Friday, April 16, 2010

“I hear, I know. I see, I remember. I do, I understand."
[Confucio]

In questi giorni sono diventata la Macchina dei Ricordi.
Senza che nessuno mi chieda ne sforno a ripetizione e sono tutti molto belli, devo ammetterlo, colorati e pieni di bei momenti ma...ecco: non li ho chiesti.
Tutto il giorno, in qualsiasi posizione stia, ne produco una valanga, uno dietro l'altro, recentissimi e vecchissimi. Quelli vecchi escono non troppo nitidi, sfuocati dalla bruma dei mesi passati, ma sono scioccamente adornati di strane cornicette che con i loro riccioli dolci li inzuccheriscono.
Quelli recenti sono strani, come se fossero allucinazioni, vagamente allungati e deformati eppure chiarissimi e allo stesso tempo irreali.
Quelli medi sembrano appartenere ad altri, è un po' come se vedessi un film e mi riconoscessi tra i protagonisti e la cosa non mi facesse nè caldo nè freddo.
Una tovaglia di carta macchiata dal vino rosè, il tetto di una fonte romana, il suono di risate.
E tra tutti i tasti che lampeggiano di rosa e verde qua e là in quel campo di battaglia che è la mia anima, non riesco a trovare il più utile.

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