Sunday, May 16, 2010
In the backroom she was everybody's darlin'
But she never lost her head even when she was giving head
She says, ehy babe take a walk on the wild side
[Walk On The WIld Side - Lou Reed]
Ubriaca tanto da cadere a gambe levate nella mia Piazza, sfrontata tanto da chiedere e a sollecitare quel che desidero avere in questo momento.
In una notte illuminata solo dalla luce dello schermo, notte in cui mi sento piacevolmente avvolta e cullata dal buio, celebro la nascita di un nuovo trampolista oggi, in un luogo del cuore di entrambi.
Celebro le acacie e il loro odore dolce che entra dal finestrino, le nuvole formose, la tua assenza pulsante che mi strazia di piacere, le immagini della scorsa notte che vanno e vengono a loro piacimento, quando meno me l'aspetto.
Soddisfatta ma anche no, insoddisfatta ma mica vero.
Una notte in cui è successo quello che da mesi desidero mica sempre accade e me la sono goduta salvo poi perdermi nel Bicchier d'Acqua del Giorno Dopo: per colpa anche di Lei non ci ho capito più molto e il corpo ha parlato per me chiudendosi e facendo un bel balzo all'indietro nonostante la morbidezza della tua barba mi torturi nello stomaco anche adesso che la immagino ancora sul mio mento.
E la forza delle tue braccia, la dolcezza dei nostri baci, dei nostri sorrisi timidi trovandoci così vicini, le confessioni sussurrate e gli svelamenti di cose che i nostri corpi avevano capito già da tempo immemorabile.
Che confusione sia, che cominci il ronzio ininterrotto delle riflessioni e dei ricordi flash, le improvvise incursioni di sensazioni vivide come stilettate, l'inaspettato batticuore.
Come reagirò rivedendoti dopo quella bolla di vicinanza e quello strano e impacciato saluto formale che ci siamo scambiati a conclusione di tutto ciò?
Oggi ho camminato con le gambelunghe con te nelle ginocchia, nella schiena, nello sguardo.
Domani non so.
But she never lost her head even when she was giving head
She says, ehy babe take a walk on the wild side
[Walk On The WIld Side - Lou Reed]
Ubriaca tanto da cadere a gambe levate nella mia Piazza, sfrontata tanto da chiedere e a sollecitare quel che desidero avere in questo momento.
In una notte illuminata solo dalla luce dello schermo, notte in cui mi sento piacevolmente avvolta e cullata dal buio, celebro la nascita di un nuovo trampolista oggi, in un luogo del cuore di entrambi.
Celebro le acacie e il loro odore dolce che entra dal finestrino, le nuvole formose, la tua assenza pulsante che mi strazia di piacere, le immagini della scorsa notte che vanno e vengono a loro piacimento, quando meno me l'aspetto.
Soddisfatta ma anche no, insoddisfatta ma mica vero.
Una notte in cui è successo quello che da mesi desidero mica sempre accade e me la sono goduta salvo poi perdermi nel Bicchier d'Acqua del Giorno Dopo: per colpa anche di Lei non ci ho capito più molto e il corpo ha parlato per me chiudendosi e facendo un bel balzo all'indietro nonostante la morbidezza della tua barba mi torturi nello stomaco anche adesso che la immagino ancora sul mio mento.
E la forza delle tue braccia, la dolcezza dei nostri baci, dei nostri sorrisi timidi trovandoci così vicini, le confessioni sussurrate e gli svelamenti di cose che i nostri corpi avevano capito già da tempo immemorabile.
Che confusione sia, che cominci il ronzio ininterrotto delle riflessioni e dei ricordi flash, le improvvise incursioni di sensazioni vivide come stilettate, l'inaspettato batticuore.
Come reagirò rivedendoti dopo quella bolla di vicinanza e quello strano e impacciato saluto formale che ci siamo scambiati a conclusione di tutto ciò?
Oggi ho camminato con le gambelunghe con te nelle ginocchia, nella schiena, nello sguardo.
Domani non so.

