Wednesday, November 10, 2010
The worst thing in the world is to try to sleep and not to.
[F.Scott Fitzgerald]
Alessia, calze rosse e testa rasata, sta sospesa in alto imbragata nel tessuto nero, quello molle e faticoso. Annodata come un cristincroce guarda dritto davanti a sè.
La Maestra le gira e rigira sotto elettrica, ci ha detto di stare zitte e ha fatto abbassare la musica per poter urlare meglio le indicazioni sul da farsi.
Mani al cuore, mani al cuore! grida ad Alessia che per la prima volta vedo indecisa, timorosa, tant'è che non capisce quel che la Maestra le dice di fare e con le mani stringe i tessuti all'altezza delle spalle.
Al cuoreeeee! urla ancora la Maestra e quando Alessia lo fa capisco la sua indecisione: imbragata come un paracadutista, alle cosce, apre entrambe le mani e le porta spalancate all'altezza del cuore, una sopra l'altra. Poi deve buttarsi all'indietro.
Vai! Ora! Indietro! Vai! la incita la Maestra incalzandola e Alessia testarasata nicchia, non si butta, mantiene la posizione e protesta debolmente che non si sente, che le fa male una gamba.
Non sono pronta! dice Alessia.
Ma quando mai sarai pronta a buttarti di schiena nel vuoto?? Appunto: MAI! Buttati! Buttati!
Alessia scende e rinuncia, ha un crampo alla coscia.
Io rimango per un attimo ferma a guardare nel vuoto: trovo che la Maestra abbia detto un'enorme verità che prescinde dai tessuti e si applica alla vita tutta.
Quando mai sono stata pronta per fare qualcosa di quel che ho fatto?
Mi sono buttata, a volte mi sono lasciata cadere, l'essenziale è che non ho pensato e ho fatto.
Parliamo fino alle 4:15 di mattina.
A dire il vero ne avevo piene le tasche due ore prima ma poi, non so come, abbiamo ricominciato a chiacchierare quando già ci stavamo salutando ed eccomi ancora qui, stesa a letto con il cello appoggiato sull'orecchio.
Un po' mi diverto e un po' no.
All'inizio la conversazione era interessante: la tua voce è diversa da quella lagnosa sentita pochi mesi fa e tu sembri cambiato, ti trovo molto più adulto . Ti sono successe cose allucinanti che sono state la scusa per l'inizio di questa chiacchierata.
Poi siamo piano piano scivolati a parlare d'Amore e scopro imbarazzata che conservi tantissimi ricordi di noi due, roba che io ho allegramente rimosso per lasciare spazio a quel che di nuovo mi accade.
Continui a dire ah che bei ricordi... citando episodi e circostanze strane, divertenti, particolari, che a me continuano ad accadere anche ora, dieci anni dopo.
Sono cambiata ma non così il corso delle mie vicende.
Tu ricordi con nostalgia mentre ti accingi a fare il Compromesso che tante volte ho visto fare agli uomini quando arrivano alla tua età e io compiango non tanto te quanto la donna che ti sta di fianco perché si prende un fake, sei una sagoma di cartone finché rimani presente in corpo ma non in spirito.
E poi mi riempi di complimenti che all'inizio riesco a declinare facilmente perché sono leggeri ma poi, con il passare del tempo, diventano strani, nostalgici in un modo non giusto, non proprio pulito, e mi infastidisci. Mi infastidisce che tu sia rimasto fermo ancora lì, così stupido da offrirti di fare un figlio con me che non vedi nè senti da 10 anni piuttosto che con la donna con cui stai da 9.
Arrivo alla solita conclusione che gli uomini della mia età o giù di lì non stanno bene, non sono begli incontri, non mi convincono affatto.
Il mio letto stanotte è vuoto e mi ci addormento facile.
Scivolo nel sonno leggera, coccolata dalle spire del piumino spumoso.
Di nuovo: salgo al soffitto ma stavolta faccio un passo in più e tocco la trave con calma e a mano piena. Tento di scendere meglio delle altre volte e capisco perché non ci riesco: ho paura che le braccia non sostengano mente mi calo giù e così tento semplicemente di lasciarmi scivolare. Così facendo poco dopo mi ustiono da vescica il mignolo della mano sinistra.
L'allenamento mi è sembrato più leggero, sono quasi riuscita a fare andata e ritorno con la carriola e mi sono risparmiata da sola alcuni addominali e alcune flessioni.
Provo il nodo di piede ma la tensione di farlo in fretta fa sì che sia troppo stretto e mi seghi proprio le dita che ancora mi dolgono e quando scendo il piede è segnato da strisce rosse e mostra già un livido bluastro sulle ossa sottili.
Stavolta scalpito, non riesco a fare progressi. Sono stanca e pensierosa a causa tua o forse mia, sono in attesa di sapere se e come mi si modificherà l'umore sono quindi all'erta.
Realizzo l'acqua calda: stanotte ho dormito saporitamente.
E' stata una di quelle notti in cui il letto prende la mia forma e io mi ci sciolgo nonostante il peso inutile di Booty nell'incavo delle gambe.
Stavolta non cerco odori anzi li copro, cuscino sopra cuscino.
Per un attimo temo di non addormentarmi ma quasi subito il calore mi conquista e mi ammorbidisce le giunture indolenzite dall'allenamento, la testa evapora e diversamente dalla notte prima è tutto liscio e facile.
Solo due respiri, il mio e quello di Booty, e poi il silenzio.

