Monday, October 04, 2010
Get mad.
Then get over it.
[C.Powell]
Una settimana intera mi ci vuole per rimettermi in movimento mentale, riacquistare due chili e riposare il piede, semirotto in maniera totalmente imbecille ovviamente giù dai trampoli.
La scia del ricordo si fa sempre più sottile e rarefatta, svanisce.
L'Olandese mi consiglia una Sosta e anche io, riguardando la cartella delle foto, mi rendo finalmente conto che è stata un'Estate lunghissima e piena di cose che valevano la pena, alcune sorridenti e altre meno. Ricordo Giugno come fosse un anno fa e sento di essere di nuovo impercettibilmente spostata rispetto al punto da dove prima osservavo. Ho barattato la sanità mentale per questo nuovo stato di scollegamento perenne in cui sono qui, tra voi, e poi invece no.
Tra confessioni da fare e altre da tenere religiosamente chiuse nel Mio Personalissimo Diario mi siedo comoda perché non sento le punture di rimorso che mi sarei aspettata.
Disegno considerazioni numerologiche che dovrebbero aiutarmi quando in realtà dovrei ben sapere che fin dall'inizio sono quelle che mi hanno inguaiato: non significa nulla condividere un compleanno, così come un letto, una settimana, un viaggio.
Qualcuno mi richiama inaspettatamente in gioco anche se ora come ora non riesco a capire in che veste entrare. Sono cera, pongo, aria. Prendo la forma di quel che appare, non ricordo più i miei puntini da unire per vedermi finalmente riapparire, annego dentro cornici concentriche e macero nelle mie sciarade.
Perfino Booty si è adattato a dormire schiena contro schiena, stanco di essere respinto ogni volta che prova ad arriciolarsi attaccato al mio seno. Non riconosco niente e nessuno, ho il naso chiuso e il cuore freddo mio malgrado.
Desidero polvere da alzare ballandoci sopra a piedi nudi. Fulgida chiarezza.
Confido nel salvataggio in extremis dei Boys.

