Tuesday, June 08, 2010

Ah ma che bello. Dio che bello, sì.
[Io, stanotte]

Torno a casa leggerissima, per stanca che ero.
Ho bevuto 3 birre che ho sudato immediatamente ballando sui trampoli con i percussionisti.
E' ufficiale, tra meno di due settimane, alè.
Ho il corpo pieno di lividi che mi sono procurata una volta scesa dai trampoli a Como.
Dicono che mi sono persa, che mi sono tuffata in una siepe, che ho corso come una matta mentre le macchine mi sfrecciavano di fianco.
Io so che ho fatto un aperitivo fantastico con le gambe stanche, il sudore che si asciugava addosso e una bottiglia di gin + 2 succhi d'arancia da dividere con uno dei due Moschettieri. Guardavamo il Lago, poi le luci, la fontana lontano, infine le nuvole nel cielo, dicendoci un sacco di cose pur dalla nostra distanza paradossalmente meno siderale di quella che ho con altri.
So che ho spennacchiato tutta la mia maschera di piume, che ho perso paillettes blu e brillantini d'argento ovunque, anche sulla sua faccia, so che ho dormito di schianto e mi sono svegliata con un dito dolce ma curioso e deciso che percorreva il serpente sulla la mia schiena.
Ah ma che bello, dio che bello.
La strada è vuota e c'è solo musica nelle mie orecchie e bei pensieri. Sono tesa per l'esibizione ma sono anche tanto infuocata. Non devo rendere conto a nessuno se non a me stessa, vedo che alla fine, vuoi che non vuoi, piano piano ma arrivo dove vorrei e la sorpresa è grande.
Ho tanta ma tanta voglia di prenderla dolce, di riposarmi un po'.
Come stasera con lo Zio, una volta tolti i trampoli, Marchino parlava con la sua ragazza e lui mi insegnava a girare le clave, con quella dolcezza e tranquillità che è la chiave giusta per trasmettermi le cose. Tant'è che un po' sono riuscita ma devo ammettere che è stata meglio la sua prima volta da trampolista, stasera, tra le nostre mani.
Ah ma che bello, il mio prato incolto, io con i pantaloncini da allenamento che arrivo a casa alle due di notte, qui e ora, questa notte molto ma molto profumata e calda, il mio gatto che mi viene incontro e questa sciocca e incontrollata sensazione di infinita libertà di essere e fare.
E che casino in casa mia, ma è bello perché significa che ci passo molto poco tempo e in effetti sono sempre in giro e ormai da due mesi arrivo in ritardo ovunque.
Ma sento meglio quel che voglio e poi ora come ora sono completamente partita per i trampoli, ho in testa solo quello, infilarli e salire, ballarci, allenarmi a capriolare o scendere e salire da sola. Non so che mi è preso ma ne sono follemente innamorata.
Di più: felicemente innamorata.


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