Friday, May 23, 2008

I love acting.
It is so much more real than life.
[O.Wilde]

Il bambino siede composto sull'alta sedia da maestra, appoggia le braccia sottili sui braccioli e tende la faccia in avanti verso le dita leggere di Bianca che lo truccano di rosso e di bianco.
"Allora, qual è il compito di oggi?" chiede lei.
"Divertirsi" risponde il bambino, sorridendo mentre si alza per raggiungere i suoi compagni già truccati.

A braccetto, per ultime, scendiamo verso la Piazza dove sono già tutti riuniti in attesa di iniziare la festa cantando l'Inno Nazionale. Sotto la grigia luce di oggi il nostro rosso è più vivo che mai e il clima di festa ha contagiato anche la mia inutile apprensione.
I miei piedi saltellano mentre attraversiamo genitori e bimbi curiosi.

Sotto l'afoso tendone approntato al volo per ripararsi dalla pioggerellina che non smette sento un incredibile brusio e non ho spazio per muovermi, girarmi, aprire la valigia.
Non trovo la bacchetta da direttore d'orchestra ma grazie al cielo sono in trance, un po' per il risveglio antelucano e un po' per la tensione della giornata, per cui non mi dispero come normalmente avrei fatto. Non vedo molto, ho il campo visivo limitato a pochi metri, tutto il resto sono colori confusi che attorniano le scene che veloci mi passano nello sguardo.
Alice ha la maglietta che le arriva sotto al ginocchio, Esther che non doveva esserci invece sta in prima fila strattonata dalle maestre perché stia ferma, Davide ha tagliato ancora i capelli e oggi non porta gli occhiali rossi.
Poi sono bravissimi: cantano a squarciagola, si muovono con me facendo la paperastupida, il giro su loro stessi senza ribaltarsi con effetto domino, ridono come matti. Sulla nota finale saltano e lanciano un urlo di gioia e io li abbraccerei tutti quanti uno per uno, che bravi che si son ricordati tutte la parole.

La mia Punta di Piramide oggi è felice da morire: con lui ci sono il padre, che l'altro giorno in piazza ha visto le prove generali dall'alto tetto su cui stava lavorando, e incredibilmente il fratello maggiore, dimagrito ma sorridente.
Nessuno dei due in teoria doveva esserci e invece eccoli entrambi, tra i primi a farsi allungare gli occhi con il kajal per simulare gli occhi degli Acrobati Cinesi.
Quando la Piramide è completa Dzasim sfida l'apprensiva MaestraLaura e allarga entrambe le braccia per accogliere l'applauso della gente raccolta sotto il palco e con un lieve movimento del corpo mi fa sentire che almeno per un attimo non desidera le mie braccia che lo sostengono, vuole fare da solo per mostrare tutta la sua spericolatezza.
I clown sono meravigliosi, si stanno divertendo e si vede perché per la prima volta sento le loro voci squillare alte e i loro gesti veri e non recitati, il finto pestone che ci passiamo in catena fa tremare il palco di legno e le loro risate sono stupide quando dopo essere entrati in scena diamo le spalle al pubblico mostrandogli il culo.
Il tableau vivant soffre una piccola crisi quando uno dei componenti si rifiuta di entrare, si vergogna e non vuole nemmeno dandomi la mano, preferisce rimanere di lato sul palco, senza fare nulla. Il secondo quadro lo compongo io dando forma ai bimbi timidi che non osano mettersi le dita nel naso, tirarsi i capelli, guardarsi l'un l'altro con facce assurde. La gente ride ma loro rimangono impassibili finché la voce di Bianca da sotto il palco non ci da il rompete le righe.
Il nostro MiniCirco ha trascinato fuori dal tendone la gente, ha zittito il Preside arrabbiato per questo colpo di mano, ha reso felici tutti i miei bimbi e anche le maestre che con loro salgono sul palco per farsi meritatamente applaudire.

Una fila ininterrotta di bimbi come i topi del Pifferaio si snoda davanti a noi: l'errore di Bianca è stato quello di tirare fuori un palloncino e piegarlo a forma di sciabola per la faccia furba di Matteo, dopo quello c'è stata l'invasione.
Io non so fare i palloncini e quando mi ritrovo in mano una pompetta e un palloncino verde mi industrio a copiare i gesti che vedo ma sempre con l'oscuro timore che il palloncino mi scoppi in faccia. E infatti.
La bimba bionda mi chiede un cuore con due colombe dentro e io la rimpallo a Bianca perché tutto quel che riesco a produrre il più in fretta possibile per consumare questa fila di bimbi ansiosi sono sciabole, pistole laser e cani sbilenchi con la coda troppo lunga.

Il sole non è mai apparso, il Lago è increspato dal vento che soffia ma è così come lo ricordo dall'estate scorsa ed è così alto da coprire con l'acqua lucente il gradino di pietra dal quale di solito mi tuffo. Il mio ripieno è una girandola di emozioni che non riesco a definire mischiate come sono al torpore che la minestra con il ragù dopo-spettacolo ha amplificato.
Appoggiata alla mia pietra preferita guardo le nuvole che corrono e per ognuna invento una forma prima che il vento se la porti via.

Comments:
orsu'...e' stato un successo, no?!?!
abbi pazienza...le girandole di emozioni prima o poi si risolvono...si sciolgono in un unico gran calore che ti invade e pervade e qualunque sia la loro origine...e' solo un bene.
un abbraccio :o)

ps: ma Booty come sta...?
 
ma sì che è andata! :)
è come dici tu, questa girandola sta rallentando e mi pare di vedere meglio, sperem...
Booty dimagrisce ma è in formissima, sta fuori tutto il giorno e anche quando piove!
un abbraccio a te, stai bene!
 
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