Sunday, July 25, 2010

Deep summer is when laziness finds respectability.
[S.Keen]

Sono stesa sul materasso, senza lenzuolo.
Le tende ondeggiano mosse dal vento, fuori nessun rumore se non quello delle cicale.
Passo molte di queste giornate di afa tremenda così, stesa, muovendomi con parsimonia e senza produrre alcun pensiero in particolare.
Mi sciolgo nella calura come il petulante e fastidiosissimo Bootylicious che ogni mattina mi sveglia cigolando sgradevole semplicemente per il gusto di vedermi saltar fuori dal sonno imbestialita, come se il sudore e la cappa di umidità fossero colpa mia.
Sono imbambolata dal vento caldo che spira tutto il giorno e non trovo la forza di fare bucati che asciugherebbero in men che non si dica. Cucino pochissimo, mi abbronzo la faccia guidando anda e rianda dal lavoro.
Per questo tutte le sere, quando scende il sole e l'aria si fa appena più fresca, mi sento ampiamente autorizzata a pensare a un aperitivo ghiacciato da fare in un qualche posto fresco, magari un prato, chiacchierando di stronzate.

In winter I get up at night and dress by yellow candle-light.
In summer quite the other way I have to go to bed by day.
[R.L.Stevenson]

Fine
Sono stesa a nasinsù nella piazza, sui pietroni lisci che buttano fuori il calore del giorno andato. Sto in mezzo al Bruco collassato e al Cinno iperattivo che gira un film documentario.
Io, dal canto mio, sbruffo fumo e osservo con attenzione la chiesa che mi sovrasta, spiccando magnifica nel cielo scuro, perché penso seriamente che le decorazioni di ceramica bianca o verde che stanno alla sommità sarebbero un fantastico servizio di ciotole da spaghetti: ce ne starebbero almeno almeno due etti!
Il Cinno e il Bruco lottano in un corpo a corpo da fuoroni, lento e scoordinato, proprio di fianco a me e quando vedo il Bruco spazientito capisco che forse è giunta l'ora di salutarsi. Il Cinno è fuori controllo, morde e non vuole andare a casa, si sdraia in mezzo all'asfalto, prende un aspirapolvere rosso di fianco a un bidone e lo porta in giro felice. Suona i campanelli e ride, attraversa le splendide strade e le stupende piazze vuote correndo e saltando, si ferma per pisciare contro a un muro nascosto e il Bruco lo sputtana urlando alla notte puzzone! sono i fuorisede come te che impuzzano Tettirossi! rischiando di far pisciare addosso me. Voglio bene a loro e alla mia città che d'estate è munifica. Arrivati alle macchine il Cinno ruba i trampoli al Bruco che è costretto a rincorrerlo mentre io apro la portiera, mi siedo e comincio a pensare seriamente di lasciare qui il Cinno molesto e tornare a casa. Mentre medito un Cinno pesto e con le orecchie basse per aver preso due pugni e una sgridata dal Bruco mi si infila nel sedile di fianco e mi guarda come per dire che possiamo andare, ambè. E' ancora buio ma i passerotti cinguettano. Maledetti.
Inizio
Il nuovo piercing non mi fa male e mi fa felice che ogni ora il Cinno o il Bruco salti su a chiedermi di rivederlo dicendo che lo vorrebbe anche lui. Dovevamo farlo tutti ma poi sul lettino ad ascoltare la voce tranquillizzante del tipo che me l'ha fatto mi ci sono stesa solo io. Al 3, ha detto, e zac!, fatto, bucata. Dopo è strano camminare per strada con il caldomelassa andando in cerca di un bar dove fare aperitivo: sono sulle nuvole per i fatti miei e faccio molta fatica a rimanere sintonizzata sui discorsi degli altri due, sto svarionata come se fossi fuori fuoco.
Intermezzo
Nel primo bar dove ci fermiamo portano piccoli toast al prosciutto da mangiare e i Boys, vegetariani entrambi, mi mandano a quel paese. Nel secondo bar troviamo cous-cous e salsine vegetali e così rimaniamo a fare due giri, seduti fuori sullo scalino di un locale dirimpettaio chiuso, con i piattini da caffè ricolmi di roba da mangiare in bilico sulle ginocchia. Parliamo di andare a ballare, di che costumi farci, di chi cucirà, di donne e uomini, di quel che succede tra loro.
Prima di andare Bruco e Cinno assaggiano per la prima volta il Brugal ed è tutto un fiorire di bocche storte e occhi strizzati ma dopo, mentre camminiamo per strada in direzione del parchetto, sono molto più allegri e saltellanti, ormai rilassati alla serata insieme pur senza
avere i trampoli a portata di mano.
Svolgimento
Al Parco ci fiondiamo sui giochi da bimbi, come se ci fossimo messi d'accordo prima.
Lancio la borsa e l'altalena è mia, come sempre quando ce n'è una a portata di mano, il Bruco gareggia con me e fa headbouncing con il bulbo sciolto mentre va su e giù. Il Cinno fotografa e poi si da il cambio sull'altalena con il Bruco ed è quest'ultimo che ci fotografa mentre ci arrampichiamo e ci spenzoliamo come scimmie sulla rete tesa tra due casette dei giochi. Ci accasciamo esausti sul morbido e cominciamo un reportage di foto che ci ritraggono insieme, con le facce vicine vicine e le gambe intrecciate, e non ne esce neanche una decente perché siamo sempre lì che ridiamo deformati. Scopriamo che anche i Parchi chiudono quando veniamo smarriti, seppure gentilmente, e ci mettiamo quindi in cammino in cerca di qualcosa per nutrire il Bruco che è in supercrisi e piagnucola che non mangia nulla dall'ora di pranzo. Camminiamo tra la gente come balliamo dietro ai percussionisti, una formazione per cui io sto in mezzo a loro, sandali, ballerine, sandali. Il Bruco mangia e non soddisfatto rientra nel locale del Greco, rovente, e mangia ancora. Il Cinno vuole andare in Piazza, a pochi passi, ed è lì che andiamo dopo aver aiutato il Bruco a finire in 3 morsi il suo panino. Il Bruco fa lo slalom tra i gruppi guardandosi in giro e poi finalmente sceglie un posto dove ci fermiamo e ci stendiamo nasinsù, togliendoci le scarpe.

