Thursday, November 18, 2010

Disappointment is a sort of bankruptcy:
the bankruptcy of a soul that expends too much in hope and expectation.
[E.Hoffer]

Ho un cucchiaio nella pancia che scava, scava, scava.
Dormo con le prime luci dell'alba e riapro gli occhi poche ore dopo, esausta.
La casa, di nuovo, mi assomiglia: affastellata, chiusa, buia.
Faccio passare i giorni che mi separano da una nuova partenza aggiungendo e togliendo partecipanti dalla lista che io stessa avevo deciso.
Da ricordi lontanissimi spunta un nome dimenticato e scopro che non era Medusa bensì Salomé ma ciò non cambia il silenzio che si è instaurato di punto in bianco, esplodendomi in faccia come se da tempo covasse la sua deflagrazione.
Non posso dire che non ci avevo pensato, ho sempre visto me_sola nella terra degli Amigay e se prima non avrei saputo spiegare il perché, ora mi è tutto chiaro.
Chiaro in maniera abbacinante e dolorosa, ancora una volta non ho ottenuto quel che volevo.
Tra le dita, sempre più indolenzite dal freddo che mi scatena rigidezza da artrite, non stringo nulla, ho investito e perso tutto: le mie azioni sono crollate e nessuno vuole acquistare in previsione di una ripresa del mercato.
Io dal canto mio non so attendere.
Di fronte a certe cose svendo tutto, mi libero di quel che credevo avesse un valore e non m'importa, davvero non m'importa se ne riacquisterà o semplicemente ne ha uno diverso dalla mia valutazione: io svendo e parto piangendo.
Non riesco a smettere di piangere, ad ogni risveglio.

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