Monday, November 01, 2010

Red Poppy
Black Eyes
[Myself]

Sottofondo di horror vacui, di domani che incombe, di novembre che diventa dicembre.

Il trucco di ieri sera, le occhiaie nere, le rose su fronte e mento e il bianco del volto, sono finiti in gocce scure nel lavandino mentre tu dormivi sereno sul mio tappeto, di là.
Oggi la pioggia e una dolce pigrizia annullano progetti ma l'aria fuori è calda e ferma, come un presagio di sventura che non riesco a decifrare.
La Civetta ha cantato e mi ha guardato dal ramo sulla mia testa prima di volare via, rifletto su cosa sia successo da allora, se sto mettendo cause per precipitare, se non sto abbastanza attenta.
Ho un solo sospetto che ogni volta abilmente accantono prima che si trasformi in certezza.

Lavo i piatti ballando davanti al lavandino.
Canto il Boss e per la prima volta capisco appieno certe sue parole di Growin'up: I strolled all alone through a fallout zone and come out with my soul untouched.
Capisco che quella è la potenza della giovinezza: finire in mille situazioni strane, forti, al limite, ed uscirne con l'anima intatta. Capisco che la mia anima invece sembra cambiata di consistenza, assomiglia alla pietra saponaria e come tale a ogni urto si scalfisce.

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