Friday, August 20, 2010

If the other person injures you, you may forget the injury.
But if you injure him you will always remember.
[K.Gibran]

Fu
Entri di soppiatto, socchiudendo la porta per vedere se dormo, come in un film dell'orrore.
Solo che io non dormo ma ti sto aspettando: appena ti siedi sul letto per carezzarmi la testa mi alzo di scatto e fuggo giù per le scale. Arrivata giù mi guardo intorno spaventata cercando un nascondiglio e alla fine mi celo in un angolo del sottoscala, nel buio. E aspetto.
Rimango immobile, a sentirti scendere, a vederti ispezionare la stanza.
Cavallo dorme come niente fosse e d'improvviso mi assale il lato ridicolo della cosa: sono in mutande nascosta sotto alla scala di una casa sconosciuta, inseguita da una delle due persone che sono in viaggio con me mentre l'altra dorme della grossa. Fino a poco prima urla e schiaffi, valigie rifatte alla svelta, ficcandoci dentro la poca roba estratta, ché dopo tutto siamo partiti da soli due giorni. E siamo messi così.

Era
Fuori dalla tenda mi esalta la mattina che sorge, nel silenzio totale, in mezzo a questo accampamento fricchettone che finalmente tace compatto. Ricordo che l'anno prima mi ero seduta allo stesso tavolo, con una grande rabbia e uno schifo prorompente.
Invece stamattina la rabbia è placata, si è spenta di colpo ieri notte quando mi sono ritrovata un tuo ricciolo in mano. Sottile, come quello di un bambino.
Stamattina mi stringo nello scialle e scrivo mentre sorseggio caffè che ho rubato dalle scorte di tale Marta e latte crudo che fanno le mucche della fattoria qui dietro.
Sono stranamente placata, mi è tutto affettuosamente chiaro solo che non so quando queste consapevolezze si tradurranno in azione. Socchiudo senza accorgermene gli occhi ogni volta che mi tornano le immagini della notte, la ragazza che ci guarda stranita e addolorata, i pugni contro il cruscotto e il mio senso di totale e vomitevole sconfitta. Basta, non si può più fingere.
Siamo di nuovo qui, dove eravamo l'anno scorso, per celebrare il nostro funerale.
Lo sapevi tu che continui a dormire nella tenda con quell'espressione serafica e spossata?

E'
Toccare è il Verbo.
Nutrire i polpastrelli, la lingua, le labbra.
L'oroscopo dice di lasciarsi andare pur senza farsi travolgere.Non so, ci riesco?
In questo momento non sono un buon giudice di nulla se non del mio grado di stanchezza.
Ho le narici allertate: colgono ogni minima scia, ogni minima traccia rimasta qui, con me.

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