Tuesday, June 22, 2010

And i feel like i'm being eaten by a thousand million shivering furry holes
and i know that in the morning i will wake up in the shivering cold
[Cure, Lullaby]

6:38 am
Apro gli occhi, nonostante la tapparella abbassata entra luce e tu dici è mattina, quasi stupito.
Il letto divenuto improvvisamente stretto per entrambi e questa tua affermazione, uniti alla mia voglia di stare sola, diventano la spinta che mi fa alzare e cercare in giro i vestiti: è giunta l'ora che io vada.
Tu rimani sdraiato ma nella penombra non capisco se mi stai guardando oppure no e comunque sia, non so perché, sono convinta di no, che non sia questa la forma del nostro rapporto.
Mi piacciono i tuoi occhi neri così come le pieghe della tua bocca spesso imbronciata perché non ti piace l'espressione che hai quando ridi. Mi intenerisce che di te stesso tu dica io sbuffo.
Non so se hai già imparato che non sarà andare a letto con qualcun'altra che allontanerà la persona che ami, se mai il contrario: ti farà sentire ancora più forte la mancanza di quel che vorresti ma non è lì a respirare con te.
Sono fortunata io: sono randagia e ora come ora nessuno mi ha scritto nulla addosso.

Inizia come un gioco, mi prendi il tabacco e io capisco al volo e gioco altrettanto a riprendermelo venendo sempre più vicina, diventando sempre più audace, rubandoti il respiro con le labbra.
Ridi, sorrido, tengo la Maschera ma solo per non caricarti di un inutile peso che non è tuo.
La Testa non si stacca nonostante le carezze, nonostante il tuo ventre piatto, nonostante le tue braccia muscolose e avvolgenti. Non si stacca e non ci posso fare niente, tu non puoi aiutarmi e io nemmeno.
Arancioni le tue lenzuola e stranamente familiare o comunque non sgradevole il tuo odore, il tuo sudore, la tua barba di qualche giorno. Tremendi i pensieri che mi fanno da colonna sonora in sottofondo. Incredibili le carezze che ci scambiamo dopo, ritornando a parlare degli stessi argomenti di prima, mi viene da sorridere e da intristirmi allo stesso tempo se solo penso che magari lo fai per fare finta che nulla sia successo.
Ma chi ha tempo e voglia e capacità di entrare nella tua testa?
Non certo io che ho la mia che pulsa come se stesse per esplodere, ripiena com'è di istanze, sogni e sbagli.
Raccolgo tutto, ritorno al letto e prendo la mia borsa con due dita, la infilo e mi chino a baciarti, tu mi dici grazie di tutto mentre chiudo la porta della tua camera cercando di fare meno rumore che posso, così come allo stesso modo chiudo la porta di casa mentre sento risuonare nelle orecchie la strofa della canzone mia omonima che parla di fuga, di anarchia, di solitudine incompresa.
Eppure non sono triste uscendo nel mattino, non potrei esserlo, non stavolta.
Sorrido pur sapendo che non ti affaccerai come hai fatto quando sono arrivata, va bene così, mi guardo da sola io. Da sempre.

Krafen e pizza a colazione, la sensazione di aver troppo bevuto quando invece non ho bevuto ma lo stesso per certi versi mi sono inebriata.
Mi svesto a metà e mi infilo a letto, ansiosa di chiudere gli occhi e risentire le tue mani sulla mia pancia, godendomi il fatto che non sei lì con me.
Mi aspetto un risveglio di spine e anche se così non è continuo a sentire la testa pulsante, la mancanza struggente di qualcosa che non sei tu, che non so cos'è, che non saprei dove andare a cercare.
Bootylicious si arroga il diritto di dormire tra le mie braccia e di svegliarmi leccandomi il mento.

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