Tuesday, August 27, 2013

[à la guerre comme à la guerre]

Dalla prima lettura non ci arrivo perché con gli occhi che scorrono veloci la mail sto cercando un nome ben preciso che invece non appare.
Poi capisco: quel viaggeremo prima persona plurale lo contiene, anche se non esplicitamente, e con ancora le pupille che fremono tra una riga e l'altra mi trasformo in una statua di sale.
Quel che avevo annunciato a me stessa mesi fa è finalmente accaduto e come da copione ne sono stata informata ma non per questo fa meno male. Le cose dette a voce alta acquistano finalmente presenza e valenza, quelle nella testa anche se ripetute più e più volte rimangono paure, speranze, sogni e, come tali, impalpabili finché non li vestiamo di una veridicità ineluttabile enunciandoli o mettendoli in pratica.
E' andato tutto come immaginavo, è andato tutto come doveva andare e quindi bene.
Lo stesso, mi manca il respiro, tremo, devo stendermi prima di cadere in terra, arrabbiata con gli dei, con il fato, con le mie scelte e con il karma che in questo esattissimo momento deve essere in ferie anche lui, a godersi il sole e un bello spritz ghiacciato in riva al mare.
Muoio così come avrei dovuto fare prima di partire, lasciando a terra una pelle avvizzita e segnata che ormai non mi appartiene più.

C'è chi scompare.
C'è invece chi mi aiuta, mettendo le mani con me nella polvere secolare che ricopre i colori della mia casa che una volta scelsi amorevolmente in previsione di un futuro felice e radioso nella mia dimora.
La sala comincia a trasformarsi così come me che dopo aver pianto da vomito comincio a ristrutturare i miei pensieri che, mi accorgo solo ora, continuavano mio malgrado a coinvolgere riluttanti colleghi.
Mi alzo, pulisco.
Mi alzo, mi restituisco dignità e una possibilità: tornare sulla strada a cercare gioia e respiro.
Chi vivrà vedrà e se anche non sarai tu ad ammazzarmi, è certo che sei stato uno degli uragani più devastanti e insistenti della mia vita e ancora adesso non lesini precipitazioni estemporanee che però, grazie alla distanza da me imposta, arrivano depotenziate: mi bagno ma poi m'asciugo dopo poco, pochissimo tempo.
Quel che non avevo deciso prima lo decido oggi, sbattendoti fuori virtualmente da qui ma non solo: ti espello da un luogo fisico e da un luogo astratto che eravamo io e te, la nostra relazione sgangherata e nata morta, il nostro duo artistico che ha come epitaffio la foto della nostra ultima esibizione insieme.
Io bianca, tu nero.
Io altrove e in sospensione delle emozioni, tu presente e incazzato.
27 Like e qualche commento che recita, come sempre è stato, quanto siamo belli.

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