Thursday, December 30, 2010

Well there's nothing to lose
And there's nothing to prove
I'll be dancing with myself
[Dancin' with myself, B. Idol]

Bang! D'improvviso parli, anzi: scrivi.
Dopo 15 minuti di attesa, in cui ti avevo dato per fuggito, la tua finestra lampeggia e nero su bianco ci sta scritto quel che io avrei dovuto dirti e che invece per paura ho taciuto.
Nero su bianco, con i puntini sulle i e tutti i fottuti crismi, non c'è dubbio, hai preso fiato e fatto il salto. A me non resta che ammirarti anche se so che per te è più semplice: sei quello che ci perde meno, sei quello che si fa le domande giuste ma quasi mai si risponde.
Da quel che dici so e non so, cerco di infilare il mio punteruolo ma subito ti richiudi e tutto torna come sempre. Solo io rimango dolcemente convinta che si possa rigiocare, stavolta senza maschere, magari accettando questa follia.
Ma già quando rileggo prima di andare a girarmi nel letto capisco le reazioni tiepide ricevute all'annuncio che avevi finalmente parlato. Mi dici, sì, ma ancora non ho sicurezze e non posso, non posso proprio tornare indietro ora che ho inferto uno strappo improvviso a questa trama impalpabile. Questo tessuto non mi dona e non mi scalda abbastanza.

Con te all'altro capo mi sciolgo in parole e lacrime.
Riesco a spiegarti e spiegarmi chiaramente i Motivi per cui comunque sia è andata così e non ci sono ulteriori incontri previsti. Nonostante tutto.
Mi ascolti, la tua voce è dolcissima, ti snocciolo dolori e nodi e tu dici che bello che è sentirti parlare, provocandomi un singhiozzo d'amore. Mentre ti parlo mi martellano in testa le stanze di casa tua, l'odore di cibo e il calore della stufa su cui trovavo le Gatte rientrando. Non ci cavo i piedi se non quando, per un attimo, spazzo via tutto: remore, rimorsi, responsabilità. Allora, in quell'istante, mi si lisciano i crateri in testa e mi sembra facile e possibile, nonostante tutto.
Ma rinsavisco presto e so, con spietata e deludente certezza, cosa fare. E non mi piace.

Son 8 parole la rede per noi: se male non fai, fai quello che vuoi!
L'Oracolo delle Streghe mi strizza l'occhio mentre mi barcameno nella strana sensazione di non ricordare la tua faccia. Di non ricordarmi bene di te come se ci fossimo visti molto tempo fa. Di non ricordarmi di te come se non ti conoscessi.
Salgo in macchina e mi aggiusto il borsalino nello specchietto retrovisore, incrocio i miei occhi e li riconosco stanchi ma vivi. E' tutto domani e non oggi, mi chiedo se saperlo mi rilassa o mi tende.
Sono confusa come non mai e per questo incredula: i dislivelli più stupidi sono quelli a cui prestiamo meno attenzione e a causa dei quali facciamo le peggiori cadute.
Ricordo la morbidezza del tuo collo e la curva dei tuoi ricci.
Sono stanca di attendere la Conclusione.

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