Monday, May 25, 2009
We are such stuff as dreams are made on
and our little life is rounded with a sleep
[W. Shakespeare]
Cane non mangia cane.
Io invece non mangio carne e forse dovrei visto che sono molle siccome budino, perfino più della pancia di Booty che con la stagione calda è dimagrito e giace sciolto in giardino senza nemmeno la forza di addormentarsi con il muso nella ciotola delle crocchette.
Il frigorifero lo apro poco e mi nutro di olive, patatine e arachidi ché di cucinare con questo caldo non se ne parla proprio.
In cauda venenum.
Mi muovo a disagio, sembra che questo conto da pagare non finisca mai eppure sono questioni vecchie di un anno fa, gli argomenti sono lisi e invecchiati come le cinghie dei miei trampoli, costruite male e in fretta, con la prospettiva di durare poco fin dalla nascita.
Non ho più voglia di scoprire o venire a sapere che, ho sempre le lacrime a fior di pelle per la sgradevolezza della situazione.
Ma in fondo ho letto da qualche parte che cane non mangia cane, capisco e m'adeguo.
Per aspera ad astra.
I due talismani che ho dipinto sui miei trampoli continuano ad amarmi.
Nonostante le cinghie consumate, la gomma strappata, i piedini di gomma da cambiare e il legno scheggiato, il mio paio di gambelunghe ha ancora su di me un effetto calmante e rinvigorente.
Sudo e mi sciolgo dentro questa afa guardando stupita e felice i progressi dei nuovi trampolisti che fin dal primo giorno hanno camminato, volteggiato, sono caduti e si sono rialzati.
Vedere che sono già così sicuri mi sprona a migliorarmi, che almeno si veda un po' la differenza d'anzianità!, e così mi diverto a sperimentarmi con la complicità di questo strano gruppo.
Sono la prima a salire e l'ultima a scendere, quando ormai gli altri sono già stesi sull'erba o si passano le forbici per tagliare il nastro attorno ai piedi, mi siedo sull'asta di ferro che serve per sollevarsi e godo del fresco che sale dall'erba quando il sole scende.
and our little life is rounded with a sleep
[W. Shakespeare]
Cane non mangia cane.
Io invece non mangio carne e forse dovrei visto che sono molle siccome budino, perfino più della pancia di Booty che con la stagione calda è dimagrito e giace sciolto in giardino senza nemmeno la forza di addormentarsi con il muso nella ciotola delle crocchette.
Il frigorifero lo apro poco e mi nutro di olive, patatine e arachidi ché di cucinare con questo caldo non se ne parla proprio.
In cauda venenum.
Mi muovo a disagio, sembra che questo conto da pagare non finisca mai eppure sono questioni vecchie di un anno fa, gli argomenti sono lisi e invecchiati come le cinghie dei miei trampoli, costruite male e in fretta, con la prospettiva di durare poco fin dalla nascita.
Non ho più voglia di scoprire o venire a sapere che, ho sempre le lacrime a fior di pelle per la sgradevolezza della situazione.
Ma in fondo ho letto da qualche parte che cane non mangia cane, capisco e m'adeguo.
Per aspera ad astra.
I due talismani che ho dipinto sui miei trampoli continuano ad amarmi.
Nonostante le cinghie consumate, la gomma strappata, i piedini di gomma da cambiare e il legno scheggiato, il mio paio di gambelunghe ha ancora su di me un effetto calmante e rinvigorente.
Sudo e mi sciolgo dentro questa afa guardando stupita e felice i progressi dei nuovi trampolisti che fin dal primo giorno hanno camminato, volteggiato, sono caduti e si sono rialzati.
Vedere che sono già così sicuri mi sprona a migliorarmi, che almeno si veda un po' la differenza d'anzianità!, e così mi diverto a sperimentarmi con la complicità di questo strano gruppo.
Sono la prima a salire e l'ultima a scendere, quando ormai gli altri sono già stesi sull'erba o si passano le forbici per tagliare il nastro attorno ai piedi, mi siedo sull'asta di ferro che serve per sollevarsi e godo del fresco che sale dall'erba quando il sole scende.

