etichetta, non gli frega niente neanche delle mie lacrime di sconforto quando mi inginocchio materna di fianco alla ciotola per convincerlo che la pappa è buona e quindi va mangiata tutta.
Anzi, di solito si fa un po' indietro per lasciarmi lo spazio di mostrare nei fatti che non sto dicendo castronerie e che gradisco abbuffarmene a quattro palmenti.
Questa primavera è schizofrenica, è come Hollow Man, è come la sensazione perenne di aver scordato qualcosa di fondamentale quando invece ho fatto tutto. Certi giorni il sole mi manda a mille facendomi allargare le narici a mò di toro per cibarmi di qualsiasi odore a portata di naso. Certi giorni questa luce è un uncino che mi aggancia nel più profondo e mi tira su di tuttunpo ricordando la felicità, struggente perché screziata di dolore, di giornate primaverili dell'anno passato.
Il Lunedì mi alzo presto e mi sveglio senza fretta mentre vado dai bimbi sui monti, ascoltando la radio e guardando la neve sulle punte più lontane. Uso il corpo, sudo, torno a casa con le tracce di trucco rosso o bianco sotto le unghie e ogni muscolo che urla la mia età.
Il Mercoledì mi tiro su tardi e in macchina canto con voce sguaiata mentre in mente ripasso il codice, gli esercizi e le eventuali domande che potrebbero farmi. Uso la testa, sto diritta e impeccabile e modulo la mia voce su un bassotranquillizzante per tradurre al meglio le cose difficili che stiamo facendo.
E' dicotomico, a volte preparo complesse funzioni e riccioli mentali e altre volte coloro con i pennarelli mentre penso a delle varianti del lupo di ghiaccio.
Fatico ancora a mettere sedute alla stessa tavola Testa e Corpo ma il fatto che debbano comparire in giornate così ravvicinate tra loro fa sì che abbiano imparato ad alternarsi sempre più velocemente, confondendo anche me.
Talvolta infatti mi capita di non distinguerle, come se avessero la stessa faccia.

La notte mi sveglio sul divano, spengo le luci e, quando non russa, sollevo Booty e lo porto a letto con me.

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