Wednesday, August 28, 2013
Sometimes you just have to jump out the window and grow wings on the way down.”
[Ray Bradbury]
[Ray Bradbury]
L'Uragano è arrivato.
Senza saperlo, e tuttavia sapendolo, ci aspettavamo a vicenda qui, nella mia casa.
Io ero in viaggio e lui anche, eppure, con una sincronicità commovente, ci siamo trovati senza darci appuntamento.
Mi sento come fossi stata in cattività per anni.
Devo riabituarmi a tutto, dall'interagire con le persone a capire chi sono diventata nel frattempo.
Da quando sono uscita dalla prigionia la mia faccia sembra più giovane ma il mio cuore è malato, non sente nulla se non un unico tono, quello del dolore, e la cosa comincia a preoccuparmi seriamente.
Come un rapito tenuto in ostaggio, ancora non oso fare certi gesti o godermi certe cose per paura che qualcuno salti fuori a chiedermene ragione o a bastonarmi.
Il problema è che Qui non c'è alcuna persona, ci sono soltanto io ed evidentemente sono diventata il mio stesso aguzzino.
Mi coglie un dubbio: non eri tu ma io.
Disgraziatamente ero io, sia l'ostaggio che il rapitore.
Non si cava sangue dalle rape.
Non si dovrebbero nutrire aspettative su chi le ha sempre disattese.
Non si dovrebbero proprio avere aspettative, meglio allevare sogni.
Non ci si getta contro un treno in corsa, a meno che non ci si chiami Anna Karenina, e anche in tal caso uhm.
Non si piange sul latte versato nè sul tempo perso.
Non si rimane a guardare un cadavere aspettandosi che riprenda a respirare.
Ci se ne fa una ragione, si chiude la bara una volta per tutte e si riprende la propria vita.

