Tuesday, February 16, 2010

You must stay drunk on writing so reality cannot destroy you.
[Ray Bradbury]

Avevo perso la fiducia nelle parole, ebbene sì.
Sarà per questo che per molto tempo mi è venuto semplice passare giorni e giorni con i Camaleonti, in infinite riunioni riassumibili in quattro concetti in cui segnavo invece che parlare.
E così, mano a mano, mi sono volutamente disabituata alle parole.
Mi sono trincerata in un silenzio spensierato, non ho più saputo dire di me nemmeno a me stessa.
Ho smesso di leggere, ho smesso di scrivere, ho smesso di amare parole.
Ma poi ho ricevuto una mail.
Una mail che ho già riletto infinite volte e che ogni volta è come se ripassasse la china dei miei contorni facendomi sentire sempre meno sbiadita, più presente.
Ho letto parole che credo, le ho sentite con queste orecchie, come se mi fossero state dette di persona.
E d'improvviso le mie parole, quelle che avevo perso, sono tornate tutte insieme come uno stormo di gabbiani, mi si affollano tutto intorno, mi sgorgano e io le assecondo lasciandole uscire, finalmente vive e scalcianti.

Sono caduta, sbram!
In terra.
Scivolando su un tappeto di coriandoli, attorniata da 150 bambini con relativi genitori. Non è vero che le coppie si separano, io c'ero, ho visto. C'erano tutti tutti, famiglie complete di mamme e papà, ho slalomato ogni singola coppia ed evitato per un pelo ognuno dei loro pargoli.
Poi però, ferma sul posto sono andata giù come una pera cotta, ginocchio, mano, culo.
Mi sono fatta tirare su di nuovo, ho continuato ancora un po' sui trampoli ma tutta la mia bellezza era svanita, tutta la mia irraggiungibilità, tutto il sogno che esistano davvero creature così alte! Sono ritornata di colpo un'animatrice maldestra caduta dai trampoli, spettinata e con il trucco un po' sciolto.
Cadere è stato un Punto a Capo.
Un po' come se fosse un punto di ripartenza perché nel vero senso della parola così in basso non ero scesa mai. Seriamente.
Nel tragitto del ritorno, livida sul culo e pesta nell'orgoglio, ho ripensato alla scena della mia caduta ma i particolari non mi erano chiari, come se non fosse stata la cosa più importante di questa esperienza.
"In fin dei conti - mi dicevo - è alfin successo, taaa daaaaa: Signori e Signore, sono caduta!
...e quindi? Che succede?"
Niente, sono caduta e non è successo niente se non qualche livido e la paura che sarei potuta cadere su uno di quei minuscoli bambini che amano infilarmisi in mezzo i trampoli.
Quei bimbi a ognuno dei quali ho stretto la manina morbidissima nell'accompagnarli sul palco per farsi votare nella Gara delle Mascherine. Alcuni erano così piccoli che i genitori me li hanno porti perché li facessi sfilare io tenendoli in braccio, leggeri e molto spesso irresistibilmente annegati dentro un costume di peluche.
Non ho mai sentito paura o inadeguatezza nel tendere le braccia per prenderli, non ho mai avuto il dubbio oddio, e se lo faccio cadere?, so maneggiare i bimbi, adesso ne sono certa.
Chloe e Alice mi stringevano le mani, una da una parte e una dall'altra, non diverse dai miei bimbi di Montagna. Appena mi inginocchiavo per essere ad altezza interlocutore venivo sommersa da manine curiose e slanci di bimbi, ci siamo richiusi su noi stessi come cospiratori per inventarci delle cose da dire nel microfono che quel rompipalle del committente ogni tanto passava a scipparmi. E quello stesso tappeto di coriandoli che mi ha fatto cadere mi ha fatto ricordare quanto mi piacessero le feste di carnevale dove giocavamo inseguendoci, tirandoci e rovesciandoci di tutto, cadendo nel farlo e sudando come bestioline. Mi fa ricordare che, come succede anche ora, finivo le feste con il trucco sparito, le parrucche storte, i costumi che non ricordavano neanche più il tema originale e i coriandoli ovunque, fin nelle mutande.
A fine festa, reduci stanchi, ci siamo seduti sui divanetti mentre i nonni del circolo arci cominciavano a spazzare la sala enorme, Francesca mi ha offerto una caramella al limone e Lapo me ne ha chiesta una alla fragola mentre Giovanni Uomo Ragno mi spiegava dettagliatamente come usare le bombolette per schiumare le bambine.
Mi chiedono cosa ci trovo io nei bimbi e penso che niente, son belli.


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