Saturday, June 11, 2011

When logic and proportion
Have fallen sloppy dead
And the White Knight is talking backwards
And the Red Queen's "off with her head!"
[Jefferson Airplanes, White Rabbit]

Esco scollata anche se è freddo per la pioggia che è scesa poco fa.
Ricordo che l'anno scorso mi sentivo molto diversa indossando questi stessi abiti che porto ora e queste stesse collanine di perle di plastica, che ho comperato andando al Lago, e non capisco davvero se è questione del periodo che vivo ora o di un inevitabile click di crescita nonostante sia passato così poco tempo.
Cerco passaggi ma alla fine mi infilo in macchina da sola e, miracolo, ne sono contenta.

E' una serata matrioska.
Quando arrivo al teatro saluto tantissime persone e mischio gruppi: ci sono le tessutare, le psicologhe, i clown e io li conosco tutti, sono la traccia di quel che ho fatto in questi ultimi anni.
Dopo il primo spettacolo usciamo a fumare una sigaretta e mi perdo con appena un'ombra di indecisione con le psicologhe che mi trascinano via in cerca di un posto dove bere.
Ma già in macchina l'atmosfera è pesante per me che in questo momento ho bisogno di leggerezza assoluta e risate per non pensare a niente che non sia quel che ho sotto il naso.
Il locale ha il bar già chiuso ed è affollato di quattordicenni per cui torniamo verso la piazza dove ho parcheggiato. Ci diamo un appuntamento altrove che mentre saluto so già che non rispetterò, non ho più voglia di andare con loro, forse vorrei addirittura essere già a casa ma non mollo.
Appena la macchina delle psicologhe si allontana io corro veloce al teatro e mi infilo nuovamente dentro, sedendomi al mio posto come se nulla fosse, come se non fossi uscita mai e fossi rimasta sempre lì.
Finiamo a parlare su una panchina di tessuti e trapezio, di addominali e dorsali, di cose che mi rallegrano anche se in sottofondo l'umore crepita come un filo della luce.

Accompagno la Greca che mi chiede se voglio andare con lei e altri amici che va ad incontrare, per bere qualcosa.
Non è tardi eppure non voglio andare, avrei bisogno di qualcuno dei miei amicifamiglia perché vacillo e oscillo in questo umore strano e così, dopo averla salutata, proseguo verso casa.
Mi metto a letto e telefono a Marito che sta fumando in terrazza, solo.
Stanotte ho orecchio per le sue cose tanto quanto non ho parole per le mie e quindi la situazione è ideale. Parliamo fino quasi all'alba di distanze siderali, di età, di contesto, di pateticità.
Di paura.
Quando ci salutiamo e metto giù mi basta girarmi e arrotolare le gambe che sono già addormentata.

Sto giro è tutto diverso, la tua assenza mi da finalmente la pausa di cui avevo bisogno.
Non seguo i tuoi movimenti, invece di cercarti ti evito, rimango invisibile e mi riempio le giornate di impegni per non avere attimi di sconforto in cui il pensiero torna a te.
In realtà probabilmente mi sto placando e tento di usare lo stesso metodo dei tessuti: l'allenamento.
All'inizio dopo appena 2 salite scendevo affaticata ma le ultime due volte sono riuscita a montare l'intero numero del saggio senza scendere o rinunciare.
Ogni volta che salivo aggiungevo una figura o anche solo il tentativo di farla e così facendo mano a mano ho accumulato resistenza e fiato che mi hanno dato maggiore convinzione in me stessa.
La paura si assottiglia e pulsa con minore intensità e io resto sul tessuto fino alla fine, donandomi qualcosa di grande che parla di me e di chi sono e cosa posso fare quando mi concentro esclusivamente su me stessa.
Dico a Marito che ora come ora tento di fare la stessa cosa con te, cerco di accumulare resistenza a questo periodo decisamente sgradevole e pieno di pensieri facendo un passo in più nel rimanere da sola anche se tu ci saresti, allontanandoti piano piano, abituandomi di nuovo a stare con me sola.
Rondelle nello stomaco che è una lamiera ma imperterrita mi lavo e mi trucco, prendo la macchina e vado.
Ho quattro giorni in cui per te sarò nebbia che spero mi diano la forza per rarefarmi sempre più al tuo vicino ritorno.

Comments: Post a Comment

<< Home

This page is powered by Blogger. Isn't yours?