Thursday, August 19, 2010
Left my soul there
Down by the Sea
[Morcheeba, The Sea]
Lacrime come goccioloni di pioggia.
Ho il mento bagnato, mi scivolano sulla gonna con i campanelli che ho indossato svogliata.
Questa dieta di emozioni alternate mi provoca scoppi come crolli di dighe, come fiumi impetuosi. Come se fossero stati trattenuti a lungo e mettendomi perciò il dubbio che la felicità di certi giorni sia solo fittizia, pippata al massimo per non perderne neanche una briciola, innaturale.
Le mie ballerine si sono abituate ai ciottoli tondi della via dove lavoro e io mi sto pian piano abituando al buio che scende prima e alla giacca da infilare tornando alla macchina nello scuro, senza altra prospettiva che stendermi sul divanonero e venire assalita dai mille pensieri ronzanti che non riesco e che non voglio afferrare. Non è tempo di analizzare questo brusio indistinto e quel che temo, appunto, è che verrà ben presto con il cambio dei colori della stagione: al freddo è tutta un'altra cosa.
L'estate è follia sana che irrora membra addormentate e mi fa sempre vivere come se tutto fosse possibile e potesse accadere così bello come lo sogno. L'estate è una magia che mi ammalia ogni volta, è una pozione che sa di spritzcampari, un incantesimo che recito sempre diverso e sempre più sorprendente.
Ma niente mare per me, che pure l'ho meritato, quest'anno.
Ormai non ci spero più e saperlo ha aumentato questo gomitolo indisponente che mi si gira nello stomaco.
Mi manca il sole che instupidisce e mi rende torpida come Bootylicious steso nel giardino, mi manca la calma dell'acqua e la sua forza di onde che mi strappano i piedi dalla sabbia.
Mi manca non pensare a niente mentre mi godo il sole sulla faccia o il vento guidando un motorino che mi riporta a casa in sere rosa.

