Friday, June 03, 2011

Hang my head, drown my fear
Till you all just disappear
[Soundgarden, Black Hole Sun]

Il Tempo mi affligge ancor di più quando ieri era in un modo e oggi invece no: così poco preavviso destabilizzerebbe chiunque e a maggior ragione destabilizza me che invece alle situazioni, soprattutto quelle malsane, rimango legata ben oltre la scadenza ovvia e peraltro già prevista.
Ho il cuore ancora mollo e il letto ancora caldo eppure ho già labbra nuove impresse sulle mie e nessuna voglia di condividere spazio sul cuscino.
Il bucato appeso fuori ha preso l'acqua stanotte verso le 2 e la mia mente è piena di pensieri uguali a ieri o forse già un poco mutati.

Sotto il sole di Como brillo di rossopassione ma la mia faccia rivela d'improvviso la mia vita dell'ultimo mese come se le fosse piombata sopra di colpo, tutta in una volta. Ecco il cattivo sonno, i pranzi e le cene improvvisate, il tuo fastidioso rumore di sottofondo mascherato da strana tranquillità affettuosa, la fretta nel truccarsi e salire, le viti da comperare, l'ansia delle maestre e quella dei tessuti...le tue mani altrove, il tuo pianto rassegnato, il mio davanti a un mazzo di fiori di campo in mezzo alle manine dei miei bimbi di montagna.
C'è una distanza che non so se voglio ricolmare, c'è il sollievo di una paura che finalmente si avvera in modo da non doverla più immaginare, c'è la mia vita sottile quando il Bruco la avvolge per sollevarmi mentre io mi abbandono morbida lasciandomi cadere verso terra.
Niente è come fu ma la discrepanza è talmente forte da farmi lacrimare la volontà: tra le palpebre socchiuse ti guardo dormire ricordando quando potevo toccarti e tu potevi accarezzare me.
Quando tutto finisce e chiudo alle mie spalle la porta di casa scende un umore greve che mi appiccica e cancella il lucore dei brillantini che porto ancora tra i capelli scurissimi.

Il Rum porta felicità estemporanea e danni, lo dovrei sapere per esperienza ma continuo a versarmi chupiti che assomigliano a mezzi bicchieri, incurante della bottiglia che prima era piena e adesso no.
Non voglio pensare anche se in realtà stiamo parlando proprio di quel che mi affligge.
Ma oggi voglio premiarmi, ho fatto tutto quel che dovevo e anche di più: ho fatto il mio numero di tessuti tutto di seguito e sono anche riuscita a fare il renversée con due cadute. L'ultima mi sega il polpaccio ma mentre me lo massaggio sono già fiera del livido che a breve comparirà, segno tangibile che sono riuscita nell'intento. Ho suonato il surdo terceiro e dato il tempo al primo e al secondo,
Tutto va bene fino a quando non scendo per tornare a casa e tu mi accompagni, come sempre del resto, ma purtroppo io sono diversa da ieri e così ci baciamo sulla panchina di un parchetto, insignificante come questi baci che scambiamo di punto in bianco.
Non ricordo quanti ma ricordo come e tanto basta per farmi dire che l'esperimento non è riuscito, senza rimpianti e senza rimorsi giacché sei una delle persone che meglio mi conosce e dovresti dunque sapere che talvolta, semplicemente, provo.
Però.
Il giorno dopo sei troppo presente e insistente e io sfuggo, dovresti vederlo e capire.
Quando ci rivediamo mi chiudi nella mia stessa cucina parandoti davanti alla piccola porta e io devo trattenermi dallo spingerti via con violenza, te e i tuoi balbettii linguistici e fisici.
Mio malgrado ho in testa spalle larghe e culo piccolo, occhi neri e un neo sulla guancia.

-14 giorni.
Una palla di emozioni che si contrae come cosa viva nel mio essere e nelle mie giornate che ho smesso di prevedere e calmare, lascio che vadano così come devono andare, cambiando con l'andamento della luce e della musica che di nuovo ascolto a palla nelle orecchie.

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