Tuesday, December 21, 2010

Yes I will rhyme that, after, after all I've done today
I have earned my wings
[It Happens Today, REM]

Ho sognato che mia madre voleva andare sui trampoli.
La trovavo seduta su un tavolo, con un trampolo addosso (il sinistro, che è sempre il primo che io infilo) che rideva vicina a mio padre.
Mi sono offerta di salire su anch'io e aiutarla.
Non so com'è finita, mi sono svegliata ancora una volta cercando cenni dovuti.
Silenzio.

Lo dico a voce alta.
Lo dico con voce calma quanto la mia ennesima disillusione. La rabbia al calor bianco si è dissolta per lasciare spazio alla stanchezza e non rimane che dirlo a voce alta.
I tuoi occhi mi guardano spalancati e umidi, non rispondi, non dici niente, prendi in blocco come è sempre stato fin qui.
Mi sono sentita la puttana che non merita baci in bocca e questo è troppo per chiunque.
Tu non capisci quel che dico, non capisci quel che senti, non capisci e prendi in blocco come è sempre stato fin qui.
Seduta al volante, con te di fianco, fermi nella strada di casa tua, lo dico a voce alta.
Per me e non per te che sembri non interessarti ai ritmi, alle pause, ai riavvicinamenti di slancio: non tieni conto di come abbiamo declinato il tempo e nemmeno di quanto ne è passato da allora a oggi.
Poi come sempre il silenzio, tuo.
Vai, allora vai e togliti di qui!
E tu lo fai, mi dai un bacio e un abbraccio ai quali mi nego, rimanendo ferma a subirli senza ricambiarli, recuperi le tue cose dalla macchina e scendi senza nemmeno farmi un augurio per queste feste, anche se parti domani, anche se stamattina eri nel mio letto ad abbracciarmi e a scopare con me.
L'augurio te lo urlo io dal finestrino prima di ripartire e tu rispondi con voce scocciata.
Nemmeno quello mi merito.

Con Booty russante steso di fianco a me mi arrotolo nel piumone e penso, prima di addormentarmi.
Nel mio cuore spero di essere riuscita, di essermi staccata, di aver chiuso nonostante Albe_moro mi dica che no, secondo lui neanche questa è la volta buona.
Ma io ricordo giorni passati in cui mi stupivo di me stessa, giorni in cui il dolore era grande ma riuscivo a combatterlo con la fierezza di un impegno nei miei confronti preso e mantenuto.
Fedele all'oroscopo ho fatto quel che mi si chiedeva, senza neanche aspettarmelo.
Chè non potevo certo immaginare questo epilogo dopo un mese passato a trovare occasioni per condividere una piazza e mezzo di addormentarsi avvinghiati e risvegliarsi di carezze.
O forse potevo, semplicemente facendo un accurato inventario delle Cose Che Mi Mancano prima che divenissero così grandi e innegabili da farmi ululare di dolore.
I tuoi occhi.
Mi accorgo che sto scivolando nel sonno senza pensare a te.

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