Monday, October 17, 2011

"Deligere oportet quem velis diligere."
[Cicerone]

In guardia, sto in guardia.
Non mi rilasso se non per pochi istanti in cui tutto è vero e bellissimo e chiunque potrebbe crederci.
Ma poi alzo nuovamente la guardia e non se ne fa nulla, gli istanti rotondi scivolano via e io sento richiudersi le Porte.
D'altronde, ho cominciato leggendo i tuoi comportamenti obliqui per poi finire, come mia inveterata abitudine, a leggere la tua mail. Il che non sarebbe necessariamente un male se non ci avessi trovato ogni volta quel che temevo di trovarci e anche di più.
La mia fiducia è un cazzo di vaso di per sè poco capiente che più volte hai infranto urtandolo con il gomito, muovendoti a casaccio, e nascondendo poi i cocci sotto il tappeto forse sperando che non ti vedessi.
Ma io sto in guardia pregando di trovare la famosa goccia che mi consenta di traboccare, qualcosa di ancora più forte di quello accaduto fin qui.

Le mani mi dolgono, il renversée mi odia nuovamente.
Le nuove di quest'anno sono giovani e meno atletiche di noi e le loro gambe tremano mentre facciamo training nella palestra completamente piena.
A noi sono riservati i tessuti di lycra, quelli più morbidi e pertanto più difficili, a loro quello bordeaux che tanto amavo e quello viola su cui mi sono esibita non tanto tempo fa.
I miei muscoli ci sono, nonostante la pausa estiva, ma non così la mia testa.
Del resto è lecito pensare che io l'abbia mandata al macero, non tanto tempo fa.

The End is near.

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