Wednesday, April 18, 2012
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I'm poor but I'm kind e come dice l'oroscopo di qualcun altro non so se in questi giorni me la cavo meglio con la vita o semplicemente non me ne frega più un beato cazzo di nulla.
Ieri, per la prima volta dopo anni, sono rimasta a letto nascondendo il Mondo fuori dalle coperte, a respirare aria viziata e a infradiciare il tuo cuscino di lacrime che scendevano senza sforzo alcuno.
I'm hard but I'm friendly baby e il fatto che in questi giorni non lo sia testimonia del fatto che sono stanca da morire e che ho finito la gentilezza nei tuoi confronti, in un modo o nell'altro hai risposto a tutto quel che volevo sapere e non me la posso neanche più raccontare.
Il tuo impegno purtroppo non basta, ho un bel da volerti bene ma la mia infelicità affamata è più grande dei piccoli gesti gentili che peraltro continui a darmi. Sono più forti le risposte spazientite, le frasi allusive, l'indelicatezza che non appartiene alla tua età ma alla tua persona.
I'm lost but I'm hopeful baby, come ti ho detto seduta di fronte a te sul divanonero, che ho sfondato con la mia permanenza costante e quotidiana, non ho paura se te ne vai, anzi: inizio a sospettare che dopo il fisiologico lutto comincerei a rifiorire come nemmeno io immagino di poter ancora fare. Sono una sempreverde dopo tutto e sono sopravvissuta a catastrofi peggiori di te.
I'm sane but I'm overwhelmed, stavolta c'è di nuovo che non sono LaPazza ma semplicemente una persona con le sue precise regole di funzionamento: se ogni giorno metti fango di pessimismo nei miei ingranaggi è ovvio che dopo un po' io smetta di funzionare e m'inceppi.
Ho perso spinta, smalto, energia e felicità guadagnando rughe dell'anima e una malattia malandrina che mi conserva debole e rinunciataria quando invece le cose da fare sono ancora tante. Ho anche smesso di suggerirle alla tua pigrizia che è quella di chi ha tanto tempo davanti, metto bookmark ad improbabili viaggi che progetto ormai sola e sapendo che probabilmente non li farò con te e non mi rattrista tanto questo quanto il fatto che mi sto solo facendo bloccare.
I care but I'm restless, è un prurito sottopelle costante che esplode alla benché minima provocazione e così è per te e in tutto ciò è stato bello confessarselo a vicenda, dirsi chiaro e tondo in faccia che entrambi siamo scoglionati l'uno dell'altra e che pesano stronzate sulle quali invece prima passavamo sopra.
Prima con te in un qualche strano modo stavo bene, adesso no.
Te l'ho detto con voce calma e gentile ferma con il cappotto davanti alla porta di casa mia aperta sul giardino, fumando una sigaretta che non avevo voglia di farmi guastare dalle tue mani che sventolano l'aria per allontanare il fumo.
I'm here but I'm really gone, ho cominciato ad andarmene seriamente quando di comune accordo con me stessa ho volontariamente rinunciato con spirito di suicida a quelle piccole faccende che riguardano l'Amore come il lasciare che qualcuno si prenda cura di te, accarezzi la tua faccia senza che ti venga da ritrarti, non tolga le labbra quando ti allunghi per baciargliele.
Te l'ho lasciato fare senza più opporre resistenza o senza lamentarmi, ben sapendo dentro di me di aver imboccato una via senza ritorno, ben più definitiva di parole di separazione che alla fin fine erano sempre state provocazioni per tenerti qui ancora un poco.
Me ne sono andata davvero un sabato sera quando alla mia legittima noia hai risposto con una stupida alzata di spalle come se stessi dicendo qualcosa di irrisolvibile. Invece tutto si risolve in un modo o nell'altro ed è per questo che per l'ennesima volta nella mia vita ho indossato un cappottino e infilato la porta chiedendomi dove andare poi.
Sono naufragata a casa di un amico che mi ha accolto e per qualche ora mi ha tenuto lontana dal pensare a te e alla nostra assurda situazione ormai lisa e irrecuperabile, sono tornata a casa a notte inoltrata trovandoti che facevi finta di dormire solo per negarmi la buonanotte. Non sarò certo io a raccontarti che queste sono sciocchezze che sembrano valere nulla ma di cui poi ci si pente quando le cose finiscono. Lo capirai se sei fortunato, cercherai di non perderle mai più se sei intelligente.
I'm brave but I'm chickenshit, dovresti capirlo dai miei recenti tentativi di mandarti via di qui. Eppure, pur confessando una certa insoddisfazione, non te ne vai e anzi, le parole migliori, quelle più dolci, quelle che sono all'ordine del giorno per una coppia con tutti i crismi, me le dici solo quando ti spingo decisa fuori da questa porta. Ormai penso solo che tu abbia paura di doverti arrangiare da solo là fuori e non di perdere me e le mie deprecabili abitudini come quella di cucinare con troppo olio o gioire profondamente della vita attraverso minuzie come una colazione appetitosa consumata al sole sulla mia terrazza.
Di conseguenza sono calati i rimpianti, il senso di colpa, la paura. Forse se vai è la cosa migliore per tutti e due. Forse se ci allontaniamo riacquisteremo vicinanza o forse no ma a questo punto forse è meglio comunque, qualunque cosa accada dopo. Meglio del mio giacere arresa sotto le coperte mentre tu incurante stai di là, piantato come ogni giorno davanti al computer.
I'm sad but I'm laughing perché l'esperienza mi sussurra che c'è altro là fuori.
Tu sei bravo, tanto bravo sai? Coraggioso anche. Ma non colmi la mia misura e io continuo a soffrire di fame.
And what it all comes down to is that I haven't got it all figured out just yet.


