Wednesday, April 21, 2010
“Why do you stay in Prison when the door is so wide open?
Move outside the tangle of fear-thinking."
[Jalal ad-Din Rumi]
Vivo nel Fumetto.
La luce, là fuori, è abbacinante e stranamente palpabile: il caldo mi avvolge come una maglia in più e mi mantiene sospesa in una nuvola di aria primaverile a tratti sconcertante per me che esco convalescente.
Scopro che la tesa del cappello che ancora indosso mi è assolutamente necessaria per proteggere gli occhi gonfi di sonno da questo riverbero irreale che mi chiama qui eppure, allo stesso tempo, mi spedisce in un'orbita lontana.
Cammino specchiandomi nei finestrini delle macchine e mi riconosco anche se tutto il background, pur essendo famigliare da sempre, è una serie di vignette troppo colorate o troppo qualcosaltro nelle quali mi muovo come se fossi stata stranamente sovrapposta in seguito, disegnata dopo, aggiunta a caso.
Tutto diventa Simbolo e per questo ogni cosa, accadimento-ricordo-sentimento, assurge a una dimensione insostenibile di interpretazioni in postproduzione con valore retroattivo che prosciuga completamente le mie piccole scorte di energia.
Nel mio Personale Registro dei Conti succedono cose strane: le voci in Dare sono raddoppiate mentre quelle in Avere sono scomparse, come non fossero mai esistite, e questo mi relega nello sgradito e assurdo ruolo di Debitrice Assoluta con il quale sto lottando senza risparmiarmi poiché so per certo che eravamo in due e metà delle cifre le ha scritte qualcun altro.
Come si siano cancellate non so, posso soltanto supporlo e su questo mi sto concentrando.
Bootylicious miagola sgradevole la mattina per farsi aprire la finestra che ancora chiudo la notte.
Senza ritegno nè rispetto, non appena mi vede sdraiata su un fianco nel letto mi piomba addosso e incolla la schiena rotonda all'ansa dei miei fianchi cosicché diventiamo due virgole di dimensioni diverse, giustapposte e respiranti.
A dire il vero Bootylicious, causa potente raffreddore dovuto sicuramente alle sue scorribande con la Gattina, non respira ma rantola impedendomi di scivolare tranquilla nel sonno così come vorrei. Per questo durante la notte lo scuoto più e più volte solo per essere ricambiata con rapidi morsi sonnambuli che non svegliano nessuno dei due.
L'Armadio mi guarda: è la seconda cosa che vedo prima di addormentarmi la notte e la mattina quando mi sveglio poiché la prima cosa è, ovviamente, il culone russante di Booty.
L'Armadio mi attende: da circa 4 anni resta paziente sulla sua mole di 3metrix3metri aspettando che io lo abbellisca rendendolo più colorato e consono al resto della mia casa e della mia vita.
L'Armadio sa: osservandomi con tanta cura quotidiana, ha scoperto che questi anni di inattività avevano un senso ulteriore che esula dall'incertezza del come_lo_decorerò e appartenevano invece alla sfera di confusione che contiene tutto quel che per me rappresenta la Camera Da Letto, in ogni sua accezione.
L'Armadio ride: spalanca le ante per farsele smontare allegro, ha visto il nuovo ordine che regna, ha annusato le lenzuola pulite di bucato e la quiete senza polvere che accoglie le mie notti. Da queste cose ha dedotto che prestissimo mi occuperò di lui armata di colla e carte colorate, e di me armata di Santa Voglia di Vivere e Ironica & Affettuosa Autoindulgenza.

