Tuesday, December 23, 2008
Fuori c'è un buon odore, sembra già primavera.
Non preoccuparti che andrà tutto bene.
[Marito via sms]
Il soffitto è basso o forse sono io troppo alta, fatto sta che ogni volta che passo sotto le ghirlande natalizie che lo adornano il mio cappello a punta ci si impiglia rischiando di farmi cadere all'indietro.
Il costume da albero di natale, pieno di palline argentate che perdo ogni tanto, puzza del sudore di quelli che l'hanno indossato prima di me e da oggi in poi anche del mio. I pantaloni sono troppo lunghi e larghi e mi scivolano in vita, infilandosi sotto i piedini di gomma.
I bambini e gli adulti emettono estatici ohhhh di meraviglia per quanto sono in alto e cammino con disinvoltura in mezzo agli scaffali, entrando e uscendo dai negozi dove dono di straforo caramelle alle stanchissime commesse.
Il ginocchio stride e ogni pausa è benedetta, mangio anch'io le caramelle che dovrei distribuire e osservo ammirata il Fauno che al mio fianco salta e zompetta spaventando i bimbi più piccoli con le sue inspiegabili corna.
Di questi ultimi incontri prima dell'anno nuovo ricorderò le facce ammirate dei miei bimbi che guardano incantate le marionette che muovo sopra la cattedra. Alcuni sono indecisi se guardare me o le marionette ma le seconde ben presto vincono.
Ricorderò la cena con te alla Locanda, la giornata a raccogliere legni bagnati su una spiaggia chiusa fino alla prossima estate, il Lago brumoso e argentato, il fatto che non ho mai sentito ansia.
I conti non tornano comunque in questo gioco del cazzo in cui tutti parlano di tutti, ovviamente alle spalle. Passato il primo momento di indignazione fiammeggiante, in cui il proposito primario era quello di vendicarmi dicendo anch'io quel che so, mi sono sentita una bambina delle elementari e ho pensato non è cosa.
Eppure, l'aver graziato alcuni immeritevoli non li ha dissuasi dal continuare a dire e fare come se niente fosse e così sono costretta a tacitare il mio stomaco a forza di noblesse oblige.
Confido che il Karma saprà generosamente restituire quel che viene messo in circolo e quel che invece no.
Scalpito con le gambe pesanti, qui urge un calendario ancora intonso da arredare man mano, con fiducia, con coraggio, con qualche botta di culo che fin qui non è mancata.
Non servi tu che peraltro sei partito per altri lidi appena ne hai avuto l'occasione, in fin dei conti abbiamo diviso alcool e benzina, non le nostre vacanze.
Non servi tu che per orgoglio o sadiocosa ti sei rintanato nella tua vita da sexy shop, laida e spaventevole per me che rimango candida.
Non servono loro, incasinati con le loro vite tanto da buttartele addosso non appena capita.
La mia tana, Bootylicious, la mia verde speranza, il mio ottimismo appena appannato.
Riparto da qui.
Non preoccuparti che andrà tutto bene.
[Marito via sms]
Il soffitto è basso o forse sono io troppo alta, fatto sta che ogni volta che passo sotto le ghirlande natalizie che lo adornano il mio cappello a punta ci si impiglia rischiando di farmi cadere all'indietro.
Il costume da albero di natale, pieno di palline argentate che perdo ogni tanto, puzza del sudore di quelli che l'hanno indossato prima di me e da oggi in poi anche del mio. I pantaloni sono troppo lunghi e larghi e mi scivolano in vita, infilandosi sotto i piedini di gomma.
I bambini e gli adulti emettono estatici ohhhh di meraviglia per quanto sono in alto e cammino con disinvoltura in mezzo agli scaffali, entrando e uscendo dai negozi dove dono di straforo caramelle alle stanchissime commesse.
Il ginocchio stride e ogni pausa è benedetta, mangio anch'io le caramelle che dovrei distribuire e osservo ammirata il Fauno che al mio fianco salta e zompetta spaventando i bimbi più piccoli con le sue inspiegabili corna.
Di questi ultimi incontri prima dell'anno nuovo ricorderò le facce ammirate dei miei bimbi che guardano incantate le marionette che muovo sopra la cattedra. Alcuni sono indecisi se guardare me o le marionette ma le seconde ben presto vincono.
Ricorderò la cena con te alla Locanda, la giornata a raccogliere legni bagnati su una spiaggia chiusa fino alla prossima estate, il Lago brumoso e argentato, il fatto che non ho mai sentito ansia.
I conti non tornano comunque in questo gioco del cazzo in cui tutti parlano di tutti, ovviamente alle spalle. Passato il primo momento di indignazione fiammeggiante, in cui il proposito primario era quello di vendicarmi dicendo anch'io quel che so, mi sono sentita una bambina delle elementari e ho pensato non è cosa.
Eppure, l'aver graziato alcuni immeritevoli non li ha dissuasi dal continuare a dire e fare come se niente fosse e così sono costretta a tacitare il mio stomaco a forza di noblesse oblige.
Confido che il Karma saprà generosamente restituire quel che viene messo in circolo e quel che invece no.
Scalpito con le gambe pesanti, qui urge un calendario ancora intonso da arredare man mano, con fiducia, con coraggio, con qualche botta di culo che fin qui non è mancata.
Non servi tu che peraltro sei partito per altri lidi appena ne hai avuto l'occasione, in fin dei conti abbiamo diviso alcool e benzina, non le nostre vacanze.
Non servi tu che per orgoglio o sadiocosa ti sei rintanato nella tua vita da sexy shop, laida e spaventevole per me che rimango candida.
Non servono loro, incasinati con le loro vite tanto da buttartele addosso non appena capita.
La mia tana, Bootylicious, la mia verde speranza, il mio ottimismo appena appannato.
Riparto da qui.

