Friday, April 09, 2010

Da quanto tempo non ti vedo?
Dove sei stata, come stai?
[Mimmo il barista]

Sottile come le mie rughe mi guardo allo specchio prima di uscire, mi do l'ultima spruzzata di profumo e penso che come andrà andrà, a prescindere dai 15 anni passati, dalle antipatiche mail presenti, dal dolorino che sento ronzare in sottofondo.
Non ho paura del confronto di carriere, non ho paura di beltà altrui, ho soltanto timore di annoiarmi senza speranza e questo so di non potermelo permettere, non in questi giorni.
Mi carico, godo del sole calante, del saluto di Bootylicious, dei miei occhi brillanti, salgo in macchina, mi infilo le cuffie nelle orecchie e vado.
Ovviamente sono la prima ad arrivare.

Anche tu ovviamente sei la prima, proprio tu che sei quella che mi solleva più dubbi.
E proprio tu sei quella che trovo migliorata, più vicina, più smolla. Sei tu, sì, ma allo stesso tempo non più, gli anni ti hanno lasciata uguale ma allo stesso tempo ti hanno tolto rigidezza e la nuova flessibilità ti dona come non mai.
Invece la tua nuova burza non mi stupisce, è il chiaro emblema della tua sete da Bretone sfidanzato.
Te invece non ti conoscevo neanche prima e dunque non mi aspetto niente anche se sono vagamente all'erta poiché sei di quel Segno che in questo momento mi scombina con la sua alternanza di vicino/lontano, un on/off che non so applicare e che pertanto mi sconcerta e mi stizzisce nella misura in cui invece io appena noto qualcosa che mi interessa corro a guardarlo da più vicino.
Ma le chiacchiere sono leggere, ci raccontiamo di cosa siamo diventati però i discorsi seri cadono, atterrati da battute estemporanee e così i nostri scudi di cartapesta poiché con gioia mi accorgo che nessuno di noi era venuto qui bardato di tutto punto. Sono passati tanti anni e non ricordiamo perché ci siamo persi di vista ma nessuno dei quattro ha conti aperti con il Passato, anzi, siamo tutti disarmati e ridanciani sotto questo sole che scende su una delle vie principali, tra i tetti rossi e il traffico che poco a poco smette di rumoreggiare sotto le nostre voci che si accavallano.

Tu hai un appuntamento, tu corri a casa dal tuo fidanzo, io e te invece rimaniamo a finire lo spritz senza dirci più di tanto, non ci siamo quasi parlati iin presenza degli altri due ed è quasi sottinteso che rimarremo qui anche per il terzo giro, a dirci le cose veramente importanti anche se ci stiamo conoscendo davvero qui e ora.
Mi scopro, ti dico, mi rivelo e dal tuo sguardo capisco che ci sei, ascolti, ti stupisci e hai voglia di essere disvelato da me che ti chiedo. E così ti racconto cose dei miei ultimi anni che in realtà tu hai già immaginato, siamo in sintonia non so come e me la godo, così come godo dell'ammirazione stranamente affettuosa che riversi su di me, Perfetta Sconosciuta. Mi guardi come Donna e pur sapendo che non mi interessi in questo senso lascio che prendi le mie dita, che stringi il mio polso, che ti complimenti con i miei fianchi: so che da te non devo temere nulla.
Mi accompagni a bancone per un Brugal e mi guardi berlo, mi accompagni alla macchina e mi baci più e più volte prima che io mi decida a salirci, prima che io arrivi a casa mi hai già scritto un messaggio il cui contenuto è più o meno quel che mi aspettavo.
Penso al fatto che Oggi è già Domani e mi rallegro tristemente.

Tu mi dici ci aggiorniamo e io mi chiedo cosa intendi ma poi vivo la mia giornata così come ti conosco e cioè ben sapendo che qui ci siamo solo io, Bootylicious e le Mie Turbe.
Prima di andare a letto prendo un altro impegno per domani ipotecando un volatile caffè e mi restituisco il mio Tempo pensando solo all'allenamento sui trampoli che tanto desidero.
Mi immagino a pestare il verde di quello stesso prato che ci vide iniziare, ricordo e fremo, tremo, mi emoziono e.
Io ricordo, e tu?

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