In summer, the song sings itself. [W.C.Williams]
Sono stesa dal caldo che fa eppure tutto è perfetto.
Il sole, la luce, l'odore di stradacheportalmare che annuso ogni mattina andando al lavoro, dove di solito inizio rifacendo colazione.
Il forno aperto quando torno a casa, le altalene, la birra fredda, il cielo stellato, i giochi dove ci appendiamo, la piscina e il Lago.
Il Gatto con le chiavi dell'ufficio attaccate, la borsa che era di mia nonna, la spilla che ho comperato a Barcellona, le mie gonne lunghe e i miei pantaloncini corti, la mia agenda usata.

The summer night is like a perfection of thought.
[W.Stevens]
Sono stesa sul mio tappetorosso, è scesa la sera fresca e con lei il buio.
Tu ti stai preparando per andare ma poi ti fermi e tiri fuori dallo zaino la macchina fotografica.
Ti piazzi sopra di me in piedi, incombente, massiccio e scuro nonostante la maglia bianca, e inquadri. Parti dalle gambe, risali, la pancia, il viso, le spalle e il seno, spostando costantemente l'obiettivo a cercare una parte di me.
So che fotografi quel che vuoi ricordare ma così mi sento come se mi volessi strappare qualcosa, mi sembri un turista rapace che si porta via un souvenir proibito o un po' insolito.
Per questo, tra gioco e micagioco, tendo le mani a coprirmi e mi paro gli occhi dal flash, ciononostante tu continui a scattare facendomi finte per disorientare i miei palmi aperti davanti al viso. Scatti e guardi com'è venuta e così via finché a un certo punto ti fermi su una e sorridi soddisfatto. Spegni la macchina, la riponi nello zaino che infili sulle spalle mentre mi ringrazi per averti nutrito, da bravo ragazzo educato quale sei.

Dans le coeur de l'hiver, j'ai finalement appris que cela chez moi étendent là un été invincible [A.Camus]

Questi giorni sgorgano come un'emorragia, non si fermano, rotolano.
Da qualche giorno ho sentito l'Estate rompersi e ne soffro. Non è tanto la pioggia quanto la luce che è già cambiata insieme all'odore delle giornate. Mi scivola via l'Estate e io mi dispero tornando a casa, non mi capacito, non voglio. Non voglio che smetta anzi, vorrei rivivere questi 2 mesi da capo, ora che li guardo da qui li trovo talmente pieni e io ero così energetica che non riesco a capacitarmi di questi giorni calmi, di questo freddo settembrino, di questa Me senza spinta. Non voglio che questa Estate, esattamente così com'è, finisca.
Albe mi disse che avrei tanto riso e le sue previsioni si sono avverate, soprattutto in questo luglio generoso e ricolmo che tanto mi ha visto ridere mentre mi mangiavo le notti in buona compagnia.
Mi mancano i Boys partiti entrambi, torneranno a breve ma con loro non torneranno questi giorni, quelle emozioni, questa Estate, proprio questa così com'è.

Comments: Post a Comment

<< Home

This page is powered by Blogger. Isn't yours?