Thursday, November 04, 2010
Something deep down in my soul said, 'Cry, girl'
When I saw you and that girl walkin' around
Whoo, I would rather, I would rather go blind, boy
Then to see you walk away from me, child, no
[Etta James, I would rather go blind]
Fa così male che stento a crederci, avevo vagamente previsto ma non così forte e potente.
Sono impalata sul divanonero, priva di volontà come una bambola di pezza, ho le giunture molli.
Sono ripiena di paglia e ho un cuore rossopulsante che mi batte in gola impedendomi di respirare.
Parlavo di Sospetto e intendevo Certezza, sono rimasta atterrita da me stessa.
Colpita e affondata, credevo di essere una corazzata e invece sono solo una barchetta che fa acqua da tutte le parti in balia delle onde che il tuo movimento causa.
Sono capace di distinguere, non so cosa mi fa bene ma so cosa mi fa male e non ho dubbi, me ne fai.
Inconsciamente però, sei preterintenzionale ed è proprio questa la cosa che più mi addolora: non lo fai apposta, lo fai perché la senti così.
La mia bisnonna era medium, sapeva cose senza averle viste perché le sentiva.
Mio padre a volte faceva la stessa cosa: proprio lui, iperrazionalista, il grado zero dell'emotività, se ne usciva con visioni o saperi che non avevano spiegazione.
Così capita a me.
Con il passare degli anni, mano a mano che do spazio alle mie velleità, sento cose prima che mi vengano dette. C'è chi mi dice che sono la regina della profezia che si autoavvera, chi mi dice che sono una negativissima Cassandra, chi mi pensa così intelligente da essere Sherlock Holmes.
Nulla di tutto questo, non posso spiegare quella sensazione allo stomaco, come una leggera nausea, e il susseguirsi poco dopo nel mio cervello di immagini flash, veloci ma precisissime nei dettagli e nei colori.
A volte ho descritto esattamente i vestiti delle persone nella circostanza o ambienti che non avevo visto mai...dall'epoca del corso clown non ho ancora imparato a far scomparire decentemente una moneta dalla mano ma so fare trucchi ancora migliori.
Ti vedo, per questo so che domande farti dopo. Lo sento, per questo sto così male.
Scomparso.
Sei scomparso e io ne conosco benissimo la ragione per cui spengo le mie coordinate e mi rintano in un limbo inutile nella misura in cui nessuno mi sta alle calcagna.
Sono l'animale ferito che si rintana in un posto chiuso e protetto per curarsi senza essere visto.
Incredibilmente però avrei bisogno della sferzata dell'aria già fredda sulle guance e di vedere asfalto che scorre, paesaggi che passano accanto.
Non voglio pensare, sono stanca, non voglio collegare, capire, vedere, giungere alla conclusione che. Odio le cose che finiscono, non riesco a farmene mai una ragione, a prescindere da quanto mi nutre quel che sto lasciando andare.
Non voglio sapere che dopo un trionfale passaggio dal Via dopo pochi tiri sono finita in Prigione e sono ferma qui da qualche turno e chissà per quanti ancora.

