Friday, July 02, 2010

Vivaaaaa Las Vegas!
[Guru, Barça 2010]

L'aria di Tettirossi calda e greve mi assale appena si spalancano le porte automatiche ricordandomi che la Bassa è meno ventilata dell'amorosa Barça.
Arriva Luglio che mi trova ingrassata di quale salvifico chilo, arrotondata da una rotonda e fanciullesca felicità che prescinde dal mio stato civile o forse, paradossalmente, ne dipende.
Sono stata lontana e ora ritorno, più presente che mai, più connessa che mai.
Il mio sguardo nelle foto di brillantini e paillettes è diritto e nero, così come le mie ossa fragili che scricchiolano durante e dopo ogni esibizione, sono alta anche quando sto a terra.
Ascolto a piene orecchie le mie voglie, le nutro, mi ci accoccolo e rotolo la notte, prima di addormentarmi come un sasso per poi svegliarmi piena di energie insospettabili solo qualche tempo fa.
E' passata una vita eppure sono trascorse due ore appena ma l'importante è che Qui si sta bene, c'è sole, c'è vento, c'è movimento.

Le mie ballerine nere camminano decise verso banchetti di roba affastellata e le mie mani si ficcano impetuose in montagne di vestiti rovesciandoli per scoprire cosa ci sta sotto. Il caldo è atroce e mi brucia le spalle nude mentre frugo e ribalto finché non lo vedo.
Appoggiato in terra in mezzo a scarpe spaiate, libri senza copertina e oggetti vecchi e rotti sparsi senza un senso sul telo di nailon.
Un tutù, il mio desiderio di tulle da sempre, la mia sindrome della Wannabe Meringa materializzata davanti ai miei occhi. Un tutù bianco ricamato con foglie verdi.
Chiedo quanto costa e il tipo senza esitazione mi risponde diez!
Apro gli occhi dalla sorpresa e lo guardo sdegnata, giro il culo e senza neanche un'ultima occhiata all'Oggetto dei Miei Desideri faccio per andarmene quando sento il tipo apostrofarmi da dietro.
Guapa! Ehy guapa! Cuanto?
Fingendo indifferenza mi limito ad alzare la mano destra aperta: cinque, la mia controfferta.
Il tipo mi guarda solo per un attimo e poi si alza con un sacchetto vuoto in mano, per metterci dentro il tutù. Ha!
In metropolitana mi scambiano 2 volte per spagnola, sono carica di sacchetti, gioiosa e con le spalle e il naso scottati da questo sole estivo che meriterebbe un bagno in mare.
Le mie ballerine nere percorrono Avenida Paral.lel al ritmo della musica che ascolto.

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