Saturday, August 07, 2010
In August and Everything After, you get a little less than you expected, somehow...
[August and Everything after, Counting Crows]
Gio
Il pulotto giovane è realmente dispiaciuto per me.
E' lui che ha trovato il tagliando dell'assicurazione nella custodia che mi ha chiesto di porgergli quando ha visto che mi agitavo e non lo trovavo.
Il Rosso invece è professionale ma altrettanto stranamente cordialcolloquiale, mi dice "Da qui fino a casa sua e basta eh? Non che la trovino a girare lì vicino. Da qui a casa, riga."
Risalgo in macchina augurandogli buon lavoro ma senza ringraziarli. Sono ufficialmente in merda, non posso usare l'auto.
Arrivo a casa ma non la mia, quella dei Miei. Passiamo il tempo a parlare di quel che mi è successo, di chi sono e come potrei e dovrei essere, non sono una Signora!, con un disinteressamento leggero dell'una e dell'altra parte. Siamo tutti distratti. Mi sale un feroce mal di stomaco che mi dà fitte che mi piegano in due togliendomi il respiro, sospetto il gelato all'extrafondente che ho mangiato 2 ore fa ma ipotizzo anche tensione nervosa. Lascio che mio padre finisca di raccontare le due barzellette che ricorda di aver sentito in uno spettacolo che ha recentemente visto, saluto e comincio a raccogliere le mie cose.
Sulla porta li abbraccio, mia madre è piccola e si lascia tirare nelle mie braccia sottili ma lunghe e avvolgenti. Bacio mio babbo tenendogli la faccia tra le mani, uno di qua e uno di là.
Quando arrivo a casa e mi stendo in pigiama nel letto mi metto a piangere. Sono stanca.
Spengo presto luce e cellulare, mi beo del contatto con Booty che ultimamente, visto il tempo, ha ricominciato a dormire con me.
Ven
Alle 18 mi cade la penna.
Complice il dover riportare la macchina al Geppo sono costretta a partire dal lavoro a un orario finalmente decente ma da qualche ora sento un mal di testa latente dovuto alla stanchezza.
Vorrei semplicemente dormire per almeno 20 ore e svegliarmi nuova.
Il Centro di Tettirossi è sventrato dai lavori, è tutto polvere e desolazione perché siamo rimasti davvero in pochi, io e gli altri due medievisti che incontro per l'aperitivo.
Tortellini alla panna e vino rosso, un ritorno in scooter e confidenze che il giorno dopo ricordo d'improvviso chiedendomi se fanno parte di un sogno o le ho realmente ascoltate.
Una giornata con lo stesso sapore del Negroni fatto male che ho bevuto come aperitivo appollaiata di sghimbescio su una panca parlando di racchette da tennis e ordini professionali.
Sab
Appena appoggi sul tavolino il terzo spritzcampari te lo rivelo. Ci pensavo da settimane.
Tu non ti sorprendi anche se sul tuo viso colgo una velocissima ed impercettibile espressione cambiata di cui solo il tempo a venire mi dirà. Per il resto hai capito, un po' sapevi, sei anche felice della situazione.
La sera scende e diversamente dagli scorsi giorni non mi fa tristezza anche se è indiscutibilmente luce di fine estate. Da piccola al mare capivo che l'estate stava finendo perché il cinema all'aperto iniziava prima le sue proiezioni. Ma stasera guardo il tuo piercing, nello stesso punto dove ce l'abbiamo noialtri due, voi a sinistra e io a destra, senza chiedercelo. Guardo la scatola che ho comprato oggi, dove ci siamo bucati tutti e 3 in momenti diversi e in uno strano tacito patto di sangue, in cui ho già messo filtri e cartine. Recita: malvagia puttana tatuata.
Ti sento ribadire un affetto che per paura e noia ho messo in dubbio dopo appena due settimane e no, non sono triste per questa sera che scende, ti ho visto bucare, ho sentito il Cinno che ha voglia di tornare su con noi. Ci manchiamo.
Ho un desiderio struggente di notti lunghe e di mani e tocchi procrastinati fino a lì, per sbocciare alle prime luci del mattino morbidi come la stanchezza.

