Friday, July 09, 2010
Harry: Because no man can be friends with a woman that he finds attractive. He always wants to have sex with her.
Sally: So you're saying that a man can be friends with a woman he finds unattractive?
Harry: No, you pretty much want to nail 'em too.
Sally: What if they don't want to have sex with you?
Harry: Doesn't matter because the sex thing is already out there so the friendship is ultimately doomed and that is the end of the story.
Sally: Well, I guess we're not going to be friends then.
Harry: Guess not.
[When Harry met Sally]
Ma che strano che è.
Stiamo diventando amici, o qualcosa del genere, non so bene poiché in realtà tra noi, sottosotto, continua a scorrere una strana corrente. Diversa da prima, sì, ma comunque presente.
Sei rilassato mentre parli seduto sul mio tappetorosso di fianco alle nostre valigie che sono aperte e vomitano vestiti, giochini, salviette struccanti.
Anch'io sono rilassata ma mentirei se dicessi che alle tue braccia grosse non ho dedicato neanche uno sguardo fin qui. Parliamo e finiamo a ridere come due deficienti quando Booty si accascia come morto tra le tue gambe e credo per la prima volta ti sento ridere per davvero, senza fingere. Lo so perché la tua risata rotola, saltella, è viva e stupida e non educatamente condotta fuori dalla bocca.
Fuori il giorno.
Io sul divanonero.
Tu di là, nel mio futon.
E' passata la paura di salire e mostrarmi leggera e senza esitazioni pur essendo svenuta appena qualche ora prima. Ho camminato alta nella cortese aria di Bozen senza prendermi rischi eccessivi e rimanendo sempre concentrata sul fatto che stavo lavorando. Nonostante ciò un signore, dopo avermi fatto finire la sua birra freddagelata, mi ha guardato per un po', silenzioso, e poi quasi fosse gradevolmente stupito mi ha detto "Tu ti diverti veramente a fare questo...".
E' finita la noia di un lungo ritorno in macchina stretti e sudati, con l'odore del petrolio degli attrezzi, quello delle Birkenstok di Nico e la notte che scorre fuori con poche luci.
E' andata l'emozione di ospitarti a casa mia, mostrandoti chi sono, dove vivo e cosa faccio. Ti cedo il mio letto senza remore e tu senza remore accetti e ti addormenti subito, mentre ancora io sto cercando un pigiama nei miei armadi.
Colazione sul tappetorosso a finestre aperte, con ancora gli occhi cisposi e le voci imballate.
Parliamo mentre il tempo scorre e tu sei in ritardo e lo stesso continui a farti sigarette anche se di solito fumi molto ma molto meno.
Chissà, forse davvero ti piace chiacchierare con me così come avevi scritto, e che ne so?
La gente mi stupisce costantemente poiché ogni volta che penso siano annoiati mi dicono l'esatto contrario al momento dei saluti, abbracciandomi con un'intensità che lo conferma.
Chissà, forse sono solo io che mi aspetto che tutto il mondo, quando sta bene, reagisca come me saltando come un'idiota e ripetendolo ogni due per tre..
Ci salutiamo al volo in cucina, incrociandoci, io mi preparo per la Parata e tu per lo spettacolo di stasera. La mano che ti poggio sulla burza, mentre ci baciamo smuà + smuà, è morbida e affettuosa.
Nei nostri occhi niente di che.